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Laguna Vain in Albania: gli uccelli migratori l’abbandonano [FOTO e VIDEO]

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La laguna Vain nel nord dell’Albania, sulla costa adriatica, è in pericolo. Secondo gli esperti, i cambiamenti climatici la stanno snaturando. Si tratta di un’importantissimo centro di temporaneo ricovero per molte specie di uccelli migratori che dal Nord Europa vanno in Africa e viceversa, ma nello scorso mese di gennaio, secondo Agence France Presse (AFP), il passaggio dei volatili – che usano la laguna come una sorta di pit-stop durante i loro viaggi – è diminuito del 40%.

La zona umida di 3.000 ettari sperimenta dunque un grave declino della sua popolazione aviaria. Kreshnik Toni, responsabile delle riserve naturali di Lezhe in Albania – nella cui area si trova la Laguna Vain – sottolinea la gravità della situazione. “Il riscaldamento globale della Terra ha influenzato le stagioni migratorie e riproduttive“. La laguna, che ospita specie come fenicotteri rosa, gabbiani comuni e garzette, non solo ha visto una riduzione del 40% nella sua popolazione di uccelli migratori, ma ha sostanzialmente perduto il germano reale.

Foto Facebook/Letters From The Balkans

Il granchio blu anche in Albania

Il problema, per questo polmone verde dell’Albania del Nord, si estende alla vita acquatica, rimarca il quotidiano turco Türkiye Today. Un aspetto fondamentale per la sopravvivenza degli uccelli. “La temperatura dell’acqua, l’innalzamento del livello del mare e altri fattori hanno portato a un declino degli stock ittici” osserva Nikolle Lucaj, un pescatore locale. Cel Arifi, che gestisce le operazioni di pesca della laguna, segnala un allarmante calo dell’80% nella popolazione di anguille, la preda principale degli uccelli migratori.

Inoltre, l’arrivo di specie non autoctone come il granchio blu aggrava la vulnerabilità dell’ecosistema. Anche fattori indotti dall’uomo come l’inquinamento e la distruzione dell’habitat rappresentano minacce significative, osserva Mirjan Topi, rinomato ornitologo albanese.

Gli uccelli e il cambio del clima

Il cambiamento climatico sta dunque alterando i modelli migratori. Taulant Bino dell’Associazione Ornitologica Albanese (ASO) ha evidenziato un comportamento insolito nelle cicogne bianche. “Un’altra coppia di cicogne ha preferito trascorrere l’inverno in Albania piuttosto che correre il rischio di una lunga e pericolosa migrazione verso l’Africa“. Gli sforzi di conservazione si concentrano sulle specie in via di estinzione come il capovaccaio, che in Albania conta solo 5 coppie riproduttive.

Un esemplare di capovaccaio. Foto X @LipuODV

Le iniziative congiunte di Albania e Grecia hanno portato alla creazione di terreni sicuri per la riproduzione. “Il cambiamento climatico e i rischi che gli uccelli migratori affrontano durante i loro viaggi sono un problema globale” ha sottolineato Bino. Più in generale, la crisi ecologica ha un impatto negativo sulla fauna selvatica e sui mezzi di sussistenza delle comunità locali. Agricoltori come Brahim Demi e Violeta Nodca affrontano sfide legate alle inondazioni, che richiedono cambiamenti nelle pratiche agricole, sottolinea Türkiye Today.

Foto Facebook/Letters From The Balkans

L’oasi di Kunë-Vain-Tale

Kunë-Vain-Tale è la riserva naturale dell’Albania che ricomprende anche la Laguna di Vain. Quest’oasi naturalistica si estende per circa 44 chilometri quadrati ed è la prima area protetta a essere stata istituita in Albania nel 1940 come riserva di caccia. L’attuale riserva naturale, invece, è stata fondata nel 2010. Comprende numerosi ecosistemi tra cui l’isolotto di Kunë, la laguna di Kunë-Vain, le spiagge e i boschi circostanti. È davvero un regno di biodiversità, rimarca l’account Facebook di Letters from The Balkans. Entro i confini dell’area crescono circa 277 specie di piante e vivono oltre 300 specie animali. Fra questi, tartarughe caretta caretta, foche mediterranee, oche selvatiche, pellicani, ricci, cormorani. E infine numerose specie di pesci, anfibi e insetti.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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