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Meteo, le previsioni per Capodanno

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L’Italia sta attraversando un periodo di sostanziale stabilità atmosferica dal punto di vista meteo. Tuttavia proprio a cavallo tra San Silvestro (31 dicembre) e il Capodanno 2024 l’arrivo di una perturbazione atlantica segnerà il ritorno di pioggia e neve.

Sono queste le previsioni del sito ilmeteo.it. Se confermate, indicano che andrà a interrompersi un lungo periodo di stabilità atmosferica caratterizzato da una sostanziale assenza di precipitazioni. Al momento, infatti, praticamente tutta l’Italia si trova sotto l’influenza di un anticiclone che garantisce una pressoché totale stabilità climatica.

    Foto X @MMmarco0

E però, nonostante questa apparente tranquillità, spiega ilmeteo.it, alcune regioni non godono di cieli sereni. La Valle Padana, il Piemonte, diverse zone del Centro Italia, e in particolare la costa tirrenica, sono avvolte da nebbie insidiose o coperte da strati di nubi basse. Si tratta di un fenomeno meteo tipico delle alte pressioni invernali. Una situazione che complessivamente non è migliore in Liguria, dove uno spesso tappeto di nubi avvolge gran parte del territorio.

Meteo, la situazione di fine anno

L’attenzione degli esperti meteo si concentra tuttavia sui cambiamenti attesi proprio per il 31 dicembre, giorno di San Silvestro. Sarà a quel punto che, sempre secondo le ultime previsioni disponibili, dovrebbe sopraggiungere una perturbazione atlantica. Il meteo provocherà un moderato peggioramento del tempo, in particolare al Nord Italia. Sulle regioni settentrionali un compatto strato nuvoloso sarà foriero di piogge sparse, con le precipitazioni più intense che si registreranno in Liguria, nelle aree prealpine e su Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia.

Foto X @SkyTG24

Sulle Alpi, sopra i 1300 metri di quota, farà la sua comparsa anche la neve. Ma i fiocchi imbiancheranno anche aree a quote basse nelle zone di confine. Il Centro-Sud, invece, resterà in un contesto più stabile e asciutto dal punto di vista meteo, seppur con cieli non completamente limpidi. Anzi, verso le ore serali del 31 dicembre è probabile che la pioggia possa raggiungere anche alcuni tratti del medio/basso Tirreno. In particolare il Lazio e la Campania. Nel giorno di Capodanno la perturbazione atlantica procederà il suo viaggio verso levante. Ulteriori piogge potranno interessare in mattinata la parte più orientale del Triveneto, per poi concentrarsi in Toscana, in Umbria e lungo la costa tirrenica, colpendo soprattutto Lazio e Campania.

I cambiamenti climatici

Da lunedì 1 gennaio i venti cambieranno direzione, soffiando da Libeccio e intensificandosi lungo la costa tirrenica. Per quanto riguarda le temperature, non si attendono variazioni significative. Gli esperti meteo considerano che anche sul finire dell’anno il grande freddo invernale rimarrà lontano dal nostro Paese. Del resto viviamo ormai anni in cui si assiste a un autunno e una prima parte dell’inverno che non sono mai molto freddi, ma anzi piuttosto miti.

Il gelo si presenta di solito più a gennaio e a febbraio che a dicembre. Tutto ciò è anche il risultato dei cambiamenti climatici e meteorologici in corso che stanno modificano il clima italiano. Da ambiente temperato l’Italia si sta progressivamente trasformando in ambiente almeno in parte tropicalizzato. Avanza progressivamente un processo di desertificazione che nel corso dei prossimi decenni potrebbe incidere profondamente.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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