Banksy, quadro si autodistrugge dopo essere stato battuto all’asta: la spiegazione

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Un quadro di Banksy si è autodistrutto subito dopo essere stato venduto per oltre un milione di sterline in un’asta di Sotheby’s a Londra. Rappresentava una bambina con un palloncino rosso, originariamente dipinta dal famoso street artist in un murale a Londra nel 2002. Era una delle sue opere più famose, inizialmente stimata tra le 200 e le 300mila sterline ma venduta poi all’asta per (bonus inclusi) 1.042.000 sterline (pari a circa 1,18 milioni di euro). Nella sala dove era esposto il quadro è suonato un allarme e un meccanismo interno alla cornice ha tagliato circa metà opera in decine di strisce, tra lo sgomento generale. Il profilo Instagram di Banksy ha rivendicato la performance e uno dei dirigenti di Sotheby’s, Alex Branczik, ha commentato: “We’ve just been Banksy-ed” (“Siamo stati appena Banksyzzati!”.

Successivamente, sempre su Instagram, Banksy ha spiegato la sua performance. Lo street artist, di cui non si conosce ufficialmente l’identità, ha rivelato: “Alcuni anni fa ho costruito di nascosto un tritacarte nella cornice di un quadro, nell’eventualità in cui fosse messo all’asta”. Poi, ha citato una frase di Picasso: “The urge to destroy is also a creative urge” (“Ogni desiderio di distruzione è anche un desiderio di creazione”.

Dal momento che non si conosce la reale identità di Banksy, non è ancora chiaro se lo street artist fosse o meno presente all’asta e se abbia azionato il meccanismo in prima persona. L’opera, autenticata da una società specializzata che lavora per Banksy, era stata comprata dal venditore direttamente dall’artista, nel 2006. Regna l’incertezza ora sull’esito dell’asta: l’opera, tagliata per metà in decine di strisce, potrebbe paradossalmente aver acquisito ulteriormente valore. Da Sotheby’s, intanto, hanno fatto sapere: “Abbiamo parlato con l’acquirente che è rimasto sorpreso. Stiamo discutendo cosa fare ora”.

Chi è Banksy: tutte le ipotesi

Banksy è considerato tra i migliori esponenti della street art contemporanea. I suoi graffiti con la tecnica dello stencil, spesso a sfondo satirico, toccano argomenti come la politica, la società e l’etica. Ad accrescere la sua fama, ha contribuito il mistero sulla sua identità. Alcune teorie hanno identificato Banksy in Robin Gunningham, già studente della Bristol Cathedral Choir School, mentre altri ritengono che dietro il misterioso street artist si celi il musicista dei Massive Attack Robert Del Naja.

Banksy in mostra a Milano: tutti i dettagli

Dal 21 novembre 2018, le opere di Banksy arriveranno in Italia a Milano con la mostra intitolata The Art of Banksy. A Visual Protest: al MUDEC saranno infatti esposte 70 opere, assieme ad oggetti, fotografie e video di alcuni dei murales realizzati dall’artista di Bristol in giro per tutto il mondo. La mostra milanese si articolerà attraverso quattro sezioni che portano ad una riflessione critica su quale sia (e quale potrà essere) la collocazione dello street artist in un contesto più generale della storia dell’arte. Si illustrerà in questo modo il lavoro dell’artista inglese con uno sguardo retrospettivo, fornendo ai visitatori le chiavi di lettura dell’opera dell’autore attraverso un percorso a suo modo accademico e insolito, per la prima volta in un museo.

Photo credits: Instagram

Stefano D'Alessio

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