L’Ema: “Nuova ondata Covid nelle prossime settimane”

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Della pandemia di Covid non si parla quasi più ma ora il responsabile della strategia vaccinale dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema), Marco Cavaleri, lancia l’allarme. “Nelle prossime settimane – dice – è prevista una nuova ondata” di casi.

I contagi di Coronavirus saranno “legati a nuove sottovarianti di Omicron” ha dichiarato Cavaleri. “La scorsa settimana – ha sottolineato il dirigente dell’Ema – la variante di Omicron BQ1 è stata identificata in almeno 5 paesi” in Europa. E “l’Ecdc (l’ente europeo di prevenzione e controllo delle epidemie, ndr.) prevede che la variante BQ1 e la sua sottovariante BQ1.1 diventeranno i ceppi dominanti da metà novembre all’inizio di dicembre“.

Foto Ansa/Giuseppe Lami

Non si sa ancora se sarà più trasmissibile o causerà una malattia più grave rispetto alle varianti BA4 e BA5” ha precisato Marco Cavaleri. “Tuttavia quello che si sa è che la nuova variante ha una maggiore capacità di sfuggire all’immunità conferita dalla vaccinazione. Così come dall’aver contratto il Covid o dagli anticorpi monoclonali disponibili” ha spiegato.

Il Covid e i bambini

Per quanto riguarda i vaccini per i bambini, “l’Ema – ha concluso Cavaleri – raccomanda di vaccinare principalmente i piccoli con malattie di base per proteggerli dal ricovero e dalla morte.” Però “la decisione sulla vaccinazione dei bambini spetta agli Stati membri dell’Ue.” Infine l’Agenzia europea dei medicinali (Ema) ha annunciato che le revisioni per due vaccini adattati contro il Covid sono ancora in corso. “Per il vaccino Sanofi la possibile conclusione è prevista a novembre e per il vaccino Hipra nelle prossime settimane.”

Foto Ansa/Tino Romano

Secondo l’ultima rilevazione settimanale, del 25 ottobre, negli ospedali ‘sentinella’ della Fiaso (Federazione Sanitaria Aziende Ospedaliere) diminuisce il numero generale dei ricoverati Covid. Tuttavia il calo del -5% riguarda soltanto i ricoverati “con Covid“: cioè i pazienti arrivati in ospedale per altre patologie ma positivi al tampone pre-ricovero. I ricoveri “per Covid” stanno invece aumentando.

La pandemia in Italia oggi

Il 25 ottobre, in base ai dati del ministero, sono stati 48.714 i nuovi casi di Covid in 24 ore, contro i 58.360 del martedì precedente 18 ottobre. Il tasso di positività è attualmente al 16,4%. I morti sono stati 120, il 25 ottobre. Per un totale, da inizio pandemia nel 2020, di 178.753 cittadini che hanno perso la vita a causa, o come concausa, del Covid.

Tornando ai dati Fiaso, i non vaccinati rappresentano il 33,3% dei ricoverati in terapia intensiva e il 20% nei reparti ordinari. La restante parte di ricoverati – cioè la gran parte – è vaccinata da oltre 6 mesi. Circa il 90% di chi ha contratto l’infezione e si trova in ospedale è affetto da altre patologie. L’età media dei non vaccinati in rianimazione è pari a 77 anni. Tra i minori di 18 anni ricoverati nei quattro ospedali pediatrici degli ospedali aderenti alla rete sentinella di Fiaso si registra una diminuzione di 8 casi, di entità simile all’aumento della settimana scorsa. L’andamento generale del Covid in Italia appare alla Fiaso “tendente al ribasso“, ma “bisogna osservarlo nel prosieguo del tempo per chiarirne la dinamica“. Il calo dei pazienti “‘con Covid’ sembrerebbe accompagnare una diminuzione delle infezioni, il cui effetto sembra riflettersi più lentamente sui ‘per Covid’“.

Foto Ansa/Fabio Frustaci

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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