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Francesco Cozza Caposavi: il VesConte premiato per “il nostro concetto di lusso esperienziale”

Il proprietario e manager dell'hotel d'arte apre le porte per la prima volta in esclusiva a VelvetMAG

Ci sono luoghi magici a poca distanza da Roma in cui è facile perdersi tra i colori e le suggestioni di una bellezza ancestrale ed incontaminata. Nella Tuscia, sul Lago di Bolsena, esiste una residenza dal fascino dei secoli antichi: il VesConte, l’hotel di Palazzo Cozza Caposavi.

Un posto unico, insignito da Forbes tra i 19 alberghi più belli del 2019, una piccola capitale del turismo esperienziale in cui hanno soggiornato personalità dal calibro di Stendhal, Giovanni Verga, Guglielmo Marconi, Federico Fellini. Ma anche il Principe Carlo Ludovico di Borbone, diversi Papi e membri di famiglie reali europee. Da oltre cinquecento anni l’aristocratica dimora ha visto un susseguirsi di personalità di ogni ambito. Ospiti che ne hanno saputo apprezzare la magnificenza. L’artefice della trasformazione da Palazzo storico ad albergo diffuso è Francesco Cozza Caposavi, figlio del Conte Lorenzo Cozza Caposavi, da cui ha ricevuto il testimone di questa avventura secolare.

VesConte Palazzo Cozza Caposavi hotel
VesConte Palazzo Cozza Caposavi, il Ceo e Owner Francesco Cozza Caposavi

Il VesConte, camere esclusive intrise d’arte e di storia

Si può scegliere tra la camera di Stendhal o quella dove Carrie Fisher, Principessa Leila di Star Wars, festeggiò il suo compleanno. Tante sono le stanze dense di ricordi e passaggi avvenuti negli ultimi cinque secoli. Sono anche numerosi gli artisti che da qui sono passati e hanno operato: Tano Festa, Enrico Castellani, Mario Schifano, Alberto Burri, Balthus. Ed è un’atmosfera d’altri tempi quella che si respira al VesConte di Palazzo Cozza Caposavi. Percorrendo la Stanza Blu, il Salotto Cinese e l’antica Biblioteca, la mente fantastica sugli eleganti ricevimenti da favola.

Ma anche sulle conversazioni sui temi filosofici e politici che gli antenati degli attuali Conti erano soliti intraprendere. Hotel di Charme, ma anche Casa Museo con annessa una ricercata enoteca. Le attività che allieteranno il vostro soggiorno, oltre alle passeggiate sul romantico lago, le cavalcate immersi nella natura incontaminata e la visita al medievale Castello di Bolsena sono molteplici.

Le idee più belle nascono sempre davanti al camino, magari con un buon bicchiere di vino!” – chiosa in esclusiva a VelvetMAG Francesco Cozza Caposavi: -“È così che tutto ciò che abbiamo pensato negli anni è nato lontano dal caos delle grandi città, nella pace di questo luogo a noi caro. Ci siamo resi conto di quanto sia oggi obsoleto vivere da soli in un edificio che un tempo effettivamente ospitava un’ intera comunità, oltre alla nostra famiglia.”

“Per quanto ci si possa sforzare, non è solo il mero mantenimento che porta i proprietari di una dimora storica ad aprire le sue porte al pubblico. L’intento è sposare la vocazione originaria, la sua anima, rendersi attori e partecipi delle ragioni che hanno portato a progettare questi magnifici edifici di cui il nostro Paese è ricco. Seppur con la manutenzione, il semplice non-uso degli ambienti, porta case di questa natura a svilirsi. Non avremmo certo voluto essere noi coloro che avrebbero portato Palazzo Cozza Caposavi a tutto questo.”

