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Vinícius Júnior: 7 arresti per razzismo contro di lui in Spagna

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In Spagna il razzismo nel calcio, e in particolare nei confronti del calciatore brasiliano Vinícius Júnior, sta assumendo pesanti risvolti giudiziari. Martedì 23 maggio la polizia ha infatti arrestato 7 persone tra Madrid e Valencia.

Alcuni degli arrestati dovranno rispondere del fatto di aver appeso un manichino nero con la maglia di Vinícius a un ponte, lo scorso gennaio. Gli altri sono tifosi del Valencia che nell’ultima partita di campionato contro il Real Madrid, domenica 21 maggio, hanno rivolto insulti e cori razzisti nei confronti del giocatore. Come loro lo hanno fatto molti altri supporter del Valencia dagli spalti.

L’attaccante Vinicius Junior durante Valencia-Real Madrid. Foto Ansa/Epa Biel Alino

Arresti a Valencia e Madrid

Non è la prima volta che Vinícius Júnior è platealmente offeso. Ma il punto è che ora il Governo del Brasile ha perso la pazienza: la ministra per l’Uguaglianza razziale, Anielle Franco, chiede risposte all’altezza di un paese, la Spagna, che fa parte dell’Unione europea. “Il Governo brasiliano non tollera il razzismo. Lavoreremo affinché ogni atleta nero brasiliano possa esercitare il suo diritto di lavorare senza subire violenze.”

Dopo i fatti di Valencia di domenica scorsa molte squadre di calcio di tutto il mondo hanno mostrato il loro sostegno a Vinícius. E lo ha fatto anche il presidente brasiliano Lula, oltre al presidente della Fifa, Gianni Infantino. La giustizia spagnola sta trattando quest’ultimi episodi come crimini d’odio. Secondo i media iberici gli arresti sono soltanto agli inizi e continueranno nelle prossime settimane.

Vínicius, Ancelotti lo difende

Al termine della partita fra Valencia e Real Madrid, Carlo Ancelotti, allenatore dei madrileni, ha detto: “Non voglio parlare di calcio perché è successo qualcosa di molto più grave. Parlare di calcio significa dimenticare quello che è successo: insulti razzisti da parte di uno stadio intero a un giocatore.” È poi scoppiata una polemica fra Vinícius e il presidente della Liga, Javier Tebas, il quale ha accusato il calciatore di non essere intervenuto a incontri con i vertici del calcio spagnolo per esaminare il problema del razzismo in campo che egli stesso aveva richiesto.

Carlo Ancelotti, allenatore del Real Madrid. Foto Ansa/Epa Sergio Perez

Le reazioni in Spagna

In Spagna i riflessi delle perduranti offese razziste nei confronti del calciatore brasiliano sono contraddittori. Un portavoce dell’amministrazione comunale di Valencia, riporta ilpost.it, ha stigmatizzato su Twitter l’atteggiamento in campo di Vinícius (le sue esuberanti esultanze dopo i gol, ad esempio, che molti ritengono volutamente provocatorie verso gli avversari). “Quel giocatore è una vergogna per il calcio” è arrivato a scrivere.

Il Brasile al fianco di Vínicius

La polemica causata dai ripetuti insulti e manifestazioni razziste nei confronti del giocatore brasiliano ha già avuto anche un riscontro diplomatico. L’ambasciatore brasiliano in Spagna, Orlando Leite, ha già richiesto incontri urgenti con il ministero della Parità e con la procura per discutere della questione. Ma li ha chiesti anche ai vertici societari del Real Madrid, della Liga e della Federcalcio spagnola, secondo il quotidiano El Pais.

Da parte sua, la polizia federale brasiliana non esclude l’apertura di un dossier internazionale. La situazione, dunque, non sembra lontana da un possibile incidente diplomatico, sebbene il capo del Governo spagnolo, Pedro Sanchez, abbia condannato apertamente l’ondata di razzismo contro Vinícius Júnior. Il Brasile, del resto, è una potenza mondiale e non ha alcuna intenzione di subire affronti di questo tipo rivolti ai suoi cittadini.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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