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Olio di Palma e ambiente: produrlo danneggia il nostro pianeta?

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Quando si parla di olio di palma non è solo di alimentazione che si discute ma anche di ambiente. Produrlo infatti genera inevitabilmente un impatto sul nostro ecosistema, ma è importante capire in che misura.

Un dato da tenere presente è che la palma da olio ha una resa media di 3,47 tonnellate per ettaro: questo dato è di ben nove volte superiore alla soia, undici volte superiore all’oliva e cinque alla colza. Questo significa che, se ipoteticamente l’olio di palma sostituisse l’intera produzione di altri oli vegetali, i terreni occupati dalle coltivazioni sarebbero di gran lunga inferiori a quelli attualmente necessari.

Coltivare la palma da olio richiede infatti poco terreno, poca acqua e una ridotta quantità di fertilizzanti e concimi chimici. Ma allora perché la produzione di olio vegetale di palma è stata così aspramente criticata? Le ragioni non sono da attribuire al prodotto in sé, ma alla crescita dei volumi produttivi che ha fortemente impattato sull’ambiente in merito alla conversione delle foreste, alla conseguente alterazione della biodiversità e, non da meno, al mancato rispetto dei diritti delle comunità nei paesi che lo producono, individuabili nella fascia tropicale.

Boicottare però questo prodotto non è la soluzione, lo è invece incentivare la produzione di olio di palma sostenibile. Di questo parere è l’Italia, dove le più importanti aziende (in particolare quelle dolciarie) si servono già di olio di palma certificato RSPO (Round Table Sustainable Palm Oil), associazione fondata con l’intento di occuparsi e risolvere le problematiche ambientali e sociali.

In dettaglio, per olio di palma sostenibile si intende un olio con origini conosciute (e tracciabili), ottenuto non tramite la conversione di foreste ma mediante l’impiego di appositi e già esistenti terreni agricoli. Da questi ultimi, inoltre, vengono automaticamente esclusi quelli ricavati da aeree ottenute a seguito di incendi dolosi. Produrre olio di palma sostenibile significa poi supportare e rispettare i diritti dei lavoratori impiegati nelle piantagioni e nell’intera filiera, promuovendo e sostenendo anche i piccoli produttori indipendenti.

L’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile è nata proprio per supportare questo percorso e ad essa hanno aderito alcune tra le principali aziende del nostro Paese. Intraprendendo una scelta fatta di trasparenza e cooperazione, si può garantire il pieno rispetto del nostro ecosistema.

Alcune fonti utilizzate per la realizzazione del contenuto:

Redazione

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