VesConte Palazzo Cozza Caposavi hotel
VesConte Palazzo Cozza Caposavi, Stanza Blu, Courtesy of VesConte Palazzo Cozza Caposavi

La trasformazione da residenza nobiliare ad hotel di charme

Quella che era una casa privata, per quanto gloriosa, si scontra inevitabilmente con l’esatta antitesi dei comfort che oggi chiede il mercato. Ma anche delle normative rigide legislative e della burocrazia.“- dichiara in esclusiva a VelvetMAG Francesco Cozza Caposavi: “Abbiamo deciso di iniziare con sole due camere. Il primo passo è stato la messa a norma gli impianti e l’arredo. Ciò che mancava per consentire un soggiorno in una dimora aristocratica, ma con tutte le comodità.”

“Non solo il riscaldamento, il wi-fii, la smart tv, o le lenzuola ed i materassi confortevoli. L’adeguare anche delle porte del ‘700 con delle serrature che garantiscano la privacy degli ospiti. Non è stato facile, ma anche un grande viaggio inizia con un piccolo passo. Ad oggi abbiamo venticinque posti letto, un ristorante, un’enoteca, un percorso museale. Non c’è molta sensibilità per indurre le dimore storiche all’apertura al pubblico. Il genio italiano, però, ha permesso a tanti proprietari come noi di riuscire nell’ intento.”

Una dimora dal fascino antico, ma dal carattere familiare

Soggiornare al VesConte di Palazzo Cozza Caposavi vuol dire immergersi nell’arte, illustrata con orgoglio dai Proprietari della dimora, ma anche essere allietati dalle variegate colazioni della signora Alessandra che si svolgono nella sala della Battaglia di Austerlitz, o sorseggiare un ottimo calice di vino selezionato da Gianni, responsabile dell’enoteca dell’hotel. Una gestione familiare ed accurata che renderà la vostra permanenza indimenticabile.

La costituenda pinacoteca del palazzo, offre ai visitatori capolavori dei maggiori autori del panorama artistico Italiano.”- afferma in esclusiva a VelvetMAG Cozza Caposavi-“Dalle opere di Baldassarre Peruzzi, Francesco Vanni, Rosa da Tivoli, Antonio Tempesta, Giovanni Castelli detto lo Spadino, Solimena, Annibale Carracci, e tanti altri. Il percorso museale è gratuito per gli ospiti, ed è possibile, anche per gli esterni, noleggiare un’audioguida. La visita dura un’ora, ed è realizzata con la voce e i testi dei membri della famiglia, che accompagnano i visitatori tra la storia con curiosi aneddoti.”

VesConte di Palazzo Cozza Caposavi: la storia dei nobili di Bolsena

La famiglia dei Conti Cozza è una storica famiglia dell’aristocrazia italiana”– spiega in esclusiva a VelvetMAG Francesco Cozza Caposavi:- “Le sue lontane origini traggono le loro radici nel Nord Italia, specificatamente nell’area delle Alpi Cozie. Nel tempo il cognome “de Cootiis” è stato italianizzato in Cozza.”

Ed ancora: “Intorno alla metà del ‘500 la famiglia Cozza si alleò con la casa Farnese. Si trasferì così nei territori dell’alto Lazio, abbandonando l’uso delle armi e distinguendosi con illustri uomini di arte, scienza e religione. Ultimo il Cardinal Lorenzo Cozza, che fu il primo ad allacciare rapporti tra la chiesa Cattolica e il mondo islamico, ma che essendo l’ultimo discendente primogenito portò Antonio Farnese, Duca di Parma Piacenza e Guastalla, a concedere alla sua morte la rinnovazione del titolo di Conte al nipote Giuseppe Maria Cozza, e da lui a tutti i discendenti maschi, affinché il titolo di una così importante famiglia non si estinguesse mai.”

Gli antenati e l’importazione dei kiwi

Ed ancora: “Il Casato annovera importanti antenati e negli anni più recenti la famiglia non ha cessato di distinguersi in diversi ambiti, come in agricoltura”- ci spiega Cozza Caposavi: -“Alessandro Cozza ricevette la medaglia d’oro alla tecnica agricola per aver per primo in Italia, importato la coltivazione del kiwi. Il primo impianto agricolo industriale di questo frutto venne eseguito in una delle nostre tenute intorno alla seconda metà del ‘900, divenendo da un frutto sconosciuto ad uno dei più apprezzati in Europa.”

