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L’Istat: “Inflazione in calo al 5,3%”. Fino a dicembre prezzi scontati sui beni di prima necessità

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L’Inflazione rallenta in Italia, pur restando piuttosto elevata. L’Istat segnala un ulteriore, seppur lieve, calo dell’indice dei prezzi al consumo nel corso del mese di settembre. Secondo le stime preliminari, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,2% su base mensile e del 5,3% su base annua, contro il precedente 5,4%.

La nuova discesa, spiega l’Istituto, risente dell’andamento dei prezzi dei beni alimentari. La crescita annua di questi ultimi “si riduce sensibilmente pur restando su valori marcati” (+8,6%). Si registra, d’altra parte, un’accelerazione dei prezzi degli energetici non regolamentati (da +5,7% a +7,6%), dalla minore flessione di quelli degli energetici regolamentati (da -29,6% a -27,8%) e dall’aumento del ritmo di crescita dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da +1,2% a +3,8%).

Prezzi in calo in Italia ma pur sempre troppo elevati. Foto Twitter @SkyTG24

Prezzi e prodotti

Anche l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rallenta ancora (da +4,8% a +4,6%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +5,0%, registrato ad agosto, a +4,8%). Si affievolisce, prosegue l’Istat, la crescita su base annua dei prezzi dei beni (da +6,3% a +6,0%), mentre si accentua quella dei servizi (da +3,6% a +4,1%). Così facendo il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni cala a -1,9 punti percentuali, dai -2,7 di agosto.

Su base mensile, la crescita dell’indice generale si deve principalmente all’aumento dei prezzi degli energetici sia regolamentati (+2,5%) sia non regolamentati (+1,6%). Ma anche degli alimentari non lavorati (+0,6%), dei beni semidurevoli e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,5% per entrambi). E dei Servizi vari (+0,3%). Tali effetti sono stati solo in parte compensati dall’attenuazione dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (-1,7%). Inoltre, in base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) aumenta del +1,7% su base mensile, anche per effetto della fine dei saldi estivi di cui il Nic non tiene conto, e del +5,7% su base annua (in accelerazione da +5,5% di agosto).

Il trimestre anti-inflazione

prenderà intanto il via, da domenica 1 ottobre, il cosiddetto trimestre anti-inflazione. Si tratta di un’iniziativa del Governo Meloni che si concluderà il 31 dicembre 2023. L’obiettivo è quello di contenere l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, alimentari e non alimentari di largo consumo. Compresi quelli rientranti nel cosiddetto “carrello della spesa“, nonché dei prodotti per l’infanzia e la cura della persona. L’iniziativa è stata promossa dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, in collaborazione con le associazioni di categoria del mondo del largo consumo, della distribuzione moderna, del commercio tradizionale. Così come dell’industria alimentare e non, dell’artigianato, delle cooperative e del mondo dell’agricoltura.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Foto Ansa/Chigi Filippo Attili

I prodotti interessati dagli sconti sono circa 300, tra cui pasta, pane, carne, pesce, frutta, verdura, latte, detersivi e prodotti per la cura della persona. I prezzi saranno ridotti fino al 10%, e saranno applicati sia nei supermercati che nei negozi di vicinato. All’iniziativa plaudono è stata accolta con favore dalle associazioni dei consumatori, che hanno sottolineato l’importanza di un intervento per contrastare l’aumento dei prezzi. Tuttavia, alcuni hanno espresso perplessità sull’efficacia dell’iniziativa, sottolineando che l’inflazione è dovuta a fattori strutturali, che non possono essere risolti solo con sconti sui beni di largo consumo.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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