Silvio Berlusconi. Foto Ansa/Fabio Frustaci
Prima notte in terapia intensiva per Silvio Berlusconi all’ospedale San Raffaele di Milano. L’ex premier e leader azzurro, 86 anni, è stato ricoverato di nuovo dopo meno di una settimana dal precedente trasferimento al nosocomio. I medici non hanno diramato bollettini ma ritengono serie le condizioni di salute del Cavaliere.
In ospedale i sanitari hanno sottoposto Berlusconi a una serie di controlli, per poi trattenerlo a causa di un affanno respiratorio. Il sospetto è che abbia una polmonite. La quale, a sua volta, potrebbe essere la conseguenza di una leucemia. Ma queste per adesso sono voci non confermate, riporta l’agenzia di stampa Agi.
Silvio Berlusconi. Foto Ansa/Fabio Frustaci
Dopo il ricovero del 5 aprile, dunque, nella mattinata del 6 aprile è possibile che i medici diffondano un bollettino sulle condizioni di salute del Cavaliere. A deciderlo sarà comunque il professor Zangrillo, medico personale di Berlusconi, che è alla guida del reparto in cui si trova l’ex premier. Il 5 aprile i figli e il fratello Paolo, e la compagna Marta Fascina, si sono recati al San Raffaele. “Silvio è una roccia ce la farà anche stavolta” ha dichiarato Paolo Berlusconi lasciando l’ospedale.
Ma la preoccupazione è forte. Numerosi i messaggi di vicinanza e pronta guarigione arrivati, anche dalla premier Giorgia Meloni. Intanto all’esterno del San Raffaele sosta una folla di giornalisti. “Ho parlato stamani con il professor Zangrillo e mi ha detto che il presidente Berlusconi ha trascorso una notte tranquilla. Le sue condizioni sono stabili” ha dichiarato al Tg1 Mattina Antonio Tajani, ministro degli Esteri e vicepremier.
Fino al giorno prima del ricovero, ha spiegato Tajani, Silvio Berlusconi “era lucidissimo, in forma. Poi c’è stato questo evento che lo ha portato al ricovero ma, ripeto, parla. La notte l’ha trascorsa bene, le condizioni sono stabili. Quindi vogliamo tutti essere ottimisti“. Il vicepremier ha aggiunto: “Speriamo che il leone torni presto a guidare operativamente il partito, la nostra guida non molla mai. Altre volte – osserva – siamo stati preoccupati, come per l’intervento a cuore aperto, chissà cosa doveva accedere, e poi è ancora lì“.
Antonio Tajani. Foto Ansa/Claudio Peri
“Il modo migliore per essergli vicini, per quanto riguarda noi di Forza Italia – riprende – è lavorare. In questi giorni ci ha chiesto di impegnarci per rinforzare l’organizzazione del partito e la nostra presenza politica, in vista delle amministrative di maggio e delle Europee del 2024“. “L’ho sentito fino all’altro ieri sera, ora non ci si può parlare perché è in terapia intensiva, ma il messaggio che ci ha dato – ribadisce Tajani – è di lavorare“.
E lo stesso leader di Forza Italia, ha raccontato ancora l’esponente azzurro, “ha lavorato, perché stiamo organizzando a maggio una due giorni a Milano ma anche la riorganizzazione territoriale, per dare impulso alla nostra attività. Era molto attivo fino all’altro ieri sera, con molti suggerimenti da parte sua. Seguiva con grandissima attenzione tutto e ci dava indicazioni sul rafforzamento del partito, addirittura dicendo di impegnare parlamentari, sindaci e consiglieri sul territorio per una presenza ancora più capillare“.
Uno dei figli di Berlusconi e Veronica Lario, Luigi, al San Raffaele. Foto Ansa/Mourad Balti Touati
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