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Natale di guerra in Ucraina: il conflitto non si ferma, si teme un’escalation

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Natale senza pace in Ucraina. Il 25 dicembre la Russia avrebbe lanciato oltre 40 attacchi missilistici. Kiev avrebbe invece inviato droni a bombardare una base militare nemica 500 chilometri oltre il confine: 3 i morti.

Nel mirino delle truppe di Mosca decine di città dell’Ucraina, nelle regioni di Lugansk, Donetsk, Kharkiv, Kherson e Zaporizhzhia.

Albero di Natale in Ucraina, con i colori della bandiera nazionale. Foto Ansa/Sergey Dolzhenko

Ucraina, attacco in Russia

Le forze armate di Kiev hanno sottolineato come alla vigilia di Natale, appena prima dei bombardamenti massicci poi scatenati dai russi, Putin avesse sostenuto di essere “pronto a negoziare“. Da parte di Mosca si afferma che 3 militari russi sono morti in un attacco con un drone alla base aerea di Engels, a circa 500 chilometri a nord-est del confine con l’Ucraina. Lo riferisce il ministero della Difesa russo spiegando che le difese aeree hanno abbattuto il drone ucraino che volava a bassa quota nelle prime ore del mattino del 26 dicembre. Tre militari russi sono morti per le ferite causate dai detriti.

Il primo a riferire dell’attacco era stato il governatore di Saratov Roman Busargin sul suo canale Telegram. La base, che ospita uno stormo di bombardieri strategici (che non sarebbero stati danneggiati dall’ultimo attacco), era già stata oggetto – assieme a quella di Diaghilevo nella regione di Ryazan – di un attacco simile lo scorso 5 dicembre. L’esercito ucraino non ha commentato ufficialmente queste attività.

Morti oltre 100mila soldati russi

Il bilancio di soldati russi morti dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina è intanto aumentato di altre 550 unità nelle ultime 24 ore, salendo a 102.600 vittime. Questo secondo i dati che ha fornito Kiev. Sempre stando all’Ucraina, la Russia ha perduto altri 5 carri armati (con un totale che sale a 3016 unità), 5 sistemi di artiglieria (1996 in totale) e un drone.

Una volontaria distribuisce regali ai bambini durante le celebrazioni del giorno di San Nicola presso la stazione ferroviaria di Izium, regione di Kharkiv, Ucraina. Foto Ansa/Epa Sergiy Kozlov

Missili schierati in Bielorussia

A fronte di tutto questo la guerra non accenna a fermarsi un attimo. E la Bielorussia, il paese confinante a nord con l’Ucraina, e satellite di Mosca, ha schierato sistemi missilistici tattici Iskander. Sono armamenti in grado di trasportare testate nucleari. Minsk avrebbe schierato inoltre sistemi di difesa aerea S-400 forniti dalla Russia. Lo ha riferito un alto funzionario del ministero della Difesa di Minsk, Leonid Kasinsky, sottolineando che i militari bielorussihanno completato la loro formazione nei centri di addestramento congiunti delle forze armate russe e bielorusse“. “Questi tipi di armi sono oggi attivi e completamente pronti a svolgere compiti per lo scopo previsto“. La notizia segue la recente visita del presidente russo Vladimir Putin a Minsk lo scorso 19 dicembre, tra i timori di un allargamento del conflitto in Ucraina con l’apertura di un nuovo fronte di guerra.

Ucraina piena di campi minati

In Ucraina, intanto, sempre sul piano militare, le truppe russe sono dedite alla posa di mine anticarro e antiuomo. Lo scrive il ministero della Difesa di Londra nell’ultimo bollettino dei servizi di intelligence. I russi intendono così difendere le posizioni che hanno conquistato nell’est e nel sud dell’Ucraina. I campi minati, si legge nel rapporto inglese, “costituiscono un ostacolo per truppe addestrate solo quando sono difesi dal fuoco e dalla vigilanza, che al momento sembrano far difetto alle forze russe stanziate nel teatro ucraino. La posa di mine in questo caso, dunque, non sarebbe conforme alle regole di guerra dettate dai manuali russi“.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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