Trentacinque anni fa, 11 giugno 1984, moriva Enrico Berlinguer. Da segretario del Partito Comunista Italiano, fu tra i leader politici più amati in Italia dal dopoguerra a oggi. Un ictus colpì il leader del Pci durante un comizio a Padova, era il 7 giugno. Berlinguer si accasciò in diretta televisiva, palesemente provato dal malore ma continuò il discorso. Ciò malgrado che la folla, dopo i cori di sostegno, urlasse: “Basta Enrico!”.
Alla fine del comizio rientrò in albergo dove entrò in coma. Dopo il consulto con un medico, i sanitari lo trasferirono all’ospedale Giustinianeo e lo ricoverarono in condizioni drammatiche. Morì l’11 giugno, a causa di un’emorragia cerebrale. Ai suoi funerali, il 13 giugno a Roma parteciparono due milioni di persone.
La giornalista televisiva, conduttrice di Cartabianca su Rai Tre, Bianca Berlinguer, figlia di Enrico, ha ricordato il padre dalle pagine di Repubblica oggi 11 giugno. “Non voleva che lo pensassero triste, non lo era“, racconta. Berlinguer fu criticato perché, secondo i suoi detrattori, impiegò troppo tempo a staccare la tradizione comunista italiana da quella russa. Il famoso strappo del Pci dall’Urss. “Lo fece quando era sicuro di portarsi dietro tutto il partito“, dice Bianca.
“Ma in realtà il suo distacco era maturato da tempo – spiega Bianca Berlinguer -. Già nel 1977 a Mosca il suo discorso sul valore universale della democrazia venne accolto da una reazione glaciale. E nel 1973 c’ era stato il gravissimo incidente stradale in Bulgaria: lui era convinto che si fosse trattato di un attentato” ai suoi danni per eliminarlo.
“Ricordo quando arrivammo a Jalta in nave”, continua Bianca. “Nel nostro unico viaggio in Unione Sovietica. Guardando verso la banchina papà diceva: ‘Poveri noi, ecco Ponomariov (un altissimo dirigente del Pcus), ecco Smirnov’ (un importante funzionario). Era il 1979 e sapeva di essere un sorvegliato speciale“.
I comunisti italiani amarono Berlinguer, gli avversari lo rispettarono. In lui tanti italiani vedevano un uomo politico che si spendeva di persona senza riserve, incarnando coerenza, sobrietà, serietà, semplicità. E una concezione di società socialista lontana dal comunismo reale del regime sovietico. Vicina, invece, alla democrazia occidentale, con al centro il mondo del lavoro.
Berlinguer di spalle durante uno dei suoi affollatissimi comizi
Photo credits: Twitter
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