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Intelligenza Artificiale su Meta? Etichette per tutelare la creatività

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Angelo Mazzetti si espresso sulla possibilità di introdurre etichette per individuare i contenuti prodotti da Intelligenza Artificiale. Il responsabile Public Policy di Meta ha ammesso l’utilità di intraprendere un dibattito sul tema.

In audizione presso il Comitato di vigilanza sull’attività di documentazione sull’Intelligenza Artificiale, Angelo Mazzetti, Responsabile Relazioni Istituzionali di Meta in Italia, Grecia, Malta e Cipro, si è espresso a favore di un dibattito sulle etichette per individuare i contenuti prodotti da IA. A giugno del 2023, difatti, l’Unione Europea aveva chiesto di etichettare i contenuti provenienti dalla ‘nuova’ intelligenza. Mazzetti ha spiegato che sulle piattaforme Meta non si adopera ancora l’IA per creare contenuti, ma non esclude la categorizzazione.

Logo Meta @Crediti Ansa – VelvetMag

Il dibattito sull’etichettatura dell’Intelligenza Artificiale

Il dibattito partirebbe dalla volontà di tutelare la creatività di ogni persona, distinguendola dalle attività dell’Intelligenza Artificiale. All’audizione presso il Comitato presieduto dalla vicepresidente della Camera Anna Ascani, Angelo Mazzetti si è chiesto se il labelling (etichettatura) possa rappresentare la soluzione migliore. Tuttavia, il Responsabile Public Policy di Meta ammette che siamo difronte all’inizio di un dibattito, così come è stato per la disinformazione e che la tecnologia si può migliorare e modificare nel tempo. Come riporta Ansa, Mazzetti ha precisato: ” Ora abbiamo 90 fact checker in 10 di lingue diverse. Bisogna fare in modo che gli utenti abbiano più contesto possibile per produrre la propria idea“. Naila Murray, Responsabile del Fair Fundamental Al Research di Meta, ha precisato che ad oggi esiste un’area di ricerca attiva. Questo prevede la valutazione dei contenuti per comprendere se siano stati generati dall’Intelligenza Artificiale.

L’obiettivo resta quello di valutare la provenienza dei dati e portare avanti: trasparenza, sviluppo e controllo dei contenuti. Tuttavia, come già era emerso dopo la richiesta da parte dell’Unione Europea di etichettare i contenuti dell’IA, non si tratta di un’operazione semplice da portare a termine. Le esigenze di etichettare i contenuti provenienti da Google e altre piattaforme, quali Facebook, nascevano principalmente per bloccare la disinformazione che arriva dalla Russia, specialmente sui i temi che riguardano la guerra in Ucraina. A tal proposito è bene precisare che, benché la richiesta dell’UE risulti assolutamente legittima, ad oggi non è facile riconoscere nell’immediato un contenuto generato da Intelligenza Artificiale.

Un’operazione non semplice

Infatti, le piattaforme dovrebbero prima sviluppare dei software in grado di svolgere queste operazioni e poi inserirli nei loro algoritmi per scansionare milioni di contenuti. Ma c’è di più, ogni contenuto prodotto da IA potrebbe essere modificato nuovamente, aggiunto o sostituito ad altri contenuti più grandi. Oppure, come ha mostrato anche Photoshop, nello stesso contenuto possono essere inclusi elementi reali ed elementi generati da Intelligenza Artificiale. La richiesta dell’Unione Europea comunque, seppur di complessa applicazione, potrebbe aprire diverse strade praticabili.

Piattaforme Meta @Crediti Ansa – VelvetMag

Ad esempio, potrebbe essere un modo per obbligare i software che si occupano di Intelligenza Artificiale ad inserire delle filigrane, elementi invisibili agli utenti ma immediatamente riconoscibili per gli algoritmi. Insomma, riconoscere cosa sia reale e cosa no è importante per tutelare la creatività degli individui ma anche per sapersi districare tra le miriade di informazioni che arrivano dal mondo digitale. Lo sviluppo tecnologico è un supporto fondamentale, ma forse non dovrebbe mai valicare il limite di alcune responsabilità umane.

Francesca Perrone

Cultura, Ambiente & PetsMessinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura. Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Segui Francesca su Instagram Segui Francesca su Linkedin

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