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Visto Eta, per andare un giorno a Londra si dovrà pagare

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Via libera dal Governo di Londra al sistema di visto elettronico, denominato Eta (Electronic Travel Authorisation) e simile al modello Esta americano, previsto per chi viaggia per turismo negli Usa. In sostanza, un sistema di autorizzazione a pagamento per fare ingresso nel Regno Unito.

Il visto entrerà in vigore in tutti i paesi Ue dalla fine del 2024. Per ora sarà obbligatorio soltanto per coloro che arrivano nel Regno Unito da alcuni Stati del Golfo alleati di Londra. A cominciare dal Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Kuwait, Oman e Bahrain.

Per visitare Londra e il Regno Unito occorrerà un visto elettronico a pagamento dalla fine del 2024. Foto Ansa/Epa Andy Rain

Ma dalla fine del 2024 – secondo quanto anticipato da tempo – è previsto che entri in vigore pure per i viaggi occasionali. In pratica per i soggiorni di breve durata di turisti e vacanzieri provenienti dall’Unione europea, Italia inclusa. Tali viaggi non saranno più coperti dalla libertà di movimento automatica entro i confini britannici, in base alle restrizioni del dopo Brexit. Gli inglesi chiederanno il visto per tutti gli ingressi in arrivo via aerea, marittima o attraverso il canale della Manica. L’Eta non sarà invece necessario, com’è ovvio che sia, per i cittadini britannici residenti all’estero.

Come funziona il visto Eta

Il meccanismo, che implica la necessità di compilare un modulo online, si ottiene pagando una modesta somma di denaro. Nelle intenzioni elle autorità britanniche, il visto Eta dovrebbe rendere gli ingressi dei viaggiatori occasionali “più efficienti e più sicuri”. Questa almeno è a convinzione di Robert Jenrick, viceministro dell’Interno e responsabile del delicato portafogli dell’Immigrazione in seno alla compagine Tory di Rishi Sunak.

Lo schema del visto britannico emula il modello dell’Esta americano e avrà un costo simile, quindi attorno ai 10 euro. La procedura che prevede l’inserimento del passaporto biomedico, una carta di debito o credito, e informazioni sul viaggio, sarà totalmente online. Bisognerà collegarsi al sito web etauk.uk. La validità del permesso Eta sarà di due anni, in modo da consentire ai viaggiatori visite multiple in Gran Bretagna.

Il tema migranti nel Regno Unito

Rafforzare i nostri confini rimane una delle priorità del governo” conservatore, ha sottolineato Jenrick, a due giorni dalla presentazione del progetto al Parlamento di Westminster da parte dell’esecutivo. L’introduzione del visto Eta, su modello dell’Esta americano, si caratterizza per essere, in pratica, un giro di vite controverso quanto draconiano nella legislazione contro gli sbarchi dei migranti nel Regno Unito. “L’Eta – ha aggiunto il viceministro – faciliterà i viaggi dei visitatori legittimi e i viaggiatori” dai Paesi arabi “del Consiglio di cooperazione del Golfo saranno i primi a beneficiarne“.

Il viceministro dell’Interno inglese, Robert Jenrick. Foto Ansa/Epa

Intanto, sul continente europeo, i viaggiatori che si imbarcano in Cina su voli diretti in Francia o nel Regno Unito dovranno presentare un test negativo al Covid-19 per poter giungere a destinazione senza problemi. I due paesi si uniscono così all’Italia e alla Spagna tra le nazioni dell’Ue che impongono restrizioni. Parigi ha sottolineato come i viaggiatori dovranno portare la prova di un test negativo effettuato meno di 48 ore prima dell’imbarco. Altri test saranno effettuati all’arrivo, a campione, e i test positivi saranno oggetto di sequenziamento al fine di rilevare possibili nuove varianti del Coronavirus.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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