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Maltempo: allerta meteo al Sud, e dai Balcani arriva il vento gelido

Per il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, "frane come a Ischia sono sempre più frequenti. A rischio il 94% dei Comuni italiani"

Allerta meteo per le regioni meridionali: il maltempo sta tornando dopo un lunedì di tregua dalle piogge.

Da martedì 29 novembre l’ennesimo ciclone piomberà sull’Italia. Possibili nubifragi e venti molto forti in primo luogo al Sud.

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Un’ondata di piogge e freddo è in arrivo sull’Italia dal 29 novembre, soprattutto al Meridione

Il vortice giungerà sul nostro Paese dal Golfo del Leone, in Francia. Quindi, spiegano gli esperti meteo, raggiungerà velocemente la Sardegna, la Sicilia e attraverserà tutto il Sud. Maltempo, con nubifragi e alluvioni lampo potrà colpire le regioni meridionali inclusa la Campania, già devastata da una settimana. La previsione è di Antonio Sanò, direttore e fondatore del sito www.iLMeteo.it. “Il tempo è previsto in peggioramento sulle Isole Maggiori (Sicilia e Sardegna, ndr.) e in spostamento verso la Calabria, la Basilicata, la Campania e la Pugliaafferma.

Maltempo e rischio frane

Piogge abbondanti e anche sotto forma di nubifragio o alluvione lampo potranno colpire tutte queste regioni, ma in particolar modo i settori ionici. Il rischio idrogeologico sarà da considerare alto.” Piogge sono attese anche al Nord, ma in genere di debole intensità. Il transito del ciclone nella giornata di mercoledì 30 novembre causerà ancora piogge al Sud. Non mancherà il maltempo sulle regioni adriatiche centrali. Sugli Appennini tornerà a cadere la neve attorno ai 1100 metri di altitudine.

Ondata di freddo

Tuttavia la settimana appena cominciata non si contraddistinguerà soltanto dal passaggio del ciclone ma anche da un clima decisamente più freddo. Infatti nel weekend appena passato hanno iniziato ad affluire venti via via più gelidi, dai Balcani. Le temperature di conseguenza tenderanno a diminuire su tutte le regioni, soprattutto di giorno quando al Nord difficilmente si raggiungeranno valori a due cifre. Se non in Liguria, al Centro di poco sopra i 12 gradi a al Sud sempre sotto i 17 gradi. I valori termici, dopo quasi un anno, andranno sotto la media del periodo un po’ ovunque.

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Ischia, una casa rimasta miracolosamente intatta mentre sotto la montagna è franata, il 26 novembre 2022. Foto Twitter @RossellaMuroni

Ischia e il dissesto idrogeologico

Di questi giorni la tragedia di Ischia, dove a causa del maltempo – 12 centimetri di pioggia in 6 ore – è crollato un pezzo di montagna che ha travolto numerose case uccidendo almeno 8 persone e provocando feriti e dispersi. In un’intervista alla Stampa, il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, ha sottolineato la necessità di fare attenzione alle allerte meteo e alle criticità climatiche e del territorio in tutta Italia. “Eventi come questo di Ischia sono sempre più frequenti” dichiara.

In Italia “il 94% dei Comuni, ovvero 7400 centri, è a rischio di alluvioni, frane ed erosioni costiere: sono state recentemente censite 625mila frane di cui un terzo a cinetismo rapido“. I problemi da affrontare affinché il maltempo non faccia sempre più morti, feriti e danni sono vari ma interconnessi. Ci sono i cambiamenti climatici, la fragilità del territorio, la cementificazione selvaggia, l’abusivismo edilizio. Ma anche la mancata conservazione del territorio, l’assenza, spesso, di manutenzione dei boschi come delle montagne. E, infine, i piani di protezione delle comunità che mancano e le pastoie burocratiche dalle quali non si riesce a uscire.

Ma il capo della Protezione civile mette l’accento anche su un altro aspetto. Ossia sui comportamenti dei cittadini. In particolar modo riguardo alla necessità di reagire in maniera efficace ai cambiamenti climatici in corso. “Se noi tutti ci impegnassimo a usare meno l’automobile sarebbe già un primo passo” afferma alla Stampa.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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