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Sinisa Mihajlovic, la fragilità dolce di un guerriero

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Una folla di migliaia di persone ha salutato per l’ultima volta Sinisa Mihajlovic. I funerali dell’allenatore ed ex calciatore si sono svolti nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma, lunedì 19 dicembre.

A celebrare le esequie è stato il cardinale arcivescovo di Bologna, e presidente della Conferenza episcopale italiana, Matteo Zuppi. Traffico deviato per la gran folla accorsa a salutarlo anche all’esterno della basilica.

Si sono celebrati a Roma, il 19 dicembre, i funerali di Sinisa Mihajlovic, 53 anni, morto il 16 dicembre

Mihajlovic, l’ultimo omaggio

Presenti in chiesa le squadre al completo della Lazio, della Sampdoria e del Bologna, l’ultima allenata da Sinisa Mihajlovic. Ma anche un fiume di amici, semplici conoscenti, e tifosi delle molte squadre che Mihajlovic ha allenato e in cui ha giocato. C’erano anche supporter della Stella Rossa, arrivati da Belgrado, mescolati a laziali, romanisti, interisti, milanisti, doriani, e del toro. Fra i primi ad arrivare in chiesa per rendere omaggio a Mihajlovic, Angelo Peruzzi, Fabio Liverani, Gabriele Gravina (presidente della Figc), Roberto Mancini (ct della Nazionale), Vincenzo Montella. Ma anche tante persone comuni. Già ieri, 18 dicembre, centinaia di tifosi e cittadini si erano recati alla camera ardente in Campidoglio, compresa la premier, Giorgia Meloni. Tanti altri hanno preso parte alle esequie di Mihajlovic a Santa Maria degli Angeli.

Il feretro, seguito dalla moglie Arianna Rapaccioni e dai 6 figli della coppia, è stato trasportato dal Campidoglio, sede della camera ardente, nella basilica di Santa Maria degli Angeli. Ossia nella chiesa in cui storicamente si svolgono le cerimonie ufficiali della Repubblica italiana. Questa volta scenario dell’addio a Sinisa Mihajlovic, nato da madre croata e padre serbo, ma dal 1992 giocatore del campionato italiano. Il nostro Paese è stata la sua seconda patria. Ad accogliere il suo feretro un lungo e commosso applauso.

Il feretro di Sinisa Mihajlovic alla camera ardente in Campidoglio a Roma il 18 dicembre. Foto Ansa/Massimo Percossi

Zuppi: “Sinisa, uomo ruvido ma dolce

Tra i presenti al funerale anche Francesco Totti, con Angelo Di Livio, Stefano Fiore, Daniele De Rossi, Dejan Stankovic, Vladimir Jugovic, Luca Marchegiani. Presente Gianni Morandi, amico di Mihajlovic, e molti altri estimatori di un uomo di carisma, ben oltre i confini di un campo da calcio. Fra cui l’editore e presidente del Torino Football club, Urbano Cairo, e il presidente del Coni, Giovanni Malagò. “Era uomo ruvido, diretto, schietto, ma anche dolce e tenero. La vera forza non è quella di sentirsi invincibili ma la capacità di rialzarsi” ha detto il cardinale Zuppi nell’omelia. E ha ricordato la volta in cui Sinisa volò a Medjugorie. “Mi disse ‘ho cominciato a piangere come un bambino. Ma mi sono sentito più forte che in tutto il resto della mia vita’“.

Togliamo le pietre dal nostro cuore per vivere in pace con noi e gli altri” ha detto ancora l’arcivescovo di Bologna. Nell’omelia ha poi proseguito parlando della malattia che ha colpito Sinisa e di fronte alla quale “non è mai a scappato. L’ha affrontata con coraggio, dandone anche ad altri. Lo ha fatto mostrando la fragilità dolce di un guerriero, che è tale perché sa rialzarsi o ci prova. La fragilità è una porta, non un muro“. Un pensiero anche alla famiglia di Mihajlovic: “Ci stringiamo intorno a loro e a chi è legato a lui. Sinisa voleva diventare vecchio con tanti nipoti, è stato uno capace di dare un’occasione a chi non l’aveva mai avuta e vorrei che oggi sentiate l’affetto della madre Chiesa. Proprio perché è una madre non si arrenderà mai al dolore dei suoi figli. È un saluto doloroso che ci lascia increduli“.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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