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Premio Strega, trionfa Scurati col libro su Mussolini. “Quel passato non si ripeta…”

Antonio Scurati stravince il Premio Strega 2019. Le oltre 800 pagine del suo romanzo documentaristico M. il figlio del secolo (Bompiani), su Mussolini e l’Italia fascista, hanno avuto 228 voti la sera della premiazione, il 4 luglio, al Ninfeo di Villa Giulia, a Roma.

Ampio lo stacco dagli altri autori della cinquina: 101 voti in più di Benedetta Cibrario, arrivata seconda e 137 in più di Marco Missiroli, arrivato terzo. “Sono felice ma soprattutto contento che molti altri italiani leggeranno questo libro non solo perché lo ho scritto io ma perché impareranno a conoscere la nostra storia con la speranza che non si ripeta, anche se in forme diverse”, ha detto Scurati.

Dedico questa vittoria ai nostri nonni e ai nostri padri che furono prima sedotti e poi oppressi dal fascismo e soprattutto a quelli che fra loro trovarono il coraggio di combatterlo. E insieme lo vorrei dedicare ai nostri figli con l’auspicio che non debbano tornare a vivere quello che abbiamo vissuto cent’anni fa e in modo particolare a mia figlia Lucia”, ha sottolineato lo scrittore bevendo dalla bottiglia dello Strega.

Dopo due vittorie perse, per un solo voto nel 2009 e per cinque voti nel 2014, Scurati, che ha da poco compiuto 50 anni, si porta a casa una vittoria schiacciante. Un libro, il suo, di cui Wildside ha già acquistato i diritti per una serie tv. Un volume che fa parte di un progetto complesso.

È il primo romanzo sul fascismo raccontato attraverso la storia di Benito Mussolini e il primo volume di una trilogia. L’espediente che lo scrittore ha adottato per trovare “il sentimento della storia è di raccontarla come una cronaca, al presente”. In questa cinquina che ha visto sul podio tre donne, la tensione della volata finale non ha impedito di prendere le cose anche con un po’ di gioia e sana leggerezza, scrive online l’Ansa. Il seggio era presieduto da Helena Janeczek, vincitrice del Premio Strega 2018 e su 660 votanti hanno espresso le loro preferenze in 556.

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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