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Hollywood si tinge di giallo: l’anteprima di Minions and Monsters accende i riflettori

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I Minions sono tornati lunedì sera a Hollywood, al Dolby Theatre di Los Angeles, per la première del nuovo capitolo della saga Illumination e Universal, trasformando l’ingresso del teatro degli Oscar in un tappeto giallo pensato per lanciare il film e riunire fan, cast e produttori attorno al mondo caotico delle piccole creature nate nel franchise di “Cattivissimo me”.

Minions, Hollywood si colora di giallo al Dolby Theatre

All’ingresso del Dolby Theatre, lo stesso spazio che ogni anno ospita la notte degli Oscar, un grande pupazzo dorato vegliava sul passaggio delle star, mentre una tribuna piena di fan in giallo e jeans accompagnava l’arrivo del cast con urla, cartelli e telefoni alzati. Per una sera, lungo il boulevard del cinema, l’atmosfera è sembrata meno blindata del solito: più vicina alle vecchie première hollywoodiane, quelle in cui curiosi e appassionati si assiepavano a pochi metri dagli attori.

Il tappeto, naturalmente, non era rosso ma giallo Minions. Attorno, pupazzoni in movimento si fermavano per foto e selfie, ondeggiando tra bambini già travestiti e adulti che conoscevano a memoria tormentoni e versi della saga. Il clima era quello di una festa di studio, con la macchina promozionale di Universal ben visibile, ma anche con una partecipazione spontanea: molti fan, arrivati ore prima, aspettavano soprattutto i volti nuovi del film.

Jeff Bridges e Allison Janney tra le star della première

Tra gli applausi più forti della serata c’è stato quello per Jeff Bridges, 76 anni, oltre mezzo secolo di carriera e un’immagine ancora legata, per molti, al Drugo de “Il grande Lebowski”. Nel nuovo film l’attore presta la voce a un dirigente cinematografico spregiudicato, entrando così nel mondo dell’animazione con un ruolo costruito sul tono, sulle pause e su quel timbro riconoscibile che lo accompagna da decenni.

Sul tappeto giallo si è fermata anche Allison Janney, premio Oscar per “I, Tonya” e già voce della stella marina Peach nella versione originale di “Alla ricerca di Nemo”. L’attrice ha salutato in italiano e ha raccontato di essere appena rientrata da Firenze, dove ha lavorato per circa un mese al set della quarta stagione di “The Diplomat”, la serie Netflix con Keri Russell. “Sono stata molto bene, un’esperienza che porterò con me”, ha confidato, prima di raggiungere il resto del cast all’interno del teatro.

Jesse Eisenberg debutta nel doppiaggio con Pierre Coffin

A guidare il progetto c’è Pierre Coffin, regista, co-sceneggiatore e voce storica dei Minions, che per questo capitolo ha coinvolto anche Jesse Eisenberg, al debutto nel doppiaggio della saga. L’attore di “The Social Network”, più riservato rispetto al clima chiassoso della serata, ha spiegato di essere stato attirato dal legame tra i personaggi e il linguaggio fisico del cinema delle origini.

“Ho sempre amato i Minions: mi ricordano gli attori del cinema muto, perché recitano con il corpo e con le espressioni”, ha detto Eisenberg. Nel film, i protagonisti sono i progenitori dei più noti Stuart, Bob e Kevin e vivono nella Hollywood del passaggio dal muto al sonoro, un momento di trasformazione che il racconto usa come sfondo comico ma anche come gioco cinefilo. “La sceneggiatura funziona per chi ama questi personaggi, e dice qualcosa anche a chi conosce un po’ la storia del cinema”, ha aggiunto l’attore.

Banane dorate, minionese e applausi fino ai titoli di coda

Prima della proiezione, il produttore Christopher Meledandri e Pierre Coffin hanno introdotto il film dal palco del Dolby Theatre, giocando con il pubblico e con una delle invenzioni più riconoscibili della saga: il minionese. Quattro ragazze selezionate online si sono sfidate cantando nella lingua inventata dei piccoli personaggi gialli, tra risate, esitazioni e applausi crescenti. Meledandri, divertito, l’ha definita “l’ultima lingua creata nella storia”.

La vincitrice ha ricevuto una sorta di Oscar dei Minions: una grande banana dorata, alzata come un premio vero davanti alla platea. Poi le luci si sono abbassate e il film è partito tra bambini che gridavano “Banana” e fan già pronti a cogliere la sorpresa nascosta nella sigla degli Universal Studios, un appuntamento atteso da chi segue la saga fin dai primi capitoli. Le risate, dentro la sala, sono continuate fino all’ultima nota dei titoli di coda.

Redazione

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