La dottoressa Barbara Capovani, 55 anni. Foto Ansa/Linkedin Barbara Capovani
Un uomo di 35 anni, italiano, è in stato di fermo dalle 4 del mattino del 23 aprile a Pisa. È sotto accusa per tentato omicidio premeditato nei confronti della psichiatra Barbara Capovani. Il fermato sarebbe un ex paziente della dottoressa.
Barbara Capovani, 55 anni, responsabile della psichiatria territoriale dell’ospedale Santa Chiara, è stata aggredita nel pomeriggio di venerdì 21 aprile all’interno del nosocomio: la donna è ricoverata in coma ed è in fin di vita. Le sue condizioni sono molto critiche. A eseguire il fermo del 35enne sono stati agenti di polizia su disposizione della procura di Pisa, a seguito delle indagini condotte dalla squadra mobile.
La dottoressa Barbara Capovani, 55 anni. Foto Ansa/Linkedin Barbara Capovani
Barbara Capovani ora combatte tra la vita e la morte. La dottoressa – nota a Pisa e molto stimata – ha subito un intervento chirurgico ma le sue condizioni restano gravissime. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’aggressore le ha teso un agguato, aspettandola all’uscita dal reparto di psichiatria del Santa Chiara dove lavora, attorno alle 18 del 21 aprile. La donna stava andando a prendere la sua bicicletta quando l’uomo è sbucato all’improvviso colpendola più volte con un oggetto appuntito alla testa, forse una spranga.
Poi si è dato alla fuga, mentre la dottoressa Capovani rimaneva a terra in una pozza di sangue, priva di conoscenza. Soccorsa, è stata immediatamente ricoverata e ora si trova in coma all’altro ospedale di Pisa, quello di Cisanello. Nell’ultimo bollettino dell’Asl si certifica come “le condizioni cliniche della paziente sono estremamente critiche. Nonostante le procedure chirurgiche e anestesiologico-rianimatorie messe subito in atto in azienda ospedaliero-universitaria pisana, le quali hanno stabilizzato il quadro“.
La città è sotto shock. Appena lo scorso gennaio un giovane di 25 anni in cura presso uno psichiatra aveva aggredito per strada, in centro città, un passante che transitava, uccidendolo di percosse. La vittima era un medico in pensione: il dottor Piero Orsini. L’Ordine dei medici e i sindacati della categoria sono in allarme: nell’ultimo anno in Toscana si sono registrate 1.258 aggressioni ai medici.
L’interno dell’ ospedale Santa Chiara di Pisa. Foto Ansa/Franco Silvi
A parlare di “atto gravissimo che addolora nel profondo” è il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli. “Questa violenza – aggiunge – ci riporta alla mente il barbaro assassinio della psichiatra Paola Labriola. E in queste ore siamo tutti vicini alla collega, perché riesca a farcela, alla sua famiglia, e anche ai sanitari dell’ospedale“.
Anche i medici e dirigenti Ssn Fp Cgil Toscana commentano “l’ennesimo atto di violenza nei confronti di un operatore sanitario. Un atto inqualificabile nei confronti di una professionista nell’esercizio delle proprie funzioni. Un atto vile nei confronti di una donna – aggiungono – e sono proprio le donne, infatti, a subire spesso queste violenze sul lavoro, retaggio culturale che emula le pulsioni della società. Il fatto che una donna, una professionista nell’esercizio della propria funzione, venga massacrata e ridotta in condizioni critiche deve aprire una profonda riflessione nelle istituzioni locali e regionali.
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