MondoNewsPrimo piano

Il Papa: “Pace possibile in Ucraina, pronti a mediare fra Kiev e Mosca”

Francesco chiede la "smilitarizzazione dei cuori", un lavoro corale per il cessate il fuoco e veri negoziati

Alla vigilia della visita ad Asti, terra di origine della sua famiglia paterna, papa Francesco parla della pace in Ucraina. “È possibile – afferma – però bisogna che tutti si impegnino per smilitarizzare i cuori.

Dobbiamo essere tutti pacifisti. Volere la pace, non solo una tregua che magari serva solo per riarmarsi” dice il pontefice in un’intervista alla Stampa. Francesco conferma la disponibilità del Vaticano a “fare tutto il possibile per mediare e porre fine al conflitto in Ucraina“. A questo proposito, sottolinea, la Segreteria di Stato del Vaticano “lavora e lavora bene. E sta valutando qualsiasi ipotesi e dando valore a ogni spiraglio che possa portare verso un cessate il fuoco vero, e dei negoziati veri.”

Foto Ansa/Vatican Media Press Office

Nel frattempo, “siamo impegnati nel sostegno umanitario al popolo della martoriata Ucraina, che porto nel cuore insieme alle sue sofferenze” spiega il Papa. “Cerchiamo di sviluppare una rete di rapporti che favorisca un avvicinamento tra le parti, per trovare delle soluzioni. Inoltre, la Santa Sede fa quello che deve per aiutare i prigionieri“.

Ucraina, “tutti lavorino per la pace

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha intanto lanciato intanto un appello ai paesi dell’Asia affinché si uniscano al “consenso crescente” contro la guerra in Ucraina, sottolineando che questo conflitto è anche un “loro problema.” “La priorità numero uno della Francia è quella di contribuire alla pace in Ucraina e cercare di avere una dinamica mondiale per mettere pressione sulla Russia.” Bisogna “lavorare a stretto contatto con la Cina, l’India, tutte le regioni, il Medio Oriente, l’Africa, l’America Latina – ha dichiarato il presidente francese – per creare un consenso crescente dicendo ‘questa guerra è anche un vostro problema’“.

Tamara, 50 anni, piange sulla tomba del suo unico figlio, ucciso durante un bombardamento russo, in un cimitero di Mykolaiv, il 26 ottobre 2022. Tamara non ha saputo della morte di suo figlio fino a 4 mesi dopo, quando è riuscita a fuggire dal suo villaggio a Kherson occupato dalle truppe russe. Foto Twitter @EmilioMorenatti

Bombe sulle infrastrutture

Mentre il Papa opera in vista di una mediazione risolutiva del conflitto, in Ucraina la guerra non si ferma un attimo. A essere prese di mira sono soprattutto, ormai da settimane, le infrastrutture elettriche. Nella notte fra ieri e oggi 18 novembre l’esercito russo ha bombardato il distretto meridionale di Nikopol: danneggiate una centralina elettrica, una centrale a energia solare e vari palazzi abitati dai cittadini. Lo ha riferito il capo dell’amministrazione militare regionale, Valentyn Reznichenko. Attacchi russi hanno colpito anche la regione orientale di Dnipropetrovsk.

Ucraina, obiettivo Crimea

Secondo i servizi di sicurezza inglesi, dopo il ritiro oltre il fiume Dnipro, le forze russe continuano a dare priorità al riallestimento, alla riorganizzazione e alla preparazione delle difese. Stanno cercando di riorganizzarsi anche perché provate da quasi tre mesi di controffensive delle forze armate dell’Ucraina. Gli spostamenti suggeriscono che gli strateghi russi si stiano preparando in caso di ulteriori importanti sfondamenti ucraini. In particolare, i russi hanno costruito nuovi sistemi di trincee vicino al confine con la Crimea e vicino al fiume Siversky-Donets tra le regioni di Donetsk e Lugansk. Alcune di queste posizioni si trovano nelle retrovie: fino a 60 chilometri dietro l’attuale linea del fronte. In questi giorni, però, l’attenzione internazionale è puntata anche su Washington: l’America sembra orientata a favorire la conclusione del conflitto tramite una mediazione fra Kiev e Mosca.

Persone in fila per prendere acqua potabile da un serbatoio nel centro di Mykolaiv, 24 ottobre 2022. Da metà aprile, i cittadini di Mykolaiv vivono senza un approvvigionamento centralizzato di acqua potabile. Le forze russe hanno danneggiato l’acquedotto attraverso il quale la città ha ricevuto l’acqua negli ultimi 40 anni. Foto Twitter @EmilioMorenatti

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

Back to top button