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Ucraina, la guerra infinita. Il Papa chiede almeno una tregua olimpica

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La guerra in Ucraina si intensifica con nuovi attacchi sul campo di battaglia. Non mancano però, fortunatamente, nuove iniziative diplomatiche per tentare di far sedere attorno a un tavolo della pace l’Ucraina e soprattutto la Russia che l’ha invasa. In questo contesto Kiev colpisce un traghetto in Crimea con droni, causando vittime, Zelensky incontra il cardinale Parolin mentre Kuleba dialoga con la Cina per una pace giusta.

Negli ultimi giorni, il conflitto in Ucraina ha visto una significativa intensificazione delle ostilità, con nuovi attacchi e sviluppi diplomatici che potrebbero influenzare il corso della guerra. La situazione rimane critica, con entrambe le parti che cercano di consolidare le proprie posizioni e ottenere il sostegno internazionale. Nelle prime ore del 23 luglio l’Ucraina ha lanciato un attacco con droni su un traghetto nel porto di Crimea. L’attacco ha causato numerosi morti e feriti, aumentando la tensione nella regione. Questo evento sottolinea la crescente capacità di Kiev di condurre operazioni mirate all’interno del territorio controllato dalla Russia, nonostante le difese avanzate.

Foto Ansa/Angelo Carconi

Incontro tra Zelensky e Parolin

Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, a Kiev. L’incontro ha avuto lo scopo di discutere possibili soluzioni diplomatiche al conflitto e il ruolo della Chiesa cattolica nel facilitare il dialogo tra le parti in conflitto. Zelensky ha espresso la sua gratitudine per il sostegno morale e umanitario fornito dal Vaticano.

Diplomazia: Kuleba in Cina

Parallelamente, il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, è arrivato a Pechino per colloqui con alti funzionari cinesi. L’obiettivo principale di Kuleba è ottenere il sostegno della Cina per una “pace giusta”. La Cina, con la sua influenza significativa su Mosca, potrebbe giocare un ruolo cruciale nel mediare un cessate il fuoco o una risoluzione pacifica del conflitto. Kuleba ha sottolineato l’importanza di un dialogo diretto con Pechino per raggiungere questo obiettivo.

In risposta agli sviluppi recenti, il Cremlino ha avvertito che reagirà se i suoi asset in Europa saranno utilizzati per sostenere Kiev. Questa dichiarazione riflette le preoccupazioni di Mosca riguardo al crescente sostegno militare e logistico fornito all’Ucraina da parte dei paesi europei. La Russia ha accusato l’Ue di azioni “da ladri” in riferimento alla confisca dei beni russi, promettendo rappresaglie.

Funerale dell’ex deputata Iryna Farion al cimitero di Lychakivske a Lviv, Ucraina, il 22 luglio 2024. Foto Ansa/Epa

Appello a una tregua olimpica

Sul fronte militare, le forze russe hanno conquistato un altro villaggio nella regione del Donetsk, continuando la loro avanzata nonostante la resistenza ucraina. D’altra parte, le truppe ucraine continuano a colpire obiettivi strategici russi, utilizzando droni e artiglieria. Le perdite umane da entrambe le parti sono elevate, con un impatto devastante sulle popolazioni civili intrappolate nelle zone di conflitto.

Da parte sua Papa Francesco ha rinnovato il suo appello per una “tregua olimpica” in vista delle prossime Olimpiadi. Il Pontefice ha chiesto a tutte le parti coinvolte nei conflitti armati globali di sospendere le ostilità durante i Giochi di Parigi. Questo appello mira a creare una pausa nelle violenze e a promuovere il dialogo e la riconciliazione.

La guerra in Ucraina continua a essere una delle crisi più gravi del nostro tempo, con implicazioni globali. Gli sviluppi recenti indicano che entrambe le parti stanno intensificando i loro sforzi sia sul campo di battaglia che attraverso la diplomazia. Mentre il mondo guarda con apprensione, la speranza per una soluzione pacifica a breve termine rimane, anche se sembra sempre più lontana.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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