Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha avviato stamani 2 giugno, all’Altare della Patria a Roma, le celebrazioni per la Festa della Repubblica italiana. Accompagnato dal ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, e dal capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, Mattarella ha deposto una corona d’alloro al Sacello del Milite ignoto.
Sulla scalinata schierati i Corazzieri. Presenti anche il premier Giuseppe Conte, i presidenti di Senato e Camera, Elisabetta Casellati e Roberto Fico, il presidente della Corte costituzionale, Giorgio Lattanzi. Ai piedi del monumento reparti interforze che hanno reso gli onori al presidente. In cielo le Frecce Tricolori. Alle 10 la parata ai Fori imperiali.
Caloroso abbraccio tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il vicepremier Matteo Salvini durante il ricevimento per la festa della Repubblica ai Giardini del Quirinale sabato sera. “Ci vogliamo bene, benissimo”, ha aggiunto Salvini, rivolgendosi ai giornalisti intorno. Subito dopo, ha presentato la sua fidanzata Francesca Verdini al presidente del Consiglio.
“Libertà e democrazia non sono compatibili con chi alimenta i conflitti, con chi punta a creare opposizioni dissennate fra le identità – ha detto Mattarella sabato sera -, con chi fomenta scontri, con la continua ricerca di un nemico da individuare, con chi limita il pluralismo”. “Soltanto la via della collaborazione e del dialogo permette di superare i contrasti e di promuovere il mutuo interesse nella comunità internazionale”.
Il Capo dello Stato Sergio Mattarella
“Abbiamo bisogno di praticare attenzione e rispetto reciproco, nella libertà e nella legalità internazionale per avanzare nella strada del progresso con il dinamismo che contrassegna il mondo contemporaneo in cui viviamo”. “I valori della civiltà” contrastano “in modo radicale” con l’idea “fomentare scontri, con la continua ricerca del nemico”. “Il sentimento di appartenenza a una comunità coesa e solidale si cementa attraverso l’equilibrato contemperamento degli interessi, essenza della funzione di mediazione che i Prefetti esercitano in più ambiti, alla ricerca di un punto di incontro che anteponga il bene generale alle convenienze particolari”.
Un momento della parata ai Fori Imperiali
“È un compito tanto più delicato nel momento in cui, specie in alcune aree del Paese, le incertezze del ciclo economico sembrano – aggiunge Mattarella – non offrire solide prospettive a molti lavoratori, soprattutto giovani, ed alle loro famiglie. La condizione di donne e uomini in difficoltà – che richiama ciascuno all’adempimento degli inderogabili doveri costituzionali di solidarietà – è alleviata dalle reti di protezione sociale attive sui territori, spesso con il concorso generoso del volontariato e dell’associazionismo, che meritano la stima e il sostegno delle istituzioni”. “Con questi auspici, confidando che il 2 giugno possa essere momento di rinnovata riflessione sul significato profondo del pubblico servire, rinnovo i più cari auguri di buon lavoro a voi Prefetti, alle istituzioni locali ed a quanti condividono con voi la celebrazione dell’anniversario repubblicano”. Con questo invito alla “riflessione” il presidente Sergio Mattarella ha chiuso il suo messaggio ai prefetti in occasione della Festa della Repubblica.
Il tricolore al Colosseo nel corso delle celebrazioni per la Festa del 2 Giugno
Photo credits: Twitter
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