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Frecce Tricolori, muore un giovane pilota: Aeronautica a lutto

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Sono il pilota delle Frecce Tricolori Alessio Ghersi, 34 anni, e un suo familiare, Sante Ciaccia di Milano, le due vittime di un incidente aereo avvenuto il 28 aprile in Friuli. Un velivolo ultraleggero biposto era decollato alle 18 da Campoformido per un breve volo turistico.  

Alla guida del Pioneer 300 della Alpi Aviation c’era il capitano Ghersi, 34 anni, originario di Domodossola, Pony 5 nella formazione della Pattuglia Acrobatica Nazionale delle Frecce Tricolori. Mezz’ora dopo il decollo, alle 18.30, l’allarme da parte di due escursionisti.

Il capitano delle Frecce Tricolori Alessio Ghersi, 34 anni. Foto Twitter @tripodimaria

L’allarme degli escursionisti

Avevano visto il velivolo perdere quota e incendiarsi in una zona boschiva. L’aereo con a bordo il pilota delle Frecce Tricolori è precipitato sul Monte Musi, nell’Alta valle del Torre, in comune di Lusevera (Udine). Il luogo si chiama Plan de Tapou, a poco più di 800 metri di altitudine. Si tratta di un’area di non facile accesso a cui si arriva percorrendo sentieri montani e una strada forestale.

I primi soccorritori ad arrivarci sono stati i vigili del fuoco di Udine. Sul posto anche l’equipaggio di un elicottero dei pompieri immediatamente decollato da Venezia. Poi anche l’elisoccorso regionale. Purtroppo non c’era più niente da fare. Tra i resti carbonizzati del velivolo anche i corpi del capitano Alessio Ghersi e di Sante Ciaccia. Qualche ora più tardi è arrivato il riconoscimento.

Frecce, il cordoglio dell’Arenautica

Al momento dei soccorsi si è deciso di smantellare un campo base allestito a Vedronza, in previsione di un recupero dei corpi l’indomani. Già nella nottata di sabato 29 aprile i resti del capitano delle Frecce e del suo familiare sono giunti a valle, non appena è arrivata l’autorizzazione dal magistrato di turno della procura di Udine. Vi hanno provveduto gli uomini del soccorso alpino e i vigili del fuoco, mentre i carabinieri di Cividale raccoglievano ulteriori testimonianze sulla dinamica dell’incidente aereo.

Le Frecce Tricolori in volo. Foto Twitter @Radio1Rai

I rottami dell’ultraleggero sono adesso sotto sequestro. Anche dal loro esame dipenderà la risposta sulle cause di quanto avvenuto. L’Aeronautica Militare, in un comunicato, si unisce al dolore dei familiari. “Il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, generale di squadra aerea Luca Goretti, a nome di tutta la Forza Armata, si stringe alla moglie e ai loro due bimbi in questo momento di profondo dolore.” Il tradizionale evento di conclusione del periodo di addestramento della formazione in vista dell’avvio della stagione acrobatica non avrà luogo. Avrebbe dovuto svolgersi lunedì Primo Maggio alla base aerea di Rivolto (Udine), sede della Pattuglia Acrobatica Nazionale delle Frecce Tricolori.

Chi era Alessio Ghersi

Il Capitano Ghersi, 34 anni, originario di Domodossola, ricopriva attualmente la posizione di 2° Gregario destro, Pony 5, all’interno della formazione delle Frecce Tricolori. Era entrato in Aeronautica Militare nel 2007 con il Corso Ibis V dell’Accademia Aeronautica. Dopo le scuole di volo era stato assegnato al 4° Stormo di Grosseto, dove aveva conseguito la qualifica di pilota combat ready sul velivolo Eurofighter, svolgendo attività di difesa aerea sia in ambito nazionale sia in missioni NATO. Selezionato successivamente per le Frecce Tricolori, avrebbe a breve preso parte alla sua quinta stagione acrobatica con la Pattuglia Acrobatica Nazionale.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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