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Qatargate al Parlamento Ue, l’istituzione eletta dagli europei adesso trema

E la presidente della Commissione, von der Leyen, mette le mani avanti: "Anche noi stiamo facendo controlli"

Il Parlamento europeo, unica istituzione eletta dai cittadini dell’Unione, rischia la delegittimazione internazionale. Il terremoto giudiziario sulle presunte tangenti del Qatar che ha portato agli arresti della vicepresidente Eva Kaili coinvolgerebbe anche altri parlamentari.

A casa della socialista greca Eva Kaili, 44 anni, una dei 14 vicepresidenti dell’Eurocamera, la polizia avrebbe trovato centinaia di migliaia di euro in contanti. Oltre ai circa 600mila euro che il padre di Kaili stava trasportando quando le autorità lo hanno bloccato. Secondo la magistratura d Bruxelles sarebbero il frutto della corruzione da parte del Qatar e forse di altri paesi.

La sede di Strasburgo del Parlamento europeo. Lo scandalo delle mazzette dal Qatar. c.d. Qatargate e rischia di travolgere la credibilità delle istituzioni della Ue
La sede di Strasburgo del Parlamento europeo. Foto Ansa/Epa Julien Warnand

Congelati in beni mobili e immobili

In realtà mancano stime ufficiali ma secondo il quotidiano L’Echo si parla di oltre 750mila euro in tagli da 20 e 50 euro. Seicentomila euro erano appunto nella valigia portata dal padre di Kaili e il resto nell’abitazione dell’eurodeputata greca. Nel frattempo l’autorità ellenica per l’antiriciclaggio ha congelato gli averi della vicepresidente del Parlamento. Il provvedimento riguarda “conti bancari, casseforti, aziende e qualsiasi altro bene finanziario“, riporta il quotidiano bega Le Soir. Il congelamento dei beni colpirebbe anche i familiari stretti di Eva Kaili, come i suoi genitori. Nel mirino dell’Autorità c’è anche una società immobiliare di recente costituzione nel quartiere chic ateniese di Kolonaki, che l’eurodeputata avrebbe creato assieme al suo compagno italiano, Francesco Giorgi, anch’egli arrestato.

Parlamento, lo scandalo mazzette

Lo scandalo che sta travolgendo il Parlamento europeo sulle mazzette dal Qatar riguarda il fatto che la vice presidente Eva Kaili, così come gli altri arrestati – fra cui l’ex eurodeputato italiano Pier Antonio Panzeri – avrebbero ‘lavorato’, prezzolati, per ripulire l’immagine internazionale del Qatar che ospita i Mondiali di calcio. Così come di altri paesi quali il Marocco. Nel senso che, stando alle accuse della magistratura belga, avrebbero presentato il paese del Golfo Persico come sulla buona strada per il completo rispetto dei diritti umani. Tutti elementi che potrebbero emergere già il 12 dicembre, alla Plenaria che si riunisce a Strasburgo. E che probabilmente vedrà intervenire sul dossier, nel suo discorso di apertura, la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.

La vicepresidente del Parlamento europeo, Eva Kaili. È stata arrestata con l'accusa di aver incassato mazzette per centinaia di migliaia di euro dal Qatar
La vicepresidente del Parlamento europeo, Eva Kaili, 44 anni. Foto Ansa/Epa Jalal Morchidi

La credibilità della Ue e del Parlamento

Sul caso della presunta, vasta corruzione al Parlamento Ue, è intervenuta anche la ministra degli Esteri della Germania, Annalena Baerbock. “È un caso veramente incredibile, che ora va chiarito senza se e senza ma. Non abbiamo visto nulla del genere da molto tempo“, ha detto Baerbock arrivando al Consiglio dei ministri Ue degli Esteri a Bruxelles. “Stiamo controllando ogni dettaglio sul registro della trasparenza” ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Abbiamo regole molto chiare per tutti i commissari, se dovesse emergere qualcosa di nuovo dovremo reagire“. Il fatto che l’inchiesta dei magistrati di Bruxelles abbia portato agli arresti di varie persone fra cui la vicepresidente Eva Kaili rischia di trasformarsi in una valanga politica e istituzionale

Qatargate, il caso Tarabella

Dal canto suo, riguardo all’ormai ribattezzato Qatargate, l’eurodeputato socialista belga, Marc Tarabella, si difende. “Non ho mai ricevuto regali dal Qatar. Lo avrei denunciato” ha detto a Le Soir. Tarabella ha subìto una perquisizione della polizia belga, alla presenza della presidente del Parlamento Ue, Roberta Metsola, come prevede la legge. E l’ufficio di un suo assistente, l’italiano G. M., è tra quelli che risultano sigillati alla sede di Bruxelles del Parlamento Ue. G. M. – ha confermato Tarabella – ha lavorato anche con eurodeputati italiani e “ha lavorato per molti anni per il signor Panzeri. Posso facilmente immaginare che questo sia il motivo per cui i tribunali sono interessati a lui. Tuttavia, non so dire se in qualità di testimone o in altra veste“.

Marc Tarabella, 59 anni, è un politico belga. Dal 2004 è europarlamentare del Partito Socialista ed è celebre per i suoi interventi anti Salvini
Marc Tarabella, 59 anni, è un politico belga di origine italiana, dal 2004 europarlamentare del Partito Socialista e dal 2021 iscritto anche al partito italiano Articolo Uno. Foto Ansa/Epa Julien Warnand

Riguardo al suo atteggiamento verso il Qatar, Tarabella ha affermato a Le Soir che “la Coppa del Mondo è stata assegnata al Qatar nel dicembre 2010. Sono stato uno dei primi a sollevare l’obiezione, soprattutto in considerazione del destino poco invidiabile dei lavoratori migranti. Poi le cose hanno iniziato a evolversi positivamente in Qatar, che è, ad esempio, l’unico paese della zona ad aver abolito il sistema Kafala. Tutto è lungi dall’essere perfetto, ma ho voluto salutare i progressi compiuti invitando il Qatar a proseguire gli sforzi in questa direzione“.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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