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Saviano, l’Italia lo esclude dai suoi invitati alla Fiera del Libro di Francoforte

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La Frankfurter Buchmesse, la Fiera internazionale del libro di Francoforte, in Germania, avrà quest’anno l’Italia come paese ospite ma Roma non ospiterà Roberto Saviano. Alla kermesse di settore più importante a livello europeo, dal 16 al 20 ottobre 2024, mancheranno anche altri autori italiani del calibro di Antonio Scurati, Paolo Giordano e Alessandro Piperno.

Lo si è appreso il 28 maggio dal commissario straordinario Mauro Mazza, nel corso della conferenza stampa alla Literaturhaus Frankfurt. Un cronista tedesco ha chiesto a Mazza perché Roberto Saviano – che ha appena pubblicato il libro Noi due ci apparteniamo sulle relazioni affettive e sessuali fra i membri delle organizzazioni criminali mafiose italiane – è assente dall’elenco degli scrittori invitati. E se il motivo sia dovuto alle sue posizioni critiche sul Governo Meloni.

Roberto Saviano. Foto Ansa/Ciro Fusco

Tutti gli assenti eccellenti

Saviano non c’è perché non è stato invitato” ha affermato Mazza. “Tra i criteri che ci hanno ispirato nella scelta degli autori da un lato c’è stata la volontà di dare spazio alle altre voci possibili. E dall’altro di presentare autori con opere integralmente originali. Il presidente dell’Associazione Italiana Editori, Innocenzo Cipolletta, ha affermato: “Abbiamo fatto una scelta sulla base delle disponibilità degli autori. Inviterei a soffermarsi sui tanti autori che saranno presenti e non sugli assenti, vista la varietà e pluralità delle presenze“. In compenso Roberto Savianosarà invitato dalle case editrici tedesche“.

Diverso il caso di Antonio Scurati, di recente al centro di una presunta censura televisiva di un suo monologo sull’antifascismo che sarebbe dovuto andare in onda sulla Rai in occasione della Festa della Liberazione dal nazifascismo, lo scorso 25 aprile. Il commissario Mazza ha dichiarato: “Era stato invitato ma ha preferito non esserci“. Mancheranno, però, dalla Fiera di Francoforte, anche Paolo Giordano e Alessandro Piperno. I quali “non potranno intervenire per altri impegni” ha affermato ancora Mauro Mazza.

Saviano e Meloni, pessimi rapporti

Complessivamente saranno un centinaio gli autori italiani alla Fiera del Libro in Germania, tra nomi affermati ed emergenti. L’Italia in qualità di paese ospite della Buchmesse 2024 ha invitato a Francoforte, tra gli altri, Alessandro Baricco, Susanna Tamaro, Dacia Maraini. Sandro Veronesi, Melania Mazzucco, Chiara Valerio, Carlo Rovelli ed Emanuele Trevi.

Al centro, Mauro Mazza. Foto X @fisco24_info

Alla luce di questi nomi, non è facile comprendere perché Roberto Saviano, uno degli scrittori italiani più letti al mondo, sia stato deliberatamente escluso. A meno di non ammettere motivazioni di ordine politico, sottaciute, che nulla hanno a che fare una rassegna culturale di libri. Bisogna infatti ricordare che fra la premier Giorgia Meloni e Roberto Saviano i rapporti sono pessimi. Meloni ha querelato per diffamazione lo scrittore, che lo scorso ottobre è stato condannato al pagamento di 1000 euro di multa.

Fiera del Libro, le parole di Mazza

In ogni caso, “adesso ci siamo finalmente” ha sottolineato il commissario italiano, il 28 maggio. “Dopo 36 anni l’Italia torna a essere Paese Ospite d’onore a Francoforte” ha detto Mazza. Da allora “il mercato è cresciuto del 412%. Auspichiamo che quest’anno con questa nostra seconda presenza si possa avere un’altra crescita significativa“. “Oggi – ha aggiunto Mazza – presentiamo un programma sotto il motto Radici del Futuro. Ora mi piace rilanciare con voi un altro slogan di quattro parole: la cultura che unisce. Non abbiamo rinunciato la nostra identità. Lo stesso padiglione è lì a dimostrarlo: una grande piazza italiana progettata da Stefano Boeri“.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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