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Taiwan, terremoto di magnitudo 7.4: morti e feriti. È il peggiore degli ultimi 25 anni

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Si contano almeno 7 vittime e 736 feriti a causa del terremoto di magnitudo 7.4 che ha devastato Taiwan, di fronte alla Cina, nelle prime ore del 3 aprile. Il sisma ha colpito la costa orientale dell’isola. Secondo l’Istituto geofisico statunitense Usgs, si è sviluppato 18 chilometri a sud-est di Hualien City, a circa 155 chilometri chilometri a sud della capitale Taipei, e a una profondità di 34,8 chilometri.

Dopo la prima scossa se ne sono verificate altre 58 di assestamento. Di esse 9 misuravano una magnitudo fra 5 e 6. Altre due scosse hanno superato la magnitudo 6 secondo i dati del Centro sismologico Cwa. Lo ha riportato il Taipei Times. Il terremoto è stato avvertito in tutta Taiwan, poiché il sisma è stato poco profondo, ha spiegato il direttore del Central weather administration (Cwa) di Taiwan, Wu Chien-fu. Settantasette persone risultavano ancora intrappolate sotto le macerie al mattino del 3 aprile, secondo quanto ha riferito il China Times. Tutte le contee e le città di Taiwan hanno inviato squadre di ricerca speciali a Hualien per i soccorsi.

Foto X @LennyBusker3

Allerta tsunami per Taiwan, Giappone e Filippine

Il terremoto è stato “il più forte degli ultimi 25 anni” ha affermato il direttore del Centro sismologico di Taipei, Wu Chien-fu. “Il terremoto è vicino alla terraferma ed è poco profondo. È stato avvertito in tutta Taiwan e nelle isole al largo (…) è il più forte degli ultimi 25 anni dal terremoto del 1999“. Nel settembre 1999 un sisma di magnitudo 7.6 uccise 2.400 persone.

Adesso 4 vittime su 7 hanno perso la vita nella contea di Hualien, epicentro del sisma. Tre di loro sono stati uccisi dalla caduta di massi mentre si trovavano su un sentiero in una zona di montagna e uno in un tunnel autostradale. Il bilancio sembra però destinato ad aggravarsi in maniera significativa, poiché molti sono ancora sotto le macerie.

Tre allarmi tsunami sono entrati in funzione a seguito della prima violenta scossa: per Taiwan, Giappone e Filippine. Il Pacific Tsunami Warning Center ha dichiarato in seguito che la minaccia di tsunamiè ormai passata“. “Sulla base dei dati disponibili delle nostre stazioni di monitoraggio del livello del mare di fronte all’area epicentrale, non si registrano disturbi significativi del livello del mare dalle 7:58 fino a questo annullamento” ha reso noto l’agenzia in un comunicato.

L’Isola di Taiwan. Il terremoto di magnitudo 7.4 si è verificato al largo della costa orientale. Foto Google

Le condoglianze della Cina

Secondo la National Fire Agency (NFA), le potenti scosse che hanno terremotato Taiwan hanno danneggiato 97 edifici in tutta l’isola. Lo riferisce la Cnn. Le autorità locali hanno affermato che circa la metà dei palazzi danneggiati si trova nella contea di Hualien, vicino all’epicentro del terremoto. Quattro edifici nella contea sono parzialmente crollati, mentre le operazioni di ricerca e salvataggio continuano nell’edificio Uranus di 9 piani. Un palazzo che ora pende a destra dopo il crollo del piano terra. Più di 87mila persone a Taiwan sono attualmente senza elettricità.

Anche le popolazione della Cina ha avvertito il sisma in modo chiaro anche in Cina, fino a Shanghai. La Cina è “molto preoccupata ed esprime le sincere condoglianze ai connazionali di Taiwan colpiti dal disastro” del violento terremoto di magnitudo 7.4 registrato questa mattina sulla costa orientale dell’isola. È quanto afferma una portavoce dell’Ufficio per gli affari di Taiwan del governo centrale. Il funzionario ha precisato che “presteremo molta attenzione al disastro e alle situazioni successive. E saremo disposti a fornire assistenza in caso di catastrofe“. Tutta l’Asia meridionale è alle prese da tempo con brutali conseguenze dei cambiamenti climatici. Lo scorso agosto Taiwan, ma anche Filippine, Cina e Giappone, sono stati investiti da una violenta ondata di tifoni che ha provocato molte vittime.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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