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Joe Biden si ritira? I possibili scenari di una svolta clamorosa

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La notizia di un possibile ritiro di Joe Biden dalla corsa alle presidenziali americane del 5 novembre prossimo ha scosso il panorama politico degli Usa. L’attuale presidente degli Stati Uniti sta considerando seriamente l’opzione di un passo indietro, dopo lunghi mesi di campagna elettorale, per via delle sue condizioni psicofisiche di ottuagenario (ha 82 anni). In questo fine settimana del 20 e 21 luglio potrebbe arrivare l’annuncio, stando al portale Axios. Il ritiro di Biden, che i democratici gli chiedono ormai apertamente, avrebbe ripercussioni senza precedenti. E potrebbe rilanciare le chances nella sfida a Donald Trump, molto avanti nei sondaggi.

Kamala Harris in pole position

Se Joe Biden decidesse di ritirarsi, la vicepresidente Kamala Harris sarebbe la candidata naturale a prendere il suo posto. Harris, prima donna e persona di colore a ricoprire la carica di vicepresidente, ha già mostrato capacità di leadership e ha una forte base di sostenitori. Tuttavia, la sua candidatura potrebbe non essere priva di ostacoli, considerando le critiche ricevute durante il suo mandato e i sondaggi di gradimento non sempre favorevoli.

Foto Ansa/Epa Caroline Brehman

Altri candidati anti Trump

Oltre a Kamala Harris, altri esponenti di spicco del Partito Democratico potrebbero emergere come potenziali candidati. Pete Buttigieg, attuale Segretario dei Trasporti, è spesso citato come una figura di rilievo per il futuro del partito. Anche Elizabeth Warren e Bernie Sanders potrebbero considerare una nuova corsa, nonostante la loro età avanzata. Inoltre, circolano voci su una possibile candidatura di Michelle Obama, che potrebbe unificare il partito e attirare un vasto elettorato.

L’impatto sui repubblicani

Il ritiro di Biden potrebbe avere un impatto significativo anche sul campo repubblicano. Donald Trump potrebbe trovare un terreno più favorevole senza Biden come avversario. Tuttavia, altri candidati repubblicani come Ron DeSantis e Nikki Haley potrebbero sfruttare la situazione per consolidare le loro posizioni all’interno del partito e presentarsi come alternative più ‘fresche’ rispetto a Trump, il quale compirà quest’anno 78 anni.

Le implicazioni del ritiro di Biden

La decisione di Biden di ritirarsi potrebbe cambiare radicalmente le dinamiche delle elezioni del 2024. Un nuovo candidato democratico potrebbe portare nuova energia e idee fresche, ma potrebbe anche dover affrontare sfide significative per consolidare il supporto all’interno del partito e dell’elettorato. Nel frattempo, i repubblicani potrebbero ricalibrare le loro strategie in base al nuovo scenario, cercando di capitalizzare sulle incertezze e le divisioni all’interno del campo democratico.

Michelle Obama. Foto Ansa/CJ Gunther

Biden, media e finanziatori

Il ruolo dei media e dei finanziatori sarà cruciale in questa fase di transizione. I principali donatori del Partito Democratico potrebbero riorientare il loro sostegno verso nuovi candidati, mentre i media influenzeranno l’opinione pubblica attraverso la copertura delle campagne elettorali. Inoltre, l’attenzione internazionale sarà alta, con molti Paesi che osserveranno da vicino l’evoluzione politica negli Stati Uniti.

Il possibile ritiro di Joe Biden dalla corsa alla rielezione apre una serie di scenari complessi e imprevedibili. Mentre il Partito Democratico cerca di trovare un successore adatto, i repubblicani potrebbero sfruttare l’opportunità per rafforzare le loro posizioni. Le elezioni del 2024 si preannunciano quindi come un evento cruciale per il futuro politico degli Stati Uniti, con implicazioni che si estenderanno ben oltre i confini nazionali.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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