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Intelligenza Artificiale, è sfida tra Google e Microsoft

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Mentre il business del Metaverso non sembra decollare davvero, la gara per l’Intelligenza Artificiale rappresenta, in questo inizio del 2023, il nuovo grande business dei giganti tech.

Google lancia Bard, Baidu presenta Ernie Bot. E Microsoft annuncia l’introduzione della tecnologia di OpenAI. La corsa all’Intelligenza Artificiale dunque accelera con le big tech che si sfidano per conquistare il mercato emergente e imporsi sulle rivali.

Uno schermo mostra il software di riconoscimento facciale all’AI Summit New York, a dicembre 2022. Foto Ansa/Epa Justin Lane

Perché è importante l’Intelligenza Artificiale

L’intelligenza artificiale cambierà ogni categoria di software. A partire dalla maggiore: la ricerca. Oggi lanciamo Bing e Edge potenziati” con l’AI (Artificial Intelligence) per aiutare in ricerche migliori online. Lo afferma Satya Nadella, l’amministratore delegato di Microsoft, la società fondata da Bill Gates. Le sue dichiarazioni sono giunte in occasione dell’evento organizzato nella sede aziendale di Redmond (Usa). Microsoft ha annunciato le sue novità in materia di Intelligenza Artificiale quasi in contemporanea con l’introduzione di Bard da parte di Google.

ChatGPT e Bard

OpenAI, in cui Microsoft ha investito miliardi di dollari, è divenuto un nome conosciuto per milioni di persone grazie al successo di ChatGPT. Quest’ultima, da quando è stata introdotta in novembre, ha registrato un boom di utenti – diversi milioni solo in pochi giorni – e aperto un acceso dibattitto sulle potenzialità e sull’applicazione dell’Intelligenza Artificiale. Il tutto fino a costringere, fra l’altro, scuole e università americane a cominciare a ripensare i propri modelli di insegnamento.

ChatGPT è infatti in grado di creare testi come un essere umano, usando una prosa chiara e definita e una punteggiatura appropriata. Per Microsoft quindi una enorme possibilità per cercare di guadagnare terreno di fronte alle rivali agguerrite, che comunque non vogliono restare indietro. Mentre Baidu lavora alla sua ChatGPT cinese, Google ha lanciato Bard, che sarà inizialmente disponibile per test a collaudatori fidati per poi essere successivamente presentata al grande pubblico. I collaudatori sono stati selezionati. Si tratta di un gruppo variegato geograficamente che aiuterà Google a migliorare e capire l’uso dell’intelligenza artificiale da parte degli utenti.

La mostra immersiva “Cybernetic Dali” a Barcellona, ​​Spagna, nel 2021, realizzata anche grazie all’intelligenza artificiale. Foto Ansa/Epa Alejandro García

Bard si pone come obiettivo quello di generare risposte dettagliate a domande semplici. Il suo funzionamento si basa su LaMDA, il Language Model for Dialogue Applications, salito alle cronache lo scorso anno per essere stato definito “senziente” da parte di uno degli ingegneri di Google.

Intelligenza Artificiale e pubblicità online

Le Big Tech, ricorda Milena Gabanelli sul Corriere della Sera, stanno tutte puntando all’utilizzo delle loro gigantesche banche dati nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. OpenAI, oggi valutata 29 miliardi di dollari (ma la stima sul fatturato 2023 è di ‘appena’ 200 milioni), ha tra i principali finanziatori Microsoft, appunto. L’azienda di Bill Gates già dal 2019 ha messo sulla start up un miliardo di dollari, e recentemente ha annunciato un ulteriore investimento da 10 miliardi. L’obiettivo è quello di integrare ChatGPT nei propri prodotti, a partire dal motore di ricerca Bing, per spodestare Google, leader nel mercato della pubblicità online. Google detiene il controllo di una quota del 28,6% (anno 2021) degli introiti pubblicitari online, seguita da Meta (23,7%) e Alibaba (8,7%).

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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