AGGIORNAMENTO: “Dopo avere lanciato una provocazione che ha colto nel segno, richiamando grande attenzione su un tema etico fondamentale, contrariamente a quanto comunicato ieri, inviteremo anche atleti africani. Lo ha annunciato sabato 27 aprile in una nota il patron del Trieste Running Festival, Fabio Carini, facendo un rapido dietrofront sulla vicenda dopo aver scatenato accuse di razzismo nei confronti della manifestazione.
Dura polemica sul Trieste Running Festival, la manifestazione podistica che si terrà in città dal 3 al 5 maggio dalla quale sono stati esclusi i corridori provenienti dall’Africa. Il Partito democratico accusa di razzismo gli organizzatori, i quali si giustificano dicendo di aver escluso atleti africani dalla mezza maratona solo per evitare il loro sfruttamento.
“Quest’anno abbiamo deciso di prendere soltanto atleti europei per dare uno stop affinché vengano presi dei provvedimenti che regolamentino quello che è attualmente un mercimonio di atleti africani di altissimo valore, che vengono semplicemente sfruttati e questa è una cosa che non possiamo più accettare”. Così ha detto il presidente della Apd Miramar, Fabio Carini, organizzazione del festival, mentre dal Pd arrivavano bordate, accuse di epurazioni e razzismo.
“A Trieste siamo arrivati alle epurazioni nello sport: ultima follia di un estremismo che sta impregnando e snaturando la città, sulla quale i più alti rappresentanti politici e istituzionali hanno messo la faccia. Fatto grave e indegno”. Così scrive Isabella De Monte, eurodeputata Pd e ricandidata al Parlamento europeo nel Nordest commentando la decisione degli organizzatori di non far partecipare atleti professionisti africani alla mezza maratona.
Secondo De Monte “non si usi lo sfruttamento degli atleti come foglia di fico: per sollevare questioni simili ci sono luoghi e organismi preposti cui rivolgersi. Qui siamo davvero all’assurdo: si impedisce a dei professionisti di prendere parte a una gara perché provenienti dall’Africa. Attenzione, sono mesi che lo diciamo: la situazione sta davvero sfuggendo di mano e stiamo tornando indietro a tempi bui. Davanti a scelte simili la reazione è una sola: l’indignazione. Lo sport è condivisione, unione, uguaglianza, lealtà, rispetto: lo si insegna ai bambini e ai ragazzi. Ma che esempio si dà con scelte simili? Ancora una volta una vergogna inflitta a una città come Trieste e a una regione come il Friuli Venezia Giulia, da sempre culle di civiltà”.
Photo credits: Twitter
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