House of the Dragon
Vermithor drago — soprannominato la Furia di Bronzo — è una delle creature più affascinanti e cariche di storia dell’intero universo di House of the Dragon. Centenario, selvatico, secondo solo a Vhagar per dimensioni tra i draghi vivi durante la Danza dei Draghi: Vermithor è molto più di una semplice arma da guerra. È un simbolo politico, un pezzo di storia vivente, un enigma con le ali. Chi è davvero? A chi è appartenuto? Che ruolo ha nel conflitto tra i Targaryen? Come viene raccontato nella serie rispetto al romanzo Fuoco e Sangue di George R.R. Martin? E cosa ci aspetta nelle prossime stagioni? Tutto quello che c’è da sapere sul drago più misterioso di Westeros — aggiornato agli ultimi sviluppi della serie e arricchito con i dettagli che i fan cercano di più.
House of the Dragon ha introdotto una dozzina di draghi nel corso della prima stagione, ma è nel finale che compare la creatura più carica di storia: Vermithor, la Furia di Bronzo. Il suo ingresso in scena — silenzioso, potente, avvolto nel buio delle caverne di Roccia del Drago — è uno dei momenti più discussi dello show. A seguire troverete spoiler sulla prima e sulla seconda stagione di House of the Dragon: se non avete completato la visione, tornate su questo articolo in un secondo momento.
House of the Dragon
Ora che la guerra civile tra i Targaryen — la cosiddetta Danza dei Draghi — sta prendendo forma, Daemon cerca di convincere sua moglie Rhaenyra che, pur avendo pochi uomini, hanno dalla loro uno squadrone di draghi tutt’altro che trascurabile. E, come se non bastasse, tenta di assicurarsene un altro: quello che compare nelle ultime scene del finale. Il suo nome, seppur non pronunciato ufficialmente nel corso della puntata, è Vermithor. Chi è questo drago, da dove viene e quale ruolo gioca nella Danza dei Draghi? Ecco la guida completa.
Daemon entra nelle caverne del Monte del Drago a Roccia del Drago cantando una ninna nanna in Alto Valyriano. Come ha spiegato il guerriero Targaryen, sull’isola si nascondono molti draghi senza cavaliere: dominarli significherebbe avere un vantaggio decisivo sui Verdi e poter puntare ad Approdo del Re. Quello che incontra Daemon è una creatura centenaria, gigantesca, dai denti aguzzi e dalle scaglie color bronzo e sabbia: è Vermithor, il drago confermato ufficialmente da HBO.
House of the Dragon
Soprannominato la Furia di Bronzo, Vermithor drago ha oltre 100 anni nel romanzo Fuoco e Sangue di George R.R. Martin da cui è tratto lo show. Nonostante la sua imponenza, il drago più grande avvistato a Westeros durante la Danza dei Draghi resta Vhagar, finito nelle mani di Aemond Targaryen; il più grande in assoluto nella storia dei Targaryen è stato Balerion il Terrore Nero, cavalcato da Aegon I il Conquistatore. Vermithor si colloca però al secondo posto per dimensioni tra i draghi vivi al momento del conflitto, il che lo rende una pedina di straordinario valore militare e simbolico.
House of the Dragon
Per capire davvero chi è Vermithor drago bisogna tornare indietro di quasi un secolo rispetto agli eventi di House of the Dragon. La Furia di Bronzo deve il suo soprannome al colore delle scaglie: un misto tra sabbia e bronzo che luccica nel buio della caverna. Un tempo appartenne al Re Jaehaerys I Targaryen, nonno di Viserys e uno dei sovrani più amati della storia dei Sette Regni.
Jaehaerys era figlio di Aenys, a sua volta figlio di Aegon I il Conquistatore. Dapprima spodestato da suo fratello Maegor il Crudele, dopo la morte di quest’ultimo salì sul Trono di Spade diventando Re dei Sette Regni. Passato alla storia come un re pacifico — sotto la sua guida fu istituita una pace di cinquant’anni — Jaehaerys I fu accompagnato sin dalla nascita dal suo uovo di drago. Per tradizione, ogni bambino Targaryen viene al mondo con un drago già assegnato, nella speranza che l’uovo si schiuda. Sua sorella Rhaena pose l’uovo nella sua culla e, quando si schiuse, nacque un legame immediato e indissolubile con Vermithor.
House of the Dragon
Dopo la morte di Jaehaerys I, Vermithor si ritirò nelle caverne del Monte del Drago a Roccia del Drago, rifiutando qualsiasi nuovo cavaliere. Da quel momento divenne un drago selvatico: immenso, inaccessibile, e per questo ancora più prezioso. Decenni di solitudine non hanno spento la sua ferocia — anzi, l’hanno amplificata. L’impresa di Daemon è quindi disperata, ma carica di un forte valore simbolico. Se riuscisse davvero a domarlo, renderebbe la causa di Rhaenyra molto più legittima agli occhi di Westeros.
Daemon Targaryen
Nel contesto della Danza dei Draghi, Vermithor drago rappresenta molto più di una semplice arma. I Neri — la fazione di Rhaenyra — hanno bisogno di cavalieri per i draghi selvatici di Roccia del Drago, e Vermithor è il più potente tra quelli senza padrone. Secondo il romanzo Fuoco e Sangue, il piano dei Neri prevede di reclutare cosiddetti semi di drago: individui di sangue Targaryen, anche bastardi, abbastanza coraggiosi da tentare di legare con uno dei draghi rimasti liberi. Vermithor, in quanto creatura di dimensioni eccezionali e con un pedigree reale — fu cavalcato dal re più longevo dei Sette Regni — è il premio più ambito di questa caccia.
