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Medicina, dal prossimo anno via ai test d’ingresso

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A partire dall’anno accademico 2025-2026, il sistema di selezione per l’ingresso ai corsi di Medicina subirà un cambiamento storico, con l’abolizione del test di ingresso. Questa novità ha generato molte aspettative e domande tra gli aspiranti medici, poiché modifica profondamente le modalità di accesso a uno dei percorsi universitari più ambiti e competitivi.

Il nuovo sistema di accesso

Il test di Medicina è stato per anni una delle principali barriere per migliaia di studenti italiani che aspiravano a diventare medici. Il numero limitato di posti disponibili e la complessità della prova avevano reso questo passaggio particolarmente stressante per molti giovani. Tuttavia, a partire dal 2025, il Governo italiano ha deciso di cambiare rotta, permettendo l’accesso libero ai primi 6 mesi di corsi universitari. Questo significa che, inizialmente, non ci sarà un test preliminare per limitare il numero di iscritti. Tutti coloro che desiderano frequentare la facoltà di Medicina potranno iscriversi e partecipare alle lezioni del primo semestre, senza alcuna selezione preventiva.

Foto X @Agenzia_Ansa

Medicina, la graduatoria finale

Nonostante l’abolizione del test d’ingresso, il numero chiuso non sarà completamente eliminato. Al termine dei primi sei mesi, verrà infatti stilata una graduatoria basata sul rendimento degli studenti. Questa graduatoria sarà determinante per proseguire il percorso di studi in Medicina. Soltanto i migliori potranno continuare la loro formazione medica, mentre gli altri dovranno optare per corsi alternativi o altre facoltà.

Il nuovo sistema punta a offrire una selezione più meritocratica, basata non più su un singolo esame, ma sull’impegno e sulle capacità dimostrate durante il primo semestre accademico. Inoltre, la graduatoria permetterà di garantire che il numero di studenti che proseguiranno con il percorso medico sia compatibile con le risorse disponibili, come laboratori, attrezzature e docenti.

Critiche e aspettative

La riforma ha sollevato opinioni contrastanti. Da un lato, molti studenti vedono con favore l’eliminazione del test d’ingresso, considerato spesso come un ostacolo iniquo che non rifletteva appieno le reali capacità degli aspiranti medici. Dall’altro, alcuni esperti del settore e rappresentanti delle università temono che l’afflusso massiccio di iscritti nei primi sei mesi possa sovraccaricare le strutture universitarie, compromettendo la qualità della didattica.

Foto X @ultimora_pol

Inoltre, rimane l’incognita sulla reale efficacia del nuovo sistema. Se da un lato la selezione posticipata per Medicina potrebbe offrire una seconda opportunità a chi non superava il test d’ingresso, dall’altro si teme che i criteri di valutazione alla fine del semestre possano essere meno oggettivi e trasparenti rispetto a un test standardizzato.

La formazione in medicina

La decisione di eliminare il test di ingresso rappresenta solo una delle tappe di una riforma più ampia del sistema universitario italiano. Il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha sottolineato come l’obiettivo sia quello di rendere più equo e accessibile il percorso formativo in Medicina, senza tuttavia rinunciare alla qualità e all’eccellenza della preparazione dei futuri medici.

La riforma mira inoltre a incentivare l’interesse verso la professione medica. In un momento storico in cui il fabbisogno di personale sanitario è cresciuto esponenzialmente a causa delle recenti emergenze sanitarie globali. Per gli aspiranti studenti di Medicina, dunque, il 2025 rappresenta un anno di svolta, con la possibilità di accedere più facilmente al percorso accademico senza la pressione del test.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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