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Crollo a Firenze: ritrovato l’ultimo corpo. L’ombra dello sfruttamento nel cantiere

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I vigili del fuoco hanno ritrovato il corpo senza vita dell’ultimo lavoratore che risultava ancora sotto le macerie nel cantiere dell’Esselunga di Firenze. I soccorritori hanno lavorato per giorni, da venerdì scorso 16 febbraio quando è avvenuta la tragedia. Stando a una prima ricostruzione dei fatti, una trave di cemento è crollata all’improvviso producendo altri crolli a cascata nel vasto cantiere di via Mariti. Sono morti 5 operai e 3 sono rimasti feriti.  

Adesso i luoghi sono sotto sequestro in base all’apertura di un’inchiesta da parte della procura di Firenze, che ha aperto un fascicolo, al momento senza indagati. Le ipotesi di reato sono quelle di omicidio plurimo aggravato dall’inosservanza delle norme sulla sicurezza sul lavoro e disastro colposo. “È stato individuato il corpo dell’ultimo operaio disperso. I morti sono 5. Un dolore indescrivibile. Una tragedia immane” ha scritto su X il sindaco di Firenze, Dario Nardella. “Grazie ai vigili del fuoco – aggiunge – che hanno lavorato senza sosta per giorni in complesse operazioni di recupero“.

Striscione al cantiere di via Mariti a Firenze: “Morire di lavoro non può essere accettato. Ma in nome del profitto tutto è giustificato”. Foto Ansa/Marta Panicucci

“Irregolarità di alcuni operai”

Per quanto riguarda il crollo nel cantiere di Firenze il pm Filippo Spiezia, dopo un primo sopralluogo, ha affermato che esistono di “diverse criticità“. “Sulle dinamiche ancora non possiamo dire nulla, è tutto prematuro” ha sottolineato però il magistrato ricordando che per alcuni operai stranieri deceduti “vi era una condizione di irregolarità circa la loro presenza sul territorio nazionale“.

In buona sostanza un’ipotesi – tutta però da verificare – è che alcune ditte operanti nel cantiere abbiano fatto lavorare in condizioni prive di adeguata sicurezza operai stranieri privi del permesso di soggiorno. “Il dato empirico è che vi fossero diverse criticità in generale, che abbiamo constatato nel momento in cui siamo andati nel cantiere. Ma non entro nel merito” ha spiega il pubblico ministero Spiezia. “La nostra polizia giudiziaria ha svolto un gran lavoro per il reperimento di tutte le fonti probatorie. Siamo in attesa di ricevere le prime comunicazioni formali. Vogliamo celerità, ma anche pieno rispetto delle garanzie. Sulle dinamiche ancora non possiamo dire nulla, è tutto prematuro“.

A Firenze la ministra del Lavoro

Le indagini sugli operai morti a Firenze stanno comunque evidenziando come risulti “da prime verifiche compiute, che per alcuni di loro vi fosse irregolarità per quanto riguarda la loro presenza sul territorio nazionale. Questo è un discorso diverso dalla verifica delle posizioni contrattuali. Mi riferisco alla posizione di queste persone e alle norme di ingresso nel territorio” sono ancora le parole del pm Spiezia.

La ministra del Lavoro, Marina Calderone a Firenze il 18 febbraio. Foto Ansa/Claudio Giovannini

Nei gironi scorsi si è recata a Firenze la ministra del Lavoro, Marina Calderone, che ha annunciato nuovi interventi legislativi in materia di sicurezza sul lavoro. “Nessun passo indietro sulla sicurezza” ha dichiarato la ministra. “Andremo avanti per attuare quanto già adottato da quando il Governo si è insediato. Ma altro sarà fatto. Questo è il momento del cordoglio per i lavoratori che hanno perso la vita, della vicinanza alle loro famiglie e dell’accertamento dei fatti“.

Calderone, entrata nel vortice delle polemiche lo scorso agosto per le sue parole su lavoro e reddito di cittadinanza, ha inoltre evidenziato i diversi interventi adottati negli ultimi 16 mesiper rendere i luoghi di lavoro, e quindi i lavoratori, più sicuri. A cominciare dalle maggiori risorse messe a disposizione dall’Inail per il 2024 al fine di finanziare la formazione e la prevenzione. E sostenere le aziende virtuose, pari a 1,5 miliardi di euro (il doppio rispetto al 2023)“. Inoltre, “a seguito dell’ingresso in organico presso l’Ispettorato del Lavoro di 850 ispettori tecnici nel 2023, le ispezioni nei luoghi di lavoro nel corso del 2024 saliranno da 70 a 100mila“.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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