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Ansia per i 2 astronauti bloccati sulla Stazione Spaziale Internazionale

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Si fa angosciosa la vicenda di Butch Wilmore e Suni Williams, 2 astronauti bloccati sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) da due mesi a causa di un guasto alla navetta Starliner che avrebbe dovuto riportarli sulla Terra dopo una missione di routine. NASA e Boeing lavorano incessantemente per risolvere il problema ma ancora nessuno sa quando gli astronauti potranno rientrare. 

Il guasto alla navetta Starliner

Il problema è serio ed è cominciato a causa di un malfunzionamento su Starliner poco dopo l’arrivo della navetta alla ISS (International Space Station). A sviluppare Starliner è stata Boeing come parte del programma Commercial Crew della NASA.

Foto X @AlinaStJoh34202

Un guasto ai sistemi di propulsione ha reso la navetta inoperabile, impedendo il rientro programmato per lo scorso mese di giugno. E adesso sono ormai due i mesi di inattesa e indesiderata permanenza nello Spazio. Gli ingegneri di Boeing imputano il guasto a una perdita di carburante che avrebbe definitivamente compromesso i sistemi di propulsione della navetta.

Le sfide della riparazione

La riparazione della Starliner non è un compito semplice. La navetta deve essere accuratamente ispezionata e riparata nello Spazio, un’operazione che richiede tempo e precisione. La NASA e Boeing hanno inviato ulteriori attrezzature e materiali alla ISS per assistere gli astronauti nelle operazioni di manutenzione. Tuttavia, le condizioni di microgravità e la complessità del sistema Starliner hanno rallentato il processo di riparazione. Inoltre, la NASA ha dovuto considerare altre opzioni per il rientro degli astronauti, tra cui l’utilizzo di un’altra navetta spaziale. Attualmente, SpaceX, con la sua navetta Dragon, rappresenta un’opzione valida, ma richiede un coordinamento e una preparazione specifiche.

La missione degli astronauti

Questo imprevisto piuttosto grave ha avuto un impatto significativo sulla missione degli astronauti. Le loro attività scientifiche e di manutenzione sulla ISS sono state prolungate, e il team di supporto a Terra ha dovuto adattare i programmi di lavoro per garantire la sicurezza e il benessere. Gli astronauti, sebbene addestrati a gestire situazioni di emergenza, sono costretti ad affrontare una maggiore pressione psicologica ed emotiva dovuta all’incertezza sul momento del loro ritorno.

Foto X @thespacexhub

Soluzioni in corso

Riassumendo la vicenda dei due astronauti bloccati nello Spazio, NASA e Boeing stanno lavorando su più fronti per risolvere il problema. Tra le soluzioni esplorate vi sono:

  • Riparazione della Starliner: Gli ingegneri stanno cercando di risolvere la perdita di carburante e ripristinare i sistemi di propulsione della navetta. Questa opzione richiede tempo e l’uso di attrezzature specializzate.
  • Utilizzo di un’altra navetta: La NASA potrebbe utilizzare la navetta Dragon di SpaceX per riportare gli astronauti sulla Terra. Questo richiede la pianificazione di una nuova missione di rientro, con tutti i preparativi necessari.
  • Missione di soccorso: In caso di emergenza, la NASA potrebbe inviare una missione di soccorso per riportare gli astronauti sulla Terra. Questa soluzione rappresenta l’ultima risorsa e la si prende in considerazione soltanto se le altre opzioni non risultano praticabili.

La situazione degli astronauti bloccati sulla Stazione Spaziale Internazionale rappresenta una sfida significativa per la NASA e Boeing. La sicurezza di Butch Wilmore e Suni Williams è la priorità assoluta, e gli sforzi per risolvere il guasto alla Starliner continuano senza sosta. Nonostante le difficoltà, l’esperienza e la professionalità del team di supporto garantisce che una soluzione sicura ed efficace arriverà, speriamo il prima possibile.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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