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Terremoto a Umbertide: decine di sfollati, si sposta la cima del campanile

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Sono 150 i posti letto che la Protezione civile ha allestito nelle palestre di Umbertide (Perugia) dopo il terremoto di magnitudo 4.6 del 9 marzo per accogliere chi ha dormito fuori casa. Si stima che altrettante persone abbiano dormito in macchina.

Il 10 marzo sono cominciati controlli a tappeto per verificare la situazione delle strutture pubbliche e delle abitazioni private. Qualche preoccupazione c’è per le lesioni riscontrate alla scuola media di Pierantonio. Nella piazza del paese c’è un campanile la cui sommità si è spostata. La struttura è danneggiata e presenta un’evidente frattura su uno dei lati.

Vigili del fuoco e protezione civile sotto il campanile pericolante di Pierantonio, frazione di Umbertide in provincia di Perugia, dopo il terremoto del 9 marzo 2023. Foto Ansa/Gianluigi Basilietti

Il terremoto nel Perugino

In Umbria, dopo il primo sisma del pomeriggio del 9 marzo, di magnitudo 4.3, altre due scosse si sono registrate nella serata dello stesso giorno. A distanza di 5 minuti l’una dall’altra. La prima, alle 20.08, ha avuto una magnitudo di 4.6; la seconda, alle 20.13, ha avuto una magnitudo provvisoria tra 3.7 e 4.2. Secondo il sito dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), l’epicentro si può localizzare nello stesso punto della scossa del pomeriggio. A 6 chilometri da Umbertide, in provincia di Perugia, a una profondità di 8 chilometri sottoterra. “Tanta paura, ma niente panico“, hanno raccontato i cittadini, molti dei quali sono scesi in strada.

La scossa principale del terremoto, seguita da alcune lievi repliche, è avvenuta alle ore 16.05 del 9 marzo con epicentro nella frazione di Montecastelli, a circa 5 chilometri dalla città di Umbertide, lungo la statale Tiberina che porta a Città di Castello. Il sisma è stato avvertito in una zona molto ampia. Case e palazzi hanno tremato anche nel capoluogo umbro: a Perugia. “Certamente lo si è sentito fra le province di Perugia, di Arezzo e nel Ternano fino alle Marche e alla costa adriatica“, ha detto all’Ansa Salvatore Stramondo, direttore dell’Osservatorio nazionale terremoti dell’Ingv.

Niente danni ma scuole chiuse

Dopo i primi sopralluoghi a Umbertide e nei centri vicini, non sono emersi gravi danni dal terremoto del 9 marzo. Tante le telefonate ai numeri di soccorso ma legate per la maggior parte a richieste d’informazioni. I vigili del fuoco hanno attivato un elicottero per sorvolare la zona. Per precauzione le scuole restano chiuse a Umbertide e a Perugia. A Umbertide e nelle frazioni, la paura è stata comunque tanta. “Ma la situazione è tranquilla“, spiegano i cittadini. “Il mio palazzo ha tremato fortissimo – racconta un uomo – e le finestre sembrava che dovessero rompersi, ma poi non ci sono stati danni, è tutto a posto“.

Cerchiata in rosso la lesione nel campanile di Pierantonio (Umbertide), causata dal terremoto del 9 marzo 2023. Foto Ansa/ Gianluigi Basilietti

Il sisma del 2016

ln Umbria è ancora molto vivo il ricordo del terremoto del 2016. Il 30 ottobre di quell’anno, alle 7:40, una scossa di magnitudo 6.5, la più forte registrata in Italia dopo il terremoto in Irpinia del 1980, ebbe epicentro tra Norcia, Preci (Perugia) e Castelsantangelo sul Nera (Macerata). Il terremoto fece crollare la basilica di San Benedetto a Norcia, distrusse la frazione di Castelluccio di Norcia e aggravò i danni in tutta l’area sino ad Arquata del Tronto e Amatrice, devastate dalle scosse del 24 agosto 2016.

Gli ospedali di Tolentino e Amandola divennero inagibili. A seguito delle scosse di terremoto, il cratere sismico coinvolse Marche, Lazio, Umbria, Abruzzo. Il movimento tellurico non fu avvertito soltanto in Italia ma addirittura fino in Austria e lungo la costa balcanica. La terribile scossa ebbe anche effetti idrogeologici sulla portata del fiume Nera e provocò una spaccatura sul Monte Vettore. Gli sfollati furono decine di migliaia.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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