Il VesConte a Palazzo Cozza Caposavi tra gli hotel più belli al mondo

“Dal 2019, quando Forbes ci ha citati nella classifica dei nuovi alberghi più belli del 2019, è stato un trionfo di premi”- spiega a VelvetMAG Cozza Caposavi: “Ciò è avvenuto sia nel mercato occidentale, che in quello asiatico. Hanno voluto premiare il nostro concetto di lusso esperienziale, lontano da quel clamore materiale che non ci rappresenta. Un palazzo del ‘500 in un borgo medievale, non potrà mai competere con le grandi mete turistiche che del lusso materiale hanno fatto la propria bandiera.”

“Noi siamo la bellezza, la bellezza del rigore (come Architectural Digest scrive quando parla di noi), la bellezza del gusto, delle mura che trasudano storia. Ci vogliono cinque mesi a costruire un grande albergo sei stelle lusso, ma non bastano cinque secoli (ed oltre 16 generazioni), per respirare l’atmosfera e apprezzare la patina di un edificio come questo. Abbiamo imparato nel tempo a valorizzare, e a far apprezzare, anche un pavimento sconnesso, una crepa nel muro, un po’ di polvere su un trave. E’ la polvere dei secoli, come diceva qualcuno.”

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VesConte Palazzo Cozza Caposavi, la Bibioteca Courtesy of VesConte Palazzo Cozza Caposavi

L’esteta, il target del VesConte di Palazzo Cozza Caposavi

Il nostro ospite medio al VesConte di Palazzo Cozza Caposavi, o meglio ideale, è l’amante del bello. Una persona sensibile, ma di una sensibilità rara. Può essere un impiegato, come un premio Oscar. Non è raro trovare al mattino una famiglia che fa colazione nei nostri salotti accanto a personaggi famosi. Ciò è possibile anche grazie ai nostri prezzi tutto sommato volutamente calmierati. Quotazioni che consentono una vera e propria esperienza inimitabile alla medesima quotazione di un albergo standard.”

La camera dove soggiornò Stendhal

La natura dell’edificio fa si che ogni camera sia totalmente diversa dall’altra. Del resto non è mai stata pensata come un albergo.”- afferma Francesco Cozza Caposavi –” Ciò la rende speciale anche in questo, si può infatti dormire in camere come quella di Stendhal, dove il grande scrittore francese soggiornò durante il grand tour, immortalato poi in un magnifico affresco che lo vede scorgersi da una colonna tra le rovine di Pompei ed Ercolano. Poi ci sono le camere un tempo definite “padronali”, dove in tempi recenti hanno soggiornato personaggi quali Fellini, Rossellini, Moravia. Ad inizi ‘900 abbiamo tracce di passaggio dei più grandi letterati e scienziati italiani, come Giovanni Verga, Guglielmo Marconi, Gabriele d’Annunzio, il Prati.”

“Del resto Bolsena è una terra di confine. L’antica strada consolare Cassia, e la via Francigena, passano proprio qui. La costruzione dell’autostrada ha cambiato la fortuna di certi posti, che però hanno ripreso vigore negli ultimi anni grazie all’esplosione del turismo lento. Una fruizione a cui sentiamo di aver dato ampiamente il contributo.

VesConte Palazzo Cozza Caposavi hotel
VesConte Palazzo Cozza Caposavi, la camera di Stendhal, Courtesy of VesConte Palazzo Cozza Caposavi

Gli eventi esclusivi

Il palazzo ha due librerie. Ci sono migliaia di volumi antichi e moderni, principalmente prime edizioni, alcune delle quali autografe, a disposizione degli ospiti”. –dichiara in esclusiva a VelvetMAG Francesco Cozza Caposavi- “Le sale da pranzo sono disponibili per eventi “speciali”. La Galleria Blu è una sala da pranzo affrescata, con un’illuminazione a candele. Un ambiente rimasto intatto negli ultimi trecento anni. Nella sala delle colazioni c’è un grande camino di epoca farnesiana che illumina le carte dipinte della manifattura Zuber. Queste rappresentano la più gloriosa vittoria di Napoleone. Un cimelio di casa Bonaparte di cui ne esistono tre esemplari al mondo.”

