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Putin minaccia la terza guerra mondiale: “Con soldati occidentali in Ucraina conflitto globale”

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Il presidente russo Vladimir Putin minaccia la NATO e in particolare l’Europa, paventando la terza guerra mondiale. L’avvertimento arriva mentre nell’Unione europea si discute la rimozione del divieto che attualmente impedisce all’Ucraina di colpire il territorio della Russia con armi fornite da partner occidentali.

I paesi della NATO, soprattutto quelli europei, “devono essere consapevoli di ciò con cui stanno giocando. Queste sono cose serie e le stiamo monitorando con la massima attenzione” ha detto il presidente russo parlando con i giornalisti al termine della sua visita in Uzbekistan, il 28 maggio. Putin ha così risposto, in particolare, a una domanda sulle dichiarazioni del segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, il quale nei giorni scorsi ha espresso la necessità, a suo avviso, di consentire a Kiev di usare le armi dell’Occidente per colpire direttamente il nemico sul suolo russo. Questo perché l’Ucraina è alle corde e sta rischiando di perdere la guerra. Gli invasori russi stanno sfondando il fronte a Kharkiv.

Vladimir Putin. Foto Ansa/Epa Mikhail Metzel

Soldati europei contro i russi?

Secondo Putin, prima di parlare di attacchi in profondità in territorio russo, “i governi dei paesi della NATO dovrebbero ricordare che i membri dell’Alleanza, di regola, sono piccoli Stati. Con una densità di popolazione molto alta“. Un sinistro avviso sul fatto che la Russia potrebbe rispondere massacrando facilmente molti civili se decidesse di colpire gli Stati europei per ritorsione.

Il capo del Cremlino – che ha scatenato l’invasione dell’Ucraina il 24 febbraio 2022 – si è soffermato anche sul tema dell’eventuale arrivo di soldati occidentali al fronte. Se polacchi, francesi, lituani e o altri contingenti si affiancassero agli ucraini ciò rappresenterebbe un’escalation. E “un altro passo” verso il conflitto in Europa. “Non penso che questa sia una decisione giusta” ha detto ancora Putin. “È un’escalation e un altro passo verso un grave conflitto in Europa, e globale“.

Putin non riconosce Zelensky

Quindi, dopo aver ribadito la disponibilità a una soluzione negoziale del conflitto, il presidente russo ha nuovamente definito illegittima la presidenza di Volodymyr Zelensky. In Ucraina “l’unica autorità legittima” è la Verkhovna Rada (il Parlamento) dal momento che, a suo dire, è scaduto il mandato presidenziale di Zelensky.

Putin sostiene che, in tempi di legge marziale, la Costituzione ucraina prevede l’estensione dei poteri del Parlamento, ma non quelli del presidente. Allo stesso tempo, a suo dire, la Legge fondamentale non dice nulla sul fatto che i risultati delle precedenti elezioni presidenziali vengano prorogati nel caso non se ne dovessero tenere di nuove (ma in Ucraina le elezioni non si svolgono per via della guerra).

Jens Stoltenberg. Foto Ansa/Ettore Ferrari

L’articolo 111 della Costituzione dell’Ucraina prevede in questo caso che i poteri presidenziali si trasferiscano al presidente del Parlamento” ha detto Putin, sottolineando come l’intenzione dei “padronidell’Ucraina (l’Occidente, ndr.) sia che l’attuale Governo di Kievsi faccia carico delle decisioni impopolari“. Ad esempio di abbassare ulteriormente l’età della leva, per poi sostituire i “rappresentanti del potere esecutivo. Se questa è l’idea, allora la logica è chiara“.

Cosa ha detto Stoltenberg

Lo scorso 25 maggio, intervistato dall’Economist, il segretario della NATO, Jens Stoltenberg, aveva detto: “Questa è una guerra aggressiva della Russia contro l’Ucraina. L’Ucraina ha il diritto di difendersi. E questo include attacchi contro obiettivi sul territorio russo“. “È giunto il momento che gli alleati considerino se eliminare alcune delle restrizioni che hanno posto sull’uso delle armi fornite all’Ucraina“. Tuttavia, aveva precisato, non parteciperemo direttamente dal territorio della NATO alle operazioni di combattimento. Sia nei cieli che “sul territorio dell’Ucraina, soprattutto adesso che a Kharkiv, vicino al confine, ci sono molti combattimenti“.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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