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Il Venus va a sbattere contro il Lady Moura: incidente fra super yacht a Napoli [VIDEO]

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Il prestigioso super yacht Venus, un tempo appartenuto a Steve Jobs, è stato protagonista di un incidente nelle acque del Golfo di Napoli l’8 agosto. L’episodio ha coinvolto anche il Lady Moura, un’imponente imbarcazione di proprietà del miliardario messicano Ricardo Salinas. 

Il Venus: capolavoro di design

A progettare lo Yacht Venus fu il visionario fondatore di Apple, Steve Jobs, in collaborazione con il celebre designer Philippe Starck. Lungo 78 metri, il Venus è un vero gioiello del mare, caratterizzato da linee minimaliste, ampie vetrate e una struttura in alluminio che gli conferisce un aspetto futuristico. Costruito nei cantieri navali Feadship, nei Paesi Bassi, ingegneri e costruttori lo hanno completato nel 2012, un anno dopo la morte di Jobs. Rimane un simbolo del suo gusto per l’innovazione e per l’estetica.

Foto X @qnazionale

Il Lady Moura: lusso estremo

Il Lady Moura, lungo 105 metri, è uno dei super yacht più lussuosi al mondo. A costruirlo furono 34 anni fa, nel 1990, gli operai del cantiere navale tedesco Blohm + Voss, questo yacht è famoso per le sue dimensioni imponenti e gli interni opulenti, che includono un vero e proprio giardino, una spiaggia artificiale e un eliporto. Il suo proprietario, Ricardo Salinas, è uno degli uomini più ricchi del Messico, noto per la sua passione per il lusso e l’eccentricità.

L’incidente del Venus, cosa è successo

L’incidente è avvenuto nel pomeriggio del 8 agosto 2024, mentre entrambe le imbarcazioni navigavano nelle acque del Golfo di Napoli. Come emerge con chiarezza dal video che Ricardo Salinas ha pubblicato sui suoi account social, il Venus è andato letteralmente contro il Lady Moura.

Il tutto mente gli uomini dell’equipaggio di quest’ultima imbarcazione, ancorata al largo di Napoli, e quindi ferma e ben visibile, urlavano per richiamare l’attenzione. La collisione frontale ha generato momenti di panico a bordo, con urla e confusione tra gli occupanti. Fortunatamente non si segnalano feriti. Entrambe le imbarcazioni hanno riportato danni non gravi ma comunque molto costosi da riparare.

Le autorità marittime italiane hanno avviato un’indagine per chiarire le cause dell’incidente. Secondo alcune fonti, potrebbero esserci state delle manovre errate o una comunicazione insufficiente tra gli equipaggi dei due yacht. La Guardia Costiera sta esaminando le registrazioni dei sistemi di navigazione e ascoltando le testimonianze dei presenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’evento.

Super yacht: non facili da ‘usare’

Gli yacht di lusso come il Venus e il Lady Moura rappresentano il massimo dell’opulenza e dell’ingegneria navale. Queste imbarcazioni sono spesso dotate di tecnologie all’avanguardia e comfort impareggiabili, offrendo ai loro proprietari un’esperienza di navigazione esclusiva. Tuttavia, incidenti come quello avvenuto nel Golfo di Napoli dimostrano che anche i super yacht non sono immuni da rischi e imprevisti.

Una fan dell’iPhone con un’immagine di Steve Jobs. Ansa/Epa Franck Robichon

Il futuro del Venus

L’incidente ha suscitato reazioni contrastanti nel mondo della nautica e tra gli appassionati di yacht. Molti si interrogano sulla sicurezza delle operazioni marittime e sulle misure necessarie per prevenire simili episodi in futuro. Altri vedono l’evento come un promemoria del fatto che, nonostante il lusso e l’innovazione, la sicurezza deve sempre essere una priorità. Guidare un super yacht è molto impegnativo e spesso occorre un supplemento di attenzione.

Nonostante l’incidente, il Venus continua a essere un simbolo del genio di Steve Jobs e della sua capacità di trasformare visioni in realtà. La riparazione dello yacht richiederà tempo e risorse, ma è probabile che tornerà presto a solcare i mari, ricordando a tutti il legame tra tecnologia, design e innovazione.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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