Casa Leopardi e il VesConte di Palazzo Cozza Caposavi uniti dal Rosa da Tivoli

C’è un’artista che accomuna Casa Leopardi con il VesConte a Palazzo Cozza Caposavi ed è il noto pittore tedesco Rosa Da Tivoli. “Abbiamo recentemente collocato una collezione di magnifiche opere di Philipp Peter Roos, detto anche Rosa da Tivoli”ci illustra Cozza Caposavi – “I nostri ospiti possono ammirare colui che viene definito “il più grande ritrattista di animali della storia”. Infine tra le altre, troviamo il Salotto degli Antenati, la Sala delle Marine, il Salotto Cinese, la Sala dei Cabrei ed il Salone del Tempesta, dove Antonio Tempesta ha realizzato le tele dei dodici Cesari, ovvero gli imperatori Romani.

Il VesConte Palazzo Cozza Caposavi, polo culturale

La lungimiranza, l’intraprendenza e la sensibilità artistica di Francesco Cozza Caposavi hanno portato ad esprimere il VesConte di Palazzo Cozza Caposavi come baluardo culturale ed esempio virtuoso di dimora storica. Ciò non solo nel territorio della Tuscia, ma anche sul palcoscenico italiano. Questo grazie all’ideazione di importanti manifestazioni artistiche, non ultima Bolsena Letteraria. Il Festival ha visto l’alternarsi sul palco di personalità del giornalismo italiano e della satira, come Federico Palmaroli. Deus ex machina dell’iniziativa e di sinergie con importanti realtà territoriali locali è proprio Francesco Cozza Caposavi, che in esclusiva a VelvetMAG racconta:

Il sodalizio tra Palazzo Cozza Caposavi e Palazzo Doebbing di Sutri, siglato tra Vittorio Sgarbi, (sindaco della città di Sutri), e noi ha consentito l’avvio di una rete di dimore storiche della Tuscia, che è stata lodata da tanti media dell’ ambito culturale. Il Palazzo è tornato ad assumere la vocazione che forse più gli si addice, ovvero l’essere un volano di cultura per il territorio. Oltre alle mostre di arte antica e contemporanea, presentazioni di libri e concerti, siamo stati fautori di veri e propri festival. Realtà condivise con le dimore storiche della provincia. Tra i più rilevanti, nell’ultimo anno sono nati qui le edizioni del Festival Letterario della Tuscia e del Festival Musicale della Tuscia, che hanno visto la partecipazione di un territorio unito da un unico corpo organizzativo.”

Elena Parmegiani

Moda & Style

Giornalista di moda e costume, organizzatrice di eventi e presentatrice. Consegue la Laurea Magistrale in Comunicazione Istituzionale e d’Impresa all’Università “La Sapienza” di Roma. Muove i primi passi lavorativi con gli eventi per il Ferrari Club Italia, associazione di possessori di vetture Ferrari. Da oltre quindici anni è il Direttore Eventi della Coffee House del prestigioso museo Palazzo Colonna a Roma; a cui di recente si è aggiunto quello di Direttore Eventi della Galleria del Cardinale Colonna. Ha organizzato e condotto molte sfilate di moda per i più importanti stilisti italiani. Come consulente è specializzata nella realizzazione sia di eventi aziendali, sia privati. Scrive di moda, bon ton (con una sua rubrica), arte e spettacolo. Esperta conoscitrice dei grandi nomi della moda italiana, delle nuove tendenze del Fashion e del Made in Italy. Cura anche la rubrica di Velvet dedicata al Wedding.

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