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Ucraina: attacchi russi su Kharkiv e Odessa, bambini fra le vittime e i feriti

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Si avvicina l’inverno e la guerra in Ucraina si intensifica. Nuovi raid aerei dei russi si sono svolti nella notte: a Kharkiv un missile ha colpito il distretto di Slobidsky, nella zona centrale, distruggendo un edificio. I soccorritori hanno trovato il corpo di un bambino sotto le macerie, come ha riferito il sindaco di Kharkiv, Igor Terekhov.

Anche il capo militare regionale di Kharkiv, Oleg Synegubov, ha riferito della morte del piccolo. “Un bambino di 10 anni è stato trovato sotto le macerie, purtroppo è morto ha detto. I feriti sarebbero oltre 20 tra cui un bambino di 11 mesi. Al mattino del 6 ottobre i soccorritori erano al lavoro per rimuovere i detriti dal luogo del bombardamento. “Missili Iskander hanno preso di mira edifici residenziali” ha precisato Oleg Synegubov. Le bombe russe hanno colpito anche 8 comunità civili nella regione di Sumy, lungo il confine ucraino, uccidendo una persona.

La disperazione di una donna a Kharkiv, dopo il bombardamento russo del 6 ottobre 2023. Foto Ansa/Epa Yakiv Lyashenko

Ucraina, notte di terrore

Esplosioni notturne si sono udite nella regione centrale di Cherkasy, secondo quanto riferiscono i media locali. L’allarme antiaereo è scattato complessivamente in altre 7 regioni dell’Ucraina: Odessa, Kharkiv, Mykolaiv, Poltava, Khmelnytskyi, Chernivtsi, Kirovohrad. A Odessa i droni russi hanno preso di mira le infrastrutture portuali, danneggiando un impianto di stoccaggio di grano sul Danubio. Lo hanno riferito le Forze di difesa meridionali ucraine, citate dai media nazionali.

La Russia ha lanciato un attacco massiccio durante la notte nella zona di Odessa. Le infrastrutture frontaliere e portuali dell’area danubiana sono state colpite. Un deposito di grano è stato danneggiato e diversi camion hanno preso fuoco“, è stato riferito.

Oleg Kiper, capo dell’amministrazione militare della regione, ha detto che i traghetti sono stati sospesi a Izmail, vicino al confine fra Ucraina e Romania. I russi hanno scatenato gli attacchi a Kharkiv e a Odessa poche ore dopo aver bombardato deliberatamente uno stabile pieno di persone nel villaggio di Groza, nei pressi di Kupiansk, e provocando almeno 49 morti tra i civili ucraini.

Da parte sua Mosca afferma di aver respinto nella notte l’attacco di due droni marini contro la città di Sebastopoli, in Crimea. Sempre secondo fonti di Mosca, alla sera del 5 ottobre le sue difese aeree avevano abbattuto 5 droni ucraini ad ala fissa sopra la regione russa sudoccidentale di Belgorod.

Mikhail Khodorkovsky. Foto Twitter @khodorkovsky_en

“Putin è debole”

La crescita della violenza russa contro l’Ucraina non deve però far ritenere che il Cremlino possa prevalere. In un’intervista a Repubblica l’ex oligarca in esilio Mikhail Khodorkovsky afferma che: “Putin è molto più debole di quanto ci vogliono far credere la propaganda del Cremlino o i suoi discorsi“. Il golpe di Prigozhin ha dimostrato “quanto molle fosse il suo ventre. Non credete alle sue minacce nucleari” argomenta Khodorkovsky.

Se avesse voluto, avrebbe già sganciato un’atomica su Kiev e ordinato il genocidio degli ucraini“. “Non ha scrupoli – aggiunge – ma non lo fa perché altrimenti avrebbe tutta la NATO e soprattutto la Cina contro: sarebbe la sua fine. E non credete che a Putin possa succedere un leader ancora più pericoloso“.

Per Khodorkovsky non si deve “credere al suo ‘enorme consenso’. Se, magari con il sostegno di pezzi dell’esercito, iniziasse una rivolta popolare armata che non si fermi a pochi metri dal palazzo di Lukashenko come in Bielorussia perché senza armi, Putin avrebbe i giorni contati. Solo così la Russia potrebbe tornare sulla strada della democrazia dopo la chance persa nel 1993“. “Da sempre – sottolinea l’ex oligarca – Putin si ciba di guerre per rimanere al potere, o quando si sente minacciato. Stavolta, nel caso dell’Ucraina, ha commesso un madornale errore strategico“.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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