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La protesta dei trattori: a Bruxelles statua abbattuta, petardi e roghi in piazza

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Sono stati almeno 1300 i trattori degli agricoltori di vari paesi dell’Unione europea che hanno invaso il 1 febbraio le strade di Bruxelles in concomitanza con lo svolgimento del Consiglio europeo. Obiettivo: protestare contro le politiche Ue sul Green Deal e le nuove normative in materia agricola. Da quest’anno scatta l’obbligo di tenere incolto il 4% dei terreni seminati sopra i 10 ettari. A questo si aggiunge il caro-prezzi del carburante, in particolare del gasolio; il diffondersi della carne sintetica e dei cibi a base cellulare. La crescita delle importazioni da paesi come l’Ucraina e non solo. Ma anche l’aumento delle tasse e l’introduzione nel mercato comune delle farine di insetti. 

Cominciate ormai da diversi giorni, le proteste hanno raggiunto Bruxelles, cuore dell’Europa politica. In Belgio la protesta ha bloccato il porto di Zeebrugge, mentre in Francia, e a Parigi in particolare, dilagano cortei e blocchi stradali. Gli agricoltori protestano anche in Germania, Spagna, Polonia e Romania. In Italia blocchi di trattori e cortei dall’Aquila a Matera, dopo le manifestazioni dei giorni scorsi al Nord. Un centinaio di agricoltori ha lanciato bottiglie e uova contro la sede del Parlamento europeo in Place de Luxembourg. La polizia, schierata in tenuta anti-sommossa, ha azionato gli idranti.

Foto X @MartinSonneborn

Abbattuta una statua dell’Ottocento

I manifestanti, presenti nelle vie adiacenti all’Eurocamera con centinaia di trattori, hanno fatto esplodere anche numerosi petardi. Arrivati da mezza Europa per protestare contro la Politica agricola comune (Pac) e il Green Deal (che bandisce le fonti di energia fossile puntando sulle rinnovabili) i manifestanti hanno poi occupato Place de Luxembourg appiccando roghi con legna e pneumatici. Non solo. La rabbia dei conducenti dei trattori si è sfogata contro una delle sculture storiche presenti a Place du Luxembourg, risalente al 1872, davanti alla sede del Parlamento europeo. La statua fa parte del complesso monumentale John Cockerill, in memoria del pioniere dell’industria siderurgica e della ferrovia in Belgio.

Su un’altra statua del monumento è apparso un cartello: “People of Europe, say no to despotism” (‘Popoli d’Europa, dite no al dispotismo’). A Bruxelles anche molti trattori e agricoltori di Coldiretti. Fra cui il presidente del sindacato dei contadini, Ettore Prandini. Al Consiglio europeo, ha detto, “si discuterà anche di bilancio” e “il primo obiettivo è fare in modo che non si tolgano altre risorse all’agricoltura come è successo nei decenni passati. Questo potrebbe già essere un ulteriore segnale ai nostri imprenditori“.

Trattori dall’Aquila a Matera

In Italia da giorni sta crescendo la protesta dei trattori. Gli agricoltori si sono mossi bloccando alcuni snodi autostradali cruciali, come il casello di Brescia e quello di Orte. Adesso la protesta si concentra a Sud. Un trattore rosso con bandiere tricolore, da un lato e dall’altro con giovani allevatrici alla guida ha aperto il 1 febbraio il corteo degli agricoltori e allevatori all’Aquila. In risposta alla mobilitazione a livello europeo.

Il corteo è partito dalla zona del cimitero con un percorso studiato per creare meno disagi possibili alla popolazione. In strada, dunque solo due mezzi agricoli: uno apripista, guidato dalle due giovani, l’altro in chiusura. Organetti, campanacci e strumenti a percussione in corteo, scortato da vigili urbani, polizia e carabinieri. Protesta dei trattori anche a Matera. Una trentina di mezzi agricoli, alcuni dei quali provenienti dalla Puglia, ha attraversato la città dei Sassi. In particolare, i trattori sono entrati dalla zona sud e in fila, con alcune bandiere italiane e slogan in mostra; hanno sfilato per diverse vie periferiche, rallentando il traffico cittadino.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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