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Festa delle Forze Armate, Mattarella: “Hanno reso l’Italia libera e democratica”

Il capo dello Stato, la premier Meloni e il ministro Crosetto alla cerimonia del 4 novembre

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’Altare della Patria, venerdì 4 novembre, per la giornata dell’Unità nazionale e la festa delle Forze Armate.

Poi, accompagnato dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, Mattarella ha lasciato piazza Venezia in macchina, per raggiungere Bari dove continueranno le celebrazioni. In precedenza, dopo l’inno di Mameli, il presidente della Repubblica aveva ricevuto dai corazzieri la corona d’alloro e sotto le note della Leggenda del Piave era salito a deporla davanti al sacello del Milite ignoto, all’Altare della patria.

Sergio Mattarella alla cerimonia del 4 novembre. Foto Ansa/Riccardo Antimiani

Presenti alla cerimonia la premier Giorgia Meloni e i presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. Oltre al ministro della Difesa, Guido Crosetto. “Celebriamo oggi il Giorno dell’Unità Nazionale e, in questa giornata, rendiamo onore alle Forze Armate che, con la loro dedizione e il loro contributo, hanno consentito all’Italia di divenire uno Stato unito, libero e democratico“. Lo scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio al ministro della Difesa Crosetto.

Mattarella sull’Ucraina

La pace – scrive ancora Mattarella – è un valore da coltivare e preservare. E, più che mai, l’odierna aggressione scatenata dalla Federazione Russa contro l’Ucraina ci chiama alla responsabilità di testimoniare concretamente le nostre convinzioni.” Sottolineando così “la necessità di presidiare, con i nostri alleati, i principi su cui si fonda la cooperazione internazionale“. Sull’Ucraina il Capo dello Stato era intervenuto anche il 3 novembre, in occasione della cerimonia di consegna delle insegne dell’Ordine Militare d’Italia.

Sergio Mattarella con una rappresentanza di Allievi degli Istituti di Formazione Militare, in occasione del Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate. Foto Ansa/Quirinale Francesco Ammendola

La guerra scatenata dalla Federazione Russa contro l’Ucraina sta riportando indietro di un secolo l’orologio della storia” aveva dichiarato Sergio Mattarella. “Non possiamo arrenderci a questa deriva. Da qui il sostegno senza riserve a Kiev“. Parlando ai cronisti al termine della cerimonia del 4 novembre, Giorgia Meloni ha definito la festa delle Forze armate “un momento che ci unisce a tutte le persone che per difenderci e per la nostra credibilità, si sono sacrificate.”

Crosetto e il Milite Ignoto

Dal canto suo, per il neo ministro della Difesa, Guido Crosetto, “oggi si conclude fisicamente un viaggio. Ma quello che deve proseguire è il viaggio ideale, che ci ricorda il sacrificio che hanno fatto molti uomini e ci deve impegnare nei nostri sforzi quotidiani nel servirlo come hanno fatto queste persone, anche ignoti, persone su cui si fonda la nostra democrazia e libertà. Non c’è onore più grande di servire un Paese.” Dopo l’incontro con Mattarella, Crosetto ha parlato alla cerimonia alla stazione Termini che ricordava l’anniversario dell’arrivo a Roma, nel 1921, del treno partito da Aquileia su cui era posta la salma del Milite Ignoto.

Sergio Mattarella con Guido Crosetto e l’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, Capo di stato maggiore della difesa. Foto Ansa/Quirinale Francesco Ammendola

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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