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Valle d’Itria, la sposa va all’altare da sola (ma forse a essere infelice era lo sposo)

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Un episodio totalmente surreale ha scosso la tranquilla Valle d’Itria in Puglia, una regione nota per la sua bellezza e le tradizioni secolari. Il caso della “sposa infelice” ha destato grande scalpore, portando alla ribalta un evento che sembrava uscito direttamente da un romanzo. Un romanzo non a lieto fine, però. Qualcosa di incredibile che merita essere raccontato.

La Valle d’Itria, con i suoi trulli caratteristici e i paesaggi mozzafiato, è uno dei luoghi più affascinanti della Puglia e di tutta Italia. Nota per le sue tradizioni, le feste patronali e l’ospitalità dei suoi abitanti, la valle è ora scenario di una particolare vicenda raccontata dal quotidiano La Repubblica. In un’atmosfera che sembrava preludere a una fiaba, una donna vestita da sposa, elegante e sorridente, è arrivata davanti alla chiesa del paese. Gli sguardi incuriositi e i sorrisi dei passanti hanno accompagnato il suo arrivo. Tutto faceva presagire una bella giornata ricca di commozione e bellezza. Ogni dettaglio era curato nei minimi particolari. L’autista, i fiori bianchi che adornavano la chiesa, il lungo velo che la sposa sistemava con calma. In attesa del promesso sposo.

Foto X @Tag24news

La sposa della Valle d’Itria

Nonostante l’apparente perfezione della scena, un elemento fondamentale mancava: lo sposo, appunto. All’interno della chiesa, nessuno stava attendendo la donna. Eppure lei sembrava tranquilla. L’altare era vuoto, così come i banchi degli invitati. Vedendola entrare, il parroco ha cercato di dissuaderla, spiegando che non c’era alcun matrimonio in programma. L’uomo ha capito che c’era qualcosa di piuttosto strano in tutta vicenda.

La sposa aveva organizzato tutto da sola, senza uno sposo. Aveva provato cioè a ricreare una cerimonia impossibile. Sembra che, nelle settimane precedenti, la donna avesse tentato di avviare le pubblicazioni, ma senza successo a causa della mancanza dei documenti e, soprattutto, dello sposo. Pare che un uomo, presunto fidanzato della donna, esista realmente. Tuttavia, egli avrebbe manifestato da tempo il desiderio di non continuare la relazione.

Foto X @ruggierofilann4

Un matrimonio impossibile

Preoccupato per l’insistenza di lei, l’uomo l’avrebbe persino diffidata dal proseguire nei suoi propositi. Conclusa, si fa per dire, la cerimonia inesistente, la sposa ha lasciato la chiesa. Il futuro di questa donna rimane avvolto nel mistero, così come le motivazioni che l’hanno portata a organizzare un matrimonio fasullo.

La Valle d’Itria, intanto, continua a essere un luogo di storie fuori dall’ordinario. L’evento della sposa infelice in Valle d’Itria richiama inevitabilmente il romanzo di Mario Desiati Il paese delle spose infelici adattato anche per il cinema da Pippo Mezzapesa. La storia segue le vicende di Francesco, soprannominato Veleno, che riesce a entrare in un gruppo di ragazzi dei quartieri popolari guidati da Zazà, il loro leader carismatico.

Un giorno assistono al salvataggio di una giovane vestita da sposa, pronta a gettarsi dalla chiesa del paese, un’immagine che li segna profondamente. Un salvataggio che questa volta – nella realtà e non nel romanzo – non c’è stato. La signora che si è autorganizzata il matrimonio, senza dire nulla a nessuno, neppure al presunto sposo, dovrà recuperare adesso un po’ di calma e serenità.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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