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Angelus 12 marzo, Papa Francesco: appello contro la siccità nel mondo

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All’Angelus di domenica 12 marzo, Papa Francesco torna sul Vangelo del giorno. Ripercorrendo il gesto della samaritana che disseta Gesù, il Pontefice invita ad offrire sempre da ‘bere’ agli altri, agli assetati, a chi chiede aiuto. E parlando di acqua, chiede di rivolgere uno sguardo attento alla siccità nel mondo. 

Nella terza domenica di Quaresima, Papa Francesco prima della consueta preghiera dell’Angelus ripercorre il Vangelo del giorno nella sua riflessione. In questo 12 marzo, la Parola si sofferma sul momento in cui Gesù è dissetato dalla samaritana che gli offre l’acqua, dopo la richiesta del Signore “Dammi da bere“. In questo gesto sono contenuti due messaggi importanti. Il primo ci ricorda l’umanità di Gesù, che si ‘abbassa’ fino a sentire un bisogno umano come la sete e sopratutto fino a chiedere aiuto agli altri. Il secondo aspetto è più intrinseco e riguarda l’essenza dell’essere cristiani difronte alle richieste d’aiuto degli altri. Ed in questo contesto il Pontefice chiede di non dimenticare chi soffre come il “martoriato popolo ucraino“, ma anche come i fratelli che soffrono per la siccità nel mondo.

Papa Francesco, preghiera dell’Angelus @Crediti Ansa – VelvetMag

Papa Francesco ricorda la Terra “sfinita e riarsa

Oggi, Gesù si avvicina alle povertà di ognuno e invita a placare la sete di “vicinanza e ascolto“. Nel “dammi da bere“, che il Signore rivolge alla samaritana, c’è una richiesta di sete d’amore. Ma anche l’invito a renderci “fonte di ristoro per gli altri“. Un’immagine, quella al pozzo della Samaria, che ricorda come “Dio si è fatto uno di noi. Assetato come noi, soffre la nostra stessa arsura“. Quello che il Santo Padre tiene a sottolineare è che la sete di Gesù non è una sete solo fisica, ma è una sete spirituale. Una sete che riguarda “le arsure più profonde della nostra vita. È soprattutto sete del nostro amore“. Ed è un aspetto molto importante che, come tiene a precisare Papa Francesco, culminerà nella Passione, quando Gesù prima di morire sulla croce dirà: “Ho sete“.

In quel “dammi da bere“, ripete ancora il Pontefice, si cela “un appello, a volte silenzioso, che ogni giorno si leva verso di noi e ci chiede di prenderci cura della sete altrui“. È la richiesta d’aiuto, di vicinanza, di ascolto o di attenzione che arriva in famiglia, sul posto di lavoro o in qualsiasi altro luogo che appartiene alla quotidianità di un individuo. Specifica il Papa: “Dammi da bere è l’appello della nostra società, dove la fretta, la corsa al consumo e soprattutto l’indifferenza generano aridità e vuoto interiore. E, non dimentichiamolo, dammi da bere è il grido di tanti fratelli e sorelle a cui manca l’acqua per vivere, mentre si continua a inquinare e deturpare la nostra casa comune. E anch’essa, sfinita e riarsa, ha sete“.

Papa Francesco saluta Piazza San Pietro dal Palazzo Apostolico @Crediti Ansa – VelvetMag

Essere “ristoro” per gli altri

Dunque, con questo appello importante Papa Francesco ricorda l’importanza di essere “ristoro” per gli altri. L’invito del Pontefice al termine della sua riflessione che precede l’Angelus è quello di “da dare senso alla vita altrui. Non come padroni, ma come servitori di questa Parola di Dio che ci ha assetato, che ci asseta continuamente. Potremo capire la loro sete e condividere l’amore che Lui ha donato a noi“. E tornando sempre a non restare indifferenti difronte alla ‘sete’ degli altri, al termine della preghiera dell’Angelus il Santo Padre ricorda l’iniziativa 24 ore per il Signore. Un evento che si rinnova il prossimo venerdì 17 marzo e sabato 18 marzo.

Un momento di incontro e preghiera che lo scorso anno, come ha tenuto a precisare Papa Francesco, ha visto il solenne Atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. Un atto in cui si è invocato il dono della pace in particolare tra la Russia e l’Ucraina. E ricordando questo messaggio, prima di salutare Piazza San Pietro gremita di gente, il Papa esorta: “Rimaniamo uniti nella fede e nella solidarietà con i nostri fratelli che soffrono a causa della guerra; soprattutto non dimentichiamo il martoriato popolo ucraino“.

Francesca Perrone

Cultura, Ambiente & PetsMessinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura. Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Segui Francesca su Instagram Segui Francesca su Linkedin

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