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Torre Garisenda di Bologna, è allarme rosso: sarà curata come la Torre di Pisa

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La Torre Garisenda di Bologna, la ‘sorella’ più bassa della Torre degli Asinelli, è in pericolo. E così, dopo anni di monitoraggi, è scattato il massimo allarme da parte del comitato tecnico-scientifico che sovraintende alla situazione. Lo scorso autunno, in una lunga relazione, il comitato aveva messo nero su bianco tutte le anomalie della torre. “Si è verificata una torsione anomala a sud”, il responso degli esperti. 

Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, è intervenuto senza pensarci due volte. Area delle Due Torri, simbolo di Bologna, transennata immediatamente e stop al traffico nella centralissima via San Vitale. Un fulmine a ciel sereno che ha spiazzato cittadini e turisti, tutti a naso all’insù, dopo la notizia, a valutare la pendenza della torre a occhio nudo. Adesso un nuovo comitato per la messa in sicurezza e restauro della Garisenda, guidato dall’ex dirigente del Comune di Bologna, l’ingegnera Raffaela Bruni, stava lavorando a un progetto per curare la torre.

Foto X @Agenzia_Ansa

Torre Garisenda a rischio crollo

Il progetto adesso è pronto. A Bologna arriveranno gli stessi tralicci che hanno sorretto e messo in tensione la Torre di Pisa durante i lunghi anni del consolidamento del campanile più famoso del mondo. I pali, ancora disponibili presso l’area dell’Opera della Primaziale Pisana, una volta adattati al contesto bolognese, faranno da ‘torri’ di contrasto per la Garisenda. Ingegneri e architetti li posizioneranno entro la fine dell’anno a poche decine di metri dalla torre malata. in questo modo gli operai potranno operare su di essa senza rischi.

A quel punto si procederà a curare con iniezioni di malta il basamento della torre gravemente deteriorato. Una corsa contro il tempo. Nessuno può permettersi errori. Per tutto il mondo Bologna è le sue Due Torri: Garisenda e Asinelli. “Abbiamo definito le modalità di intervento per la Torre Garisenda” che verrà messa in sicurezza grazie “ai tralicci utilizzati per la Torre di Pisa“. A dirlo è stato il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo d’Accursio a Bologna, il 27 marzo.

In sicurezza entro il 2024

Una volta installati i tralicci d’acciaio già utilizzati a Pisa, la Garisendauscirà dalla fase gialla” e sarà “messa in sicurezza, entrando nella fase verde“, ha aggiunto Lepore. “L’obiettivo – ha detto il sindaco – è fare presto, fare bene e mettere in sicurezza la Torre Garisenda entro il 2024. Grazie ai tralicci già utilizzati per la Torre di Pisa potremmo installare all’interno della cerchia dei container rossi le due strutture che tireranno la Garisenda per evitarne un eventuale crollo. Questo consentirà di mettere in sicurezza la torre e poter uscire da quella eventuale zona di allerta gialla, stabilita dalla protezione civile, e riportare l’area nella zona verde che vuol dire sicurezza per tutti e anche una possibile riapertura al pubblico della Torre Asinelli“.

Nel 2025 e nel 2026, ha poi specificato il sindaco Lepore, “ci sarà l’ulteriore lavoro di consolidamento e restauro, ancora da progettare“. Il primo cittadino di Bologna stima “in circa 6 mesi” il tempo necessario per adattare le strutture usate per la torre di Pisa alla realtà bolognese. Anche i container rossi, posizionati intorno alle Due Torri, resteranno per garantirne la sicurezza. “Le strutture che hanno salvato la Torre di Pisa ci aiuteranno anche a salvare la Torre di Bologna” ha concluso Lepore. Per completare i lavori saranno sufficienti i “19 milioni di euro che abbiamo già raccolto” e che “serviranno per questi interventi e per tante altre cose“.

Foto X @FrancoScarsell2

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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