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Migranti, tensione Ue-Italia sugli sbarchi. Al largo di Catania altri 500 naufraghi

Da Bruxelles l'invito a far sbarcare tutti perché "è un dovere morale". Salvini: "Sono viaggi organizzati da stroncare"

La Commissione Europea saluta con favore lo sbarco dei migranti a Catania – sia pure parziale, selettivo e secondo le Ong non conforme al diritto internazionale – avvenuto il 6 novembre. Ma la tensione con l’Italia resta. “Salvare le persone in mare è un dovere” afferma Bruxelles.

L’organismo di governo dell’Unione europea ribadisce che vi è il “dovere morale e legale di salvare le persone in mare, in base alle leggi internazionali.” Alla domanda se sia in linea con le leggi e le linee guida della Commissione autorizzare uno sbarco di migranti ‘selettivo’, dalla Commissione affermano che “bisogna minimizzare il tempo che le persone passano in mare.” “Ogni caso è diverso – prosegue Bruxelles – ma incoraggiamo tutte le autorità a collaborare in modo da agevolare lo sbarco.”

Migranti sbarcati a Catania il 6 novembre 2022. Foto Max Cavallari/Sos Humanity

È importante che centinaia di persone siano potute sbarcare. Ma è importante che siano salvate tutte le persone e che possano arrivare a terra” ha aggiunto la portavoce del ministero degli Esteri tedesco, Sabine Sasse. “Siamo in stretto contatto con gli enti italiani” dice, inoltre, il portavoce del ministero dell’Interno tedesco. Il riferimento è alla disponibilità di Berlino ad accogliere i migranti approdati in Sicilia sulle due navi Ong, cioè la Humanity 1 battente bandiera tedesca, e la Geo Barents (bandiera norvegese). Quanto alla gestione, il portavoce del ministero dell’Interno ha chiarito che “il coordinamento compete alla Commissione Ue“.

Salvini e Nordio sui migranti

Questi sono viaggi organizzati – ha detto il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini a ‘Non stop news’ su Rtl 102.5 -. Chi è a bordo di quelle navi paga circa 3mila dollari, che diventano armi e droga per i trafficanti.” “La selezione dei migranti non è fatta in base ai loro interessi ma a quelli degli scafisti che li portano – ha detto a Treviso il ministro della Giustizia, Carlo Nordio I poveri tra i poveri, vecchi, malati, moribondi, rimangono lì.” “Quelli che vengono in Italia possono permettersi di pagare dai 2 ai 5 mila euro a queste organizzazioni che li trasportano. Noi li prendiamo non perché siamo buoni ma perché siamo rassegnati.”

Matteo Salvini. Foto Ansa/Massimo Percossi

Se fossimo buoni – ha aggiunto – prenderemmo i più poveri tra i poveri e i malati tra i malati.” Dal canto suo il legale della Humanity 1, l’avvocato Riccardo Campochiaro, ha annunciato che alcune associazioni presenteranno un esposto alla Procura di Catania sul trattamento dei migranti e sul fatto che l’Italia non li sta facendo sbarcare tutti. Come è noto, infatti, al momento decine e decine di uomini restano a bordo. Lo sbarco è consentito a bimbi, ragazzi e donne, oltre che ai malati.

Migranti, 500 ancora da sbarcare

Due le navi giunte in porto a Catania nel fine settimana scorso. Si tratta della Humanity 1 e della Geo Barents. Altre due, la Ocean Viking e la Rise Above, non hanno ancora forzato il blocco imposto dalle autorità italiane. Incrociano al largo delle coste catanesi. Dei circa mille migranti soccorsi complessivamente dalle Ong nel Mediterraneo, metà deve ancora sbarcare. A bordo della Humanity 1, della ong Sos Humanity, sono rimaste 35 persone, dopo che 144 sono state fatte scendere perché ritenute “fragili” della commissione medica dell’Usmaf (l’Ufficio di sanità marittima).

Foto Max Cavallari/Sos Humanity

Sulla Geo Barents, battente bandiera norvegese, della ong Medici senza frontiere, ci sono 214 migranti, dopo che 357 sono stati fatti sbarcare il 6 novembre e un altro è stato evacuato nella notte. Per quanto riguarda le navi non ancora in porto, sulla Ocean Viking (bandiera norvegese), della ong francese Sos Mediterranée, ci sono 234 persone. Sulla Rise Above (bandiera tedesca) infine, dopo 4 evacuazioni mediche nella notte, sono presenti 89 migranti.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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