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Terremoto a Napoli, per l’Ingv è il più forte degli ultimi 40 anni

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Terremoto nella notte del 27 settembre nei pressi di Napoli, nell’area dei Campi Flegrei. Una zona dove regolarmente avvengono terremoti. Questa volta però i sismografi hanno registrato uno sciame sismico intenso la cui scossa maggiore è stata di magnitudo 4.2.

Si è verificata alle 3.35 del mattino. L’hanno avvertita in maniera chiara i cittadini di alcuni quartieri del capoluogo partenopeo. L’ipocentro è stato localizzato a circa tre chilometri di profondità. Al momento non si hanno notizie di danni a persone o cose. Secondo l’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) si tratta del sisma più forte degli ultimi 40 anni.

Alla stazione di Napoli treni in forte ritardo a causa del terremoto. Foto Ansa/Ciro Fusco

Terremoto, gente in strada

A Napoli – da Fuorigrotta al Vomero, e dalla Riviera di Chiaia a Capodimonte – in molti si sono svegliati di soprassalto a causa della scossa durata diversi secondi. Oltre che dalle sirene degli allarmi. Molte persone sono scese in strada. A precedere la scossa di magnitudo 4.2, sono state nella serata di martedì 26 settembre, altre due scosse. Una alle 23.36 di magnitudo 2.0 e una alle 22.49 di magnitudo 2.2.

La scossa di terremoto di magnitudo 4.2 registrata nella notte nell’area dei Campi Flegrei non ha prodotto danni rilevanti, in base alle prime verifiche. Lo fa sapere la Protezione civile in una nota. “In seguito all’evento la sala Situazione Italia del dipartimento della protezione civile si è messa in contatto con le strutture locali del Servizio Nazionale della protezione civile“, si legge nella nota.

Secondo Mauro Antonio Di Vito, direttore dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il sisma “si inquadra nella dinamica bradisismica, che negli ultimi giorni ha subito una lieve accelerazione“. Vale a dire che “il processo sta continuando e la velocità di sollevamento del suolo si sta leggermente intensificando“. Si tratta comunque, secondo gli esperti, del più forte degli ultimi 40 anni nei pressi di Napoli. Il maggiore evento sismico degli ultimi 4 decenni è avvenuto durante uno sciame cominciato all’alba di martedì 26 settembre e caratterizzato da 60 eventi di intensità inferiore.

Crollo di calcinacci a Napoli a causa del sisma del 27 settembre. Foto Twitter @SkyTG24

Treni, metro e scuole

Il 27 settembre le autorità hanno deciso di sospendere temporaneamente la circolazione dei treni. Tutto al fine di consentire le dovute verifiche sulla rete ferroviaria dopo la forte scossa di terremoto nella notte. La circolazione dei convogli da e per il capoluogo partenopeo è stata fermata in via precauzionale. Il primo binario a essere stato riattivato è stato quello verso Roma per consentire la partenza dei treni ad alta velocità fermi dalle 5 del mattino. I ritardi accumulati sono stati superiori alle 3 ore. A seguire, progressivamente, sono ripartiti tutti gli altri convogli regionali. Semaforo verde anche per la linea 2 della metropolitana di Napoli: riaperta la tratta Campi Flegrei-Pozzuoli in entrambe le direzioni di marcia.

Nella giornata del terremoto il sindaco di Pozzuoli, Gigi Manzoni, ha stabilito la chiusura di tutte le scuole nella cittadina alle porte di Napoli. L’Osservatorio Vesuviano ha localizzato l’epicentro della scossa nel quartiere napoletano di Bagnoli, al confine con il comune di Pozzuoli. Nell’ordinanza si legge che “è necessario provvedere, in via precauzionale, a effettuare dei sopralluoghi da parte del personale tecnico comunale negli istituti scolastici e nel Polo culturale di Palazzo Toledo al fine di accertare la presenza di eventuali danni conseguenti la scossa“.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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