Il 17 maggio in ben centotrenta Paesi viene celebrata la giornata contro l’omofobia.
Il 17 maggio 2017 si celebra la tredicesima giornata internazionale contro l’omofobia, questo giorno è stato istituito nel 2005 dall’Unione Europea, dopo che nel 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rimosso l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali. A questa giornata aderiscono ben centotrenta paesi. In questa occasione, le manifestazione per riconoscere i diritti e diminuire gli atti di violenza contro i gay, lesbiche, transgender si moltiplicano. Quest’anno la giornata contro l’omofobia è ancora più sentita perché sono state riconosciute le Unioni Civili per le coppie di fatto. Purtroppo come ha ricordato Internarional Lesbian Gay Association, ILGA World, ancora in 72 Paesi l’omossessualità è riconosciuta come crimine e in 45 di questi la legge è valida anche per le donne.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dichiarato: “L’omofobia e la transfobia violano la dignità umana, ledono il principio di eguaglianza e comprimono la libertà e gli affetti delle persone. A nessuno può sfuggire che qualunque forma di persecuzione in base all’orientamento sessuale costituisca, sempre e ovunque abbia luogo, una violazione inaccettabile dei diritti umani universali“. Mattarella ha poi proseguito denunciando gli atti di intolleranza che spesso si tramutano in violenza definendoli: “Manifestazioni che feriscono l’intera nostra società, che risulta indebolita nei suoi valori fondamentali di convivenza”. In Italia vi è un disegno di legge che da tempo è fermo in Senato e più volte sono pervenuti inviti per discuterne e approvarlo, visto che da un report redatto da Arcigay, la maggior parte di casi di violenza si riscontrano tra gli adolescenti, che non hanno fatto coming out oppure no e non hanno sostegno dalle proprie famiglie perché non ne accettano l’orientamento o non se ne accorgono, dando sempre maggior adito al fenomeno del cyberbullismo.
Il segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjorn Jagland, ha affermato in occasione della giornata contro l’omofobia che: “La discriminazione e la violenza nei confronti delle persone Lgbti rappresenta un esempio di populismo della peggior specie, e costituisce quindi un pericolo per la democrazia, contro il quale i governi devono reagire, facendo il massimo per porvi fine”.
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