Senza addentrarci troppo negli spoiler del romanzo per chi segue solo la serie, basti sapere che Vermithor drago trova infine un nuovo cavaliere durante la Danza dei Draghi: un personaggio di sangue Targaryen che si rivelerà fondamentale negli scontri più cruenti del conflitto. Il drago Vermithor partecipa ad alcune delle battaglie più devastanti narrate in Fuoco e Sangue, confermando la sua reputazione di creatura capace di cambiare le sorti di una guerra. La serie televisiva, stagione dopo stagione, si avvicina a questi eventi: il destino della Furia di Bronzo è ancora in gran parte da raccontare sullo schermo.
Il concetto di seme di drago è centrale per comprendere il ruolo di Vermithor nella strategia di Rhaenyra. Poiché i draghi riconoscono il sangue Valyrio, anche individui di discendenza Targaryen non legittima — bastardi cresciuti lontano dalla corte, figli dimenticati di rami secondari della casata — possono teoricamente tentare di legarsi a un drago selvatico. Il rischio è altissimo: un drago senza cavaliere può uccidere chiunque si avvicini. Ma la posta in gioco, con una creatura della statura di Vermithor drago, vale ogni rischio. Nella seconda stagione di House of the Dragon questo piano prende forma concreta, con scene di grande tensione che mostrano quanto sia difficile — e quanto sia necessario — domare la Furia di Bronzo.
Una delle domande più frequenti tra i fan riguarda proprio le dimensioni: Vermithor è più grande di Vhagar? La risposta, secondo Fuoco e Sangue, è no. Vhagar — la dragonessa di Aemond Targaryen, già cavalcata da Laena Velaryon — è la più grande tra i draghi vivi durante la Danza dei Draghi, seconda solo a Balerion il Terrore Nero nella storia dell’intera casata. Vermithor drago si colloca però immediatamente al secondo posto: più grande di Caraxes, di Meleys e di tutti gli altri draghi attivi nel conflitto. Questo lo rende, in termini militari, l’equivalente di un’arma nucleare in mano a chi riesce a domarlo.
La differenza tra i due è anche caratteriale: Vhagar è antica e devastante, Vermithor è feroce e imprevedibile, reso ancora più pericoloso da decenni di solitudine nelle caverne di Roccia del Drago. Se Vhagar incute terrore per la sua storia e le sue dimensioni assolute, la Furia di Bronzo spaventa per la sua natura indomita — un drago che nessuno ha osato avvicinare per quasi un secolo.
Quando Otto Hightower è arrivato a Roccia del Drago chiedendo la resa di Rhaenyra, le ha spiegato che ogni simbolo di legittimità è dalla parte di Aegon II: la corona del Conquistatore, la spada Blackfyre e il pugnale di acciaio di Valyria. Dal suo canto, Rhaenyra ha soltanto la corona di suo padre. Ma se dovesse portare dalla sua parte anche Vermithor — rimasto nascosto dalla morte di Jaehaerys I, il re più amato della storia Targaryen — aggiungerebbe un potentissimo simbolo di legittimità alla sua causa. Un drago che ha portato in sella il nonno di Viserys non è solo una macchina da guerra: è un pezzo di storia vivente, un argomento politico con le ali.
La scena in cui Daemon si avvicina a Vermithor cantando in Alto Valyriano è costruita con grande cura narrativa. Non è un semplice incontro tra uomo e bestia: è il tentativo di un Targaryen di riallacciare un legame antico, di convincere un drago che ha conosciuto la gloria di un re a tornare in battaglia. Il fatto che Vermithor drago sputi fuoco senza uccidere Daemon — lasciandolo vivo, seppur a distanza — è già di per sé un segnale. Nella mitologia di Fuoco e Sangue, i draghi riconoscono il sangue Targaryen. E Daemon, con tutta la sua arroganza e il suo coraggio, è forse l’unico abbastanza folle da provarci davvero.
La seconda stagione di House of the Dragon porta Vermithor drago al centro della scena con un peso narrativo ancora maggiore. Il piano dei Neri di trovare semi di drago — individui di sangue Targaryen disposti a rischiare la vita per legare con uno dei draghi selvatici — prende forma concreta, e la Furia di Bronzo è la posta più alta in gioco. La sua presenza nella serie non è solo spettacolare: ogni scena che lo coinvolge porta con sé il peso della storia, il ricordo di Jaehaerys I e la domanda su chi sarà abbastanza coraggioso — o abbastanza incosciente — da salire sulla sua schiena.
Con la Danza dei Draghi destinata a intensificarsi nelle stagioni a venire, il drago Vermithor è uno dei protagonisti più attesi dell’intera serie. Chi ha letto Fuoco e Sangue sa già che la traiettoria della Furia di Bronzo porta a scontri epici e a momenti di devastazione pura — battaglie che nel romanzo di Martin sono descritte come tra le più sanguinose dell’intera guerra civile Targaryen. La serie ha tutti gli strumenti — visivi, narrativi, emotivi — per rendere giustizia a questo drago straordinario. E il pubblico, stagione dopo stagione, non vede l’ora di scoprire fin dove arriverà.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
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