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Siena, il Palio dell’Assunta all’Oca che vince col cavallo scosso

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È la contrada dell’Oca a vincere il Palio di Siena dedicato alla Madonna dell’Assunta, la sera del 16 agosto, con il cavallo scosso Zio Frac. Il tutto a seguito della caduta del fantino Carlo Sanna, detto Brigante. L’Oca ha preso il comando della gara dopo le cadute di Giraffa e Pantera, che si sono succedute in testa, e poi anche della contrada nemica della Torre impegnata a contenderle la prima posizione.

La contrada dell’Oca, la più vittoriosa di tutte in piazza del Campo, torna dunque alla vittoria del Palio di Siena dopo 10 anni grazie al cavallo scosso Zio Frac e si aggiudica il Drappellone realizzato da Marco Lodola. Una corsa ricca di colpi di scena dopo una mossa laboriosa durata mezz’ora a causa di ben 6 contrade nemiche sulle 10 tra i canapi che si sono date battaglia.

Il cavallo dell’Oca, Zio Frac, dopo la vittoria del Palio dell’Assunta 2023. Foto Ansa/Claudio Giovannini

Una corsa rocambolesca

Alla partenza della carriera la prima posizione è per la contrada della Giraffa che però è incappata nella caduta del fantino Giovanni Atzeni detto Tittia alla prima curva di San Martino per poi lasciare la testa alla Contrada della Pantera. Alla stessa prima curva di San Martino è caduto anche il fantino dell’Oca Carlo Sanna detto Brigante. Una corsa che sembrava senza storia fino all’ultima curva di San Martino quando è scivolato il cavallo della Pantera lasciando così la testa al cavallo scosso dell’Oca per la vittoria della Carriera dedicata alla Madonna dell’Assunta. Vani i tentativi di rimonta della rivale Torre che ha tentato di ostacolare Zio Frac, il cavallo con cui aveva disputato il Palio del 2 Luglio scorso.

Le condizioni dei cavalli dopo il Palio

Il cavallo della Contrada della Giraffa Abbasantesa, una femmina baio di 7 anni e ad Antine Day, il castrone sauro di 7 anni andato in sorte alla Contrada dell’Istrice hanno ricevuto immediati soccorsi e si è provveduto a trasportarli subito trasportati alla Clinica Veterinaria il Ceppo per accertamenti diagnostici.

I contradaioli dell’Oca vanno a prendersi il drappellone dipinto da Marco Lodola. Foto Ansa/Claudio Giovannini

La sindaca: “Il Palio non è turismo

Da parte sua la sindaca di Siena, Nicoletta Fabio, ha colto l’occasione per sottolineare come il Palio non sia “un’attrazione turistica e non voglio che lo diventi“. “Nei giorni del Palio è normale che arrivino turisti per vederlo. Ma bisogna ricordare anche che ci sono stati tempi in cui noi senesi abbiamo concesso che il Palio fosse attrattivo“. Quindi il sindaco Fabio ha ribadito che il Paliooggi non è un’attrazione turistica, inoltre il turista frettoloso non fa bene alla città“. La frase è parsa ad alcuni una polemica contro la ministra del Turismo, Daniela Santanchè che ha assistito alla corsa per la prima volta, ospite dell’amministrazione comunale. Santanchè sulla stampa locale nei giorni scorsi aveva affermato che “il Palio fa bene al turismo“.

Giani: “Lavoro per riconoscimento Unesco

Occorre riprendere l’iniziativa insieme al Comune e al Magistrato delle Contrade, per il riconoscimento del Palio di Siena quale Patrimonio Culturale Immateriale Unesco. Lo merita Siena, lo meritano i suoi profondi valori identitari”. Così invece il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. Intanto però l’Oca si gode il trionfo e il drappellone dipinto da Marco Lodola.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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