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Ita, Lufthansa compra il 41% della proprietà: Alitalia è ormai un ricordo

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La compagnia aerea tedesca Lufthansa ha rilevato una quota di Ita Airways pari al 41%. Una quota che per il momento è di minoranza ma che potrebbe aumentare nel corso degli anni. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e l’amministratore delegato di Lufthansa, Carsten Sphor, si sono incontrati a Roma il 25 maggio per confermare la conclusione dell’accordo di cui da tempo si discuteva.

Ita e Lufthansa hanno già condiviso un piano industriale della compagnia italiana che prevede una crescita dei ricavi di 2,5 miliardi di euro attesi per quest’anno. E di 4,1 miliardi di euro previsti nel 2027. Presente all’incontro di Roma, al Mef, anche il presidente di Ita, Antonino Turicchi.

Ita Airways è quasi per metà di proprietà tedesca. Foto Twitter @ultimora_pol

Ita, e il “nodo sciolto

L’accordo sarà quindi sottoposto al vaglio della Corte dei Conti e notificato alla direzione generale concorrenza della Commissione europea. “Oggi – sottolinea Giorgetti – si chiude un percorso che ha contraddistinto la storia della compagnia di bandiera nazionale con la prospettiva di integrazione con un importante vettore europeo. Con questo Governo si scioglie oggi un nodo che da trent’anni condiziona il mercato del trasporto aereo in Italia. Siamo convinti che questa decisione permetterà al mercato aereo di svilupparsi nell’interesse dell’Italia“.

Abbiamo lavorato tanto, siamo convinti e quindi siamo soddisfatti. Poi se sono rose fioriranno“, afferma poi il ministro dell’Economia, a margine della presentazione del Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica per il 2023. Inizialmente la quota è del 41%“, spiega Giorgetti rispondendo ai cronisti che gli chiedono della quota di minoranza della compagnia aerea tedesca.

I vantaggi per Ita

L’accordo di oggi porterà a una situazione vantaggiosa per l’Italia, Ita Airways e Lufthansa Group. È una buona notizia per i consumatori italiani e per l’Europa, perché una Ita più forte rafforzerà la concorrenza nel mercato italiano. Come giovane compagnia, con una flotta moderna e con un suo hub efficiente e in espansione a Roma, Ita è la soluzione perfetta per il Gruppo Lufthansa“, afferma Sphor.

A Milano, Ita, sottolinea Sphor, “copre un ampio bacino di utenza che offre anche potenzialità di crescita. Come parte della famiglia del Gruppo Lufthansa, Ita può trasformarsi in una compagnia aerea sostenibile e redditizia, collegando l’Italia con l’Europa e il mondo. Allo stesso tempo, questo investimento ci consentirà di continuare la nostra crescita in uno dei nostri mercati più importanti“, aggiunge il Ceo di Deutsche Lufthansa.

Il ministro Giorgetti col Ceo Lufthansa, Spohr. Foto Twitter @MEF_GOV

L’accordo tra Ita Airways e Lufthansa metterà al centro assunzioni, rinnovamento della flotta e aumento del fatturato. Dopo anni di fallimenti e chiacchiere, lavoratori e viaggiatori finalmente in sicurezza, abbattendo l’impatto ambientale e con una prospettiva di crescita e sviluppo”, afferma il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini.

Flotta e assunzioni

A fine 2027, rende noto il Mef in un comunicato, Ita conterà su 94 aeromobili rispetto ai 71 attuali, con un’età media di 5 anni, e garantirà l’ottimizzazione dei consumi e dell’impatto ambientale. L’organico, per il quale è prevista quest’anno una crescita fino a 4.300 dipendenti per effetto delle 1.200 assunzioni in corso di finalizzazione, salirà a oltre 5.500 unità al termine del Piano.

La strategia di Ita Airways, si legge nella nota al termine dell’incontro tra Giorgetti e Spohr, “è di affermarsi come protagonista tra i full service carrier nei tre settori intercontinentale, internazionale e domestico, con un’attenzione particolare al traffico di lungo raggio. Questo riposizionamento strategico permetterà inoltre di alimentare al meglio il traffico dell’hub di Roma Fiumicino, che andrà così a inserirsi con un ruolo centrale nel modello multi-hub del Gruppo Lufthansa“.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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