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Stellantis sforna la nuova Topolino

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Stellantis ha presentato due nuovi modelli iconici di auto: la Topolino e la 600. La presentazione sulla Pista 500, sul tetto del Lingotto, luogo storico tra presente, passato e futuro, è avvenuta in un giorno simbolico per l’ex Fiat: il 4 luglio. Ovvero lo stesso in cui nel 1957 è nata la prima 500 e nel 2007 la sua erede.

Stellantis ha profonde radici qui in Italia, dove abbiamo un glorioso passato, un forte presente e un futuro entusiasmante” ha sottolineato il presidente John Elkann. Stellantis produrrà i due modelli non in Italia ma rispettivamente in Marocco, dove già si produce la Citroen Ami, e a Tichy in Polonia. “Gli stabilimenti italiani legati al brand storico di Stellantis Melfi, Pomigliano, Mirafiori e Atessa – hanno già i loro prodotti o li avranno secondo i piani previsti” ha assicurato Olivier François, amministratore delegato del marchio Fiat.

Il nuovo modello della rediviva Topolino. Foto Ansa

Stellantis e le nuove auto

François ha spiegato che la nuova 600 di Stellantis non la si può considerare l’erede della 500xX che continuerà a essere prodotta a Melfi. “Sono due auto diverse, sono complementari. La nuova 600 è del segmento B, è più piccola, più bassa, non è un Suv e non un 4×4” ha detto il manager. “In Italia produrremmo più auto se se ne comprassero di più. L’Italia è l’unico paese in Europa che arretra sull’elettrico perché non ci sono incentivi sufficienti“.

Un messaggio al Governo che, secondo quanto più volte dichiarato dal ministro del made in Italy, Adolfo Urso, mira a raggiungere un accordo con Stellantis che preveda anche una maggiore produzione in Italia. Un incontro fra il ministro e l’amministratore delegato del Gruppo, Carlos Tavares, potrebbe tenersi all’inizio della prossima settimana.

In due anni – ha sottolineato Olivier Françoisabbiamo reso Fiat più profittevole e più globale che mai. Fiat è diventato il marchio Stellantis numero 1 per volumi ed è leader nei 3 principali mercati: Italia, Brasile e Turchia” ha dichiarato. “Nei prossimi tre anni il nostro piano di prodotto riporterà Fiat al posto che le compete: leader, punto di riferimento e lovebrand. Per Fiat il meglio deve ancora venire, c’è una grande considerazione del brand in Stellantis e si vedrà nei prossimi tre anni con l’offensiva dei prodotti che presenteremo. Ci vediamo a luglio del prossimo anno e poi ancora dell’anno successivo“.

La Fiat 600 nella nuova versione elettrica. Foto Ansa

La Topolino ma non solo

La Nuova Fiat Topolino, ha dichiarato il manager, “porta tutto lo spirito della Dolce Vita nella mobilità urbana. Ha tutte le carte in regola per offrire una libertà di guida sostenibile in città: zero emissioni, dimensioni ridotte, impatto sonoro ridotto. Un nuovo veicolo per offrire la mobilità elettrica a tutti, alle famiglie ma anche ai più giovani, che possono guidarla a partire da 14 anni. Include due versioni: la Topolino ‘chiusa” e la Topolino Dolcevita “aperta”.

Saranno sufficienti tre clic per acquistarla al prezzo di listino di 9.890 euro lo stesso prezzo per le due versioni “chiusa” e “aperta” a cui, se disponibili, Stellantis sconterà gli incentivi statali dedicati ai quadricicli elettrici. Con la Fiat 600 l’azienda ritorna nel segmento, “la sorella maggiore” della Nuova 500. La sua antenata è la 600 degli Anni Cinquanta, popolare “family mover“. È la nuova icona della Fiat elettrica. Ma costa molto: 29.500 euro.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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