Primo pianoShowbiz

Hugh Grant protagonista gay di uno “scandalo molto inglese”

Hugh Grant torna in tv con un ruolo da protagonista, per la prima volta dagli anni Novanta. Fresco di matrimonio con Anna Eberstein, il popolare attore veste i panni del politico gay Jeremy Thorpe, al centro di uno scandalo che infiammò il Regno Unito negli anni Settanta, nella miniserie Bbc diretta da Stephen Frears intitolata ‘A Very English Scandal’. La serie tv, dopo la premiere su BBC One del 20 maggio scorso, approda negli Stati Uniti d’America grazie a Amazon.

Hugh Grant ritorna a ricoprire il ruolo di protagonista di una serie tv, per la prima volta dagli anni Novanta. Il popolare attore inglese interpreta il politico gay Jeremy Thorpe, al centro di uno scandalo che infiammò il Regno Unito negli anni Settanta. La miniserie BBC, diretta da Stephen Frears, è intitolata A Very English Scandal. La serie tv, dopo la premiere su BBC One del 20 maggio scorso, approda negli Usa grazie a Amazon.

Jeremy Thorpe, esponente dell’establishment britannico e astro nascente della politica negli anni Settanta, aveva una relazione gay con il modello Norman Scott (interpretato nella serie da Ben Wishaw). A quell’epoca l’omosessualità in Gran Bretagna era un tabù e Thorpe, che stava per diventare capo del Partito Liberale, cercò in tutti i modi di zittire Scott che lo minacciava di rendere pubblica la loro relazione. Qualcuno sparò al cane del ragazzo e la vicenda fu considerata un tentativo di omicidio su commissione. La notizia finì sui giornali e portò Thorpe a dimettersi, prima dal partito e poi dal parlamento. Nel 1979 venne processato e alla fine fu assolto. Il caso, però, aveva ormai messo fine alla sua carriera politica. “L’omosessualità era illegale, a quel tempo si rischiava il carcere”, ha spiegato Hugh Grant.

Oltre a Hugh Grant e Ben Wishaw, il cast di A Very English Scandal è composto da Alex Jennings (The Queen, Victoria), Patricia Hodge (Miranda), Monica Dolan (Appropriate Adult), Adrian Scarborough (Il discorso del re).

Photo credits: Facebook

Back to top button