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Usa, due stragi in pochi giorni: decine di morti e feriti

Sparatoria in un centro Walmart e in una discoteca, non si ferma la mattanza delle armi liberamente acquistabili da tutti

Una nuova, ennesima, strage negli Usa, questa volta in Virginia, dopo quella di 3 giorni fa in Colorado. Diverse persone, forse 10, sono morte e altre sono rimaste ferite per una sparatoria in un centro commerciale Walmart a Chesapeake. A sparare potrebbe essere stato il direttore dello stabile, che poi si è tolto la vita.

Gli agenti sono intervenuti in seguito alle segnalazioni arrivate intorno alle 22:15, ora locale, del 22 novembre, ha detto in un briefing il portavoce della polizia di Chesapeake, Leo Kosinski. Si tratta della seconda strage negli Usa nel giro di pochi giorni, dopo quella in una discoteca del Colorado il 20 novembre. Al supermercato Walmart della Virginia avrebbe sparato un unico killer, anche lui deceduto durante la sparatoria. Il portavoce della polizia non ha quantificato il numero di morti, ma ha detto di ritenere che al momento siano “meno di 10“. Dell’uomo che ha sparato non si conosce il nome; la Bbc sostiene che potrebbe essere il direttore del negozio.

@FrancoScarsell2

In una dichiarazione l’azienda Walmart, molto presente negli Usa, ha affermato che “siamo sconvolti da questo tragico evento avvenuto nel nostro negozio di Chesapeake, in Virginia. Stiamo lavorando a stretto contatto con le forze dell’ordine e siamo concentrati sul sostegno ai nostri dipendenti.” Le foto e i video della scena della strage mostrano gli agenti accalcati intorno all’ingresso dell’edificio, con numerosi veicoli della polizia parcheggiati nell’ampio lotto del negozio, che si trova sulla Battlefield Boulevard.

“Molti potrebbero essersi nascosti”

Il portavoce Leo Kosinski ha osservato che il supermercato Walmartha molti nascondigli” per i clienti. I quali forse hanno cercato riparo durante la sparatoria. “Le persone potrebbero essere spaventate, potrebbero nascondersi. Vogliamo assicurarci che tutti siano stati rintracciati.” Le autorità hanno indirizzato i parenti delle persone colpite dalla sparatoria al Chesapeake Conference Center. Il centro commerciale degli Usa dove è avvenuta la strage è uno dei tanti nel sud-est della Virginia. Comprende un negozio di alimentari, una farmacia, una banca, una panetteria e una gastronomia, tra le altre attività.

Omaggio alle vittime della strage al Club Q di Colorado Springs, Foto Ansa/Epa Liz Copan

Usa, la strage in Colorado

È invece di 5 morti e 18 feriti il bilancio di un altro attacco negli Usa, in una discoteca frequentata da omosessuali a Colorado Springs, in Colorado, il 20 novembre. Secondo la polizia la strage è avvenuta poco dopo l’una del mattino, ora locale. A sparare un giovane di 22 anni. Il ragazzo è stato arrestato. Sembra che abbia agito da solo. Il capo della polizia, Adrian Vasquez, ha poi spiegato che a bloccare l’aggressore sono state “due eroiche persone” che si trovavano all’interno del locale.

Sulla base delle prime prove e testimonianze, il sospetto è entrato nel Club Q e ha immediatamente cominciato a sparare mentre continuava ad avanzare all’interno del locale” ha detto il capo della polizia. “A quel punto, almeno due eroiche persone l’hanno affrontato e hanno lottato con il sospetto, riuscendo a impedirgli di continuare ad uccidere. Abbiamo con loro un enorme debito di gratitudine.

Negli Stati Uniti la piaga delle stragi e delle sparatorie di massa sembra inarrestabile. L’America è ancora sotto shock per la strage dei bambini alla scuola elementare di Uvalde in Texas, lo scorso maggio, dove si recò anche il presidente Joe Biden per stigmatizzare l’uso delle armi: troppo libero in tutto il paese.

Il capo della polizia di Colorado Springs, Adrian Vasquez. Foto Twitter @ToGo2

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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