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Texas, 18enne fa strage di bimbi a scuola. Biden: “Adesso basta”

Il killer, 18 anni, ucciso dalla polizia. Il massacro 2 giorni prima della convention della lobby delle armi. Ospite d'onore: Donald Trump

Strage in una scuola elementare del Texas. Il presidente degli Usa, Joe Biden, si è rivolto al Congresso perché il legislatore agisca dopo che a Uvalde un ragazzo di 18 anni ha ucciso 19 bambini e due adulti. Dall’inizio del 2022 sono oltre 200 le sparatorie con uccisioni di innocenti in tutti gli Stati Uniti.

L’America è sotto shock per la strage alla scuola elementare di Uvalde, in Texas. Diciannove bambini e due adulti, di cui un insegnante, hanno perso la vita. Un 18enne, Salvator Ramos, ha fatto irruzione in alcune classi della Robb Elementary Schoool e ha sparato compiendo un massacro. La polizia, intervenuta, lo ha ucciso. Un massacro che allunga il delirio di sangue negli Stati Uniti, dove ci sono state più di 200 sparatorie di massa dall’inizio di quest’anno. Joe Biden si è rivolto agli americani e al Congresso e ha chiesto un’azione sulle armi. “Possiamo e dobbiamo fare di più. È il momento di trasformare il dolore in azione” e di affrontare la lobby delle armi, ha detto. Lobby che però mai alcun presidente è riuscito – o ha voluto – davvero marginalizzare.

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Parlando dell’ennesimo “massacro” il presidente si è definito “stanco e arrabbiato” e si è rivolto direttamente agli americani: “Perché vogliamo vivere con questa carneficina? Perché continuiamo a consentire che questo accada? Per l’amor del cielo dov’è la nostra spina dorsale?“. Da qui l’appello a norme di buon senso sulle armi affinché una strage come quella di Uvalde non si ripeta. “Non venitemi a dire che non possiamo avere un impatto su queste carneficine“, ha aggiunto.

Gli ha fatto eco la vicepresidente Kamala Harris: “Quando è troppo è troppo, ora bisogna agire“. Anche Barack Obama ha detto la sua. “Il nostro paese è paralizzato non dalla paura, ma da una lobby delle armi e da un partito politico che non hanno mostrato alcuna volontà di agire per prevenire queste tragedie. È scaduto il tempo per agire, per qualsiasi tipo di azione“. Nel 2012, sotto la presidenza Obama, si verificò la strage alla Sandy Hook Elementary School di Newton, in Connecticut. Un ventenne uccise 27 persone, 20 delle quali bambini, prima di suicidarsi. Prima di compiere il massacro a scuola aveva ucciso sua madre.

Strage di Uvalde, cosa è successo

Secondo le prime informazioni a Uvalde, in Texas, Salvator Ramos ha sparato prima a sua nonna e poi ha avuto un incidente di auto vicino alla Robb Elementary School. È sceso dall’auto con in braccio un fucile e addosso un giubbotto antiproiettile e ha cercato di entrare nella scuola superando il blocco di alcuni agenti. Una volta nell’edificio ha aperto il fuoco in alcune classi. La polizia lo ha ucciso sul posto.

Foto Ansa

Chi è il giovane killer

Di Ramos si sa ancora poco. Era uno studente di un liceo della zona e poco prima della strage aveva contattato una sconosciuta su Instagram dicendole che aveva un segreto che voleva condividere: “Sto per…“. Alla ragazza non ha confessato quale era il gesto folle che aveva in mente e che ha portato a termine qualche ora dopo. Sul suo account il killer aveva postato un selfie e foto di armi. Inclusa un’immagine di due fucili uno accanto all’altro. Non è chiaro se si tratta delle armi usate per la strage. Quello che si sa è che il ragazzo per il suo 18° compleanno aveva acquistato due fucili.

Trump al festival delle armi

La strage è avvenuta a due giorni dalla fine dell’anno scolastico in un’area a prevalenza di ispanici, e ha preceduto di qualche giorno la convention annuale della National Rifle Association, la lobby delle armi. L’appuntamento è infatti per venerdì 27 maggio a Houston, nel Texas. È previsto l’intervento di Donald Trump, oltre che del governatore del Texas, Greg Abbott. Proprio su Abbott in queste ore si stanno concentrando le critiche per aver ammorbidito di recente le leggi sulle armi. È anche rispuntato un suo tweet del 2015 in cui invitava i texani a correre ad acquistare di armi. “È imbarazzante. Il Texas è solo secondo dietro alla California per gli acquisti di armi nuove. Muovetevi“, aveva twittato.

Melania Trump
Donald e Melania Trump

